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    Luoghi da vedere
    Freienfeld Menhir
    Strada del Vino

    Quando durante lavori di scavo fu scoperto questo menhir, era eretto nel angolo occidentale della tenuta “Freienfeld” in terra bruciata, circondato da un cerchio di pietre. Alcune di queste pietre si trovano ancora oggi intorno al menhir.

    Questo menhir in confronto ad altri, è primitivo, si riconoscono però comunque segni di lavorazione. Questo masso erratico in fillade quarzifera è alto 1,65 metri, ha un diametro di 1,95 metri e le sue sembianze ricordano un gigante con un occhio solo.

    Come per altri menhir, dovrebbe essere antropomorfo e raffigurerebbe lontanamente la statura di un uomo. Molto probabilmente intorno al mehir furono praticati riti per venerare gli dei, eroi e i defunti. Dovrebbe trattarsi di un menhir maschio, che mostra 3 buchi uno vicino all’altro e una collana ben riconoscibile.

    Sport e tempo libero
    Tennis Club Prati
    Vipiteno e dintorni

    Se il meteo ci aiuta, normalmente si può giocare a partire fine aprile / inizio maggio.

    A partire dal 2018, è stato introdotto un sistema di prenotazione online.

    Grazie a ciò, in ogni momento è visibile la disponibilità di entrambe i campi da gioco.

    L'arco di tempo riservabile, sia per partite di singolo che per il doppio o il misto, è di 60 minuti. A seguire, se  ci sono altre prenotazioni su quel campo, può essere prenotato il primo campo libero disponibile.

    Arrampicate
    Palestra di roccia Spelonca
    Bressanone e dintorni

     Se siete alla ricerca di natura incontaminata e di pace e tranquillità, Spelonca, sopra Varna, è il posto giusto. La zona di arrampicata offre percorsi facili per bambini e famiglie, ma anche percorsi con parti verticali e a strapiombo. Le rocce all’entrata del parco sono perfette per il bouldering.

    Laghi, cascate
    I laghi Schwarzseen all'Alpe di Villandro
    Bressanone e dintorni

    Lago alpino dalle acque cristalline ad ovest della Chiesetta ai Morti. L'imbocco della galleria è ancora aperto e un originario posto di fusione al di sotto del lago segnala estrazioni di rame di 3.000 anni fa.

    Fortezze e castelli
    Ansitz Freienfeld
    Strada del Vino

    Freienfeld è stato costruito nel 1521 dal Conte di Indermauer. (Cortile circondato da mura merlate.) Nelle grandi finestre del Trinkstube bellissimi affreschi.

    Chiese e abbazie
    Chiesa parrochiale S. Nicolò
    Strada del Vino

    La chiesa di Penone fu costruita nella seconda metà del 14. secolo in stile tardo romanico e dedicata a San Nicola (6 dicembre). Elementi della costruzione denotano già forme di gotico iniziale. L`esistenza della chiesa di s. Nicola di Penone viene accennata secondo il conservatore artistico Leo Andergassen in una lettera d`indulgenza del tempo di papa Bonifacio IX del 1390. 

    L`apside ad arco del tempo tardo romanico di pietra arenaria della chiesa di Penone è stata eretta già nel 1300. Prima della chiesa odierna esisteva in questo posto già una cappella. 

    Una vera rarità è la costruzione del Sacramento in pietra arenaria alla parete a nord dell`apside, risalente al periodo intorno al 1380. Essa è la più antica costruzione in pietra del Sudtirolo.

    Durante il restauro della chiesa negli anni 1888 – 1889 sotto la regia del curatore d`anime Alfons Schmid di Innsbruck, che dimorava negli anni 1884 – 1889 a Penone in qualità di esposito, vennero distrutti gli affreschi del 14. secolo, secondo Leo Andergassen,  per incompetenza. La chiesa venne ampliata verso ovest, costruita una navata laterale e rifatta la facciata.

    Il totale restauro tra gli anni  2000 e 2002 fu realizzato in due  lotti. Il primo implicava il restauro esterno e fu eseguito dall`ottobre del 2000 all`ottobre 2001. Il  secondo lotto comprendeva il restauro interno della chiesa e fu eseguito dal luglio al dicembre del 2002.

    Lo scampanio di Penone

     Il campanile della chiesa parrocchiale di s. Nicola di Penone ancora originale. Secondo Leo Andergassen, soltanto al lato nord fu inserita una grande finestra di risonanza per la grande campana  colata nella fonderia di Termeno da Franz Löffler e che  aveva squillato già a Magrè prima di essere portata a Penone. 

    Due campane di recente data, che erano state colate negli anni 1817, rispettivamente 1836 da Michael Zach a Bolzano, furono rimosse durante la prima guerra mondiale. Le campane fornivano bramata materia prima per colare materiale bellico. Esse furono sostituite da due campane della fonderia Colbacchini di Trento. Queste “walschen“  campane di materiale scadente, condizionato probabilmente dal tempo bellico, erano oggetto per quasi cento anni di dissonanze, così che nell`anno 2001 la campana media venne sostituita.

    La nuova campana “media” di 550 kg fu colata dalla ditta Grassmayr di Innsbruck.

    Nella chiesa di San Nicola di Penone si trovano diverse opere del pittore popolare Ulrich Dignös (1900 – 1987), oriundo da Penon (Voldersberg – Austria), che troviamo riprodotto qui accanto.

    Fonte: http://amen.bz/it/penon.htm

    Luoghi da vedere
    La storica stazione doganale di Tel
    Merano e dintorni

    La storica stazione doganale di Tel

    L'imperatore Claudio (41-54. Chr.) stabilì a Tel (> gr. Teloneion = dogana) il confine tra le province romane di Raetia (con capitale Augusta Vindelicorium, Augusta) e Venetia et Histria, ponendo le basi per la stazione doganale e la riscossione del pedaggio per merci e veicoli.

    L'iscrizione latina sul piedistallo della statua di Diana mostra che un certo Aetetus, nel III secolo a capo dell'ufficio doganale di Tel, fece costruire il tempio a questa dea dedicato. A Claudio si deve anche il "dazio doganale gallico" (= dazio sull’esportazione di merci destinate alla Germania, che sostituì il dazio interno denominato “illirico”). Lungo la Via Claudia Augusta, importante via di comunicazione, furono create locande e stazioni di posta per il cambio di cavalli. Dal momento in cui i Romani lasciarono il territorio, verso la fine del V secolo d.C., non si è registrò per secoli l’esistenza di una dogana.

    Si deve attendere il 1160 perché un ufficiale delle dogane venga nuovamente segnalato, mentre risale al 1271 la menzione di una dogana di proprietà dei Conti del Tirolo (Mainardo II). Nel 1388 la stazione doganale di Plars venne trasferita a  Tel (in quella che oggi è la locanda "Roessl", che alcuni anni fa, dopo la sua ristrutturazione, riprese il nome di "Zollwirt"), diventando la più importante del Tirolo. I doganieri dovevano tenere un registro preciso delle entrate, il cosiddetto “registro della dogana”, che veniva trimestralmente consegnato alla Camera del conte. Le entrate della dogana elevarono i doganieri a livello di funzionari di corte. Nel 1808 il governo bavarese vendette l’edificio e nel 1829 la stazione doganale fu completamente abbandonata, perché venne introdotta la "tassa sui consumi". A partire dal 1400 sono 27 i nomi dei doganieri noti. Nell’esercizio della funzione doganale rientrava lo Zollbaur, una locanda con l’ufficio doganale sul lato sinistro della casa, un deposito sulla destra e, un po' più indietro, lo Steidlhof. L'arciduca Ferdinando (1503-1564), imperatore del sacro romano impero, re di Ungheria e Boemia, arciduca d'Austria, visitò una volta il Steidlhof. La sua incoronazione a imperatore (1525) è ricordata da uno degli affreschi rinascimentali presenti nella mescita dei doganieri. Tale opera, certamente precedente al 1530 è oggi meravigliosamente restaurata e conservata.

    L'ex stazione doganale oggi non esiste più.

    Pittore e doratore
    Hofer Karl Pittura, Scultura, Restauro
    Merano e dintorni

    L'ambito di attività di Karl Hofer spazia dallapittura alla scultura fino al restauro di oggetti d'arte. Le sue opere sono spesso il frutto di un processo creativo libero, che muove dall'idea e dai materiali offerti dalla natura per dare loro la forma voluta in modo del tutto spontaneo. Per altri lavori, invece, Hofer si attiene al metodo classico: al disegno segue il modello in gesso o argilla, e solo dopo ha inizio la realizzazione dell'opera vera e propria. Elemento comune alla sua intera produzione è lo stretto legame con la natura e il paesaggio. In essa l'artista trova l'energia e la quiete che gli sono necessarie a concentrarsi e a creare. Vendita di frutti altoatesini intagliati a mano come decorazione, regalo o ricordo. Prezzo su richiesta.

    Fortezze e castelli
    Podere Gaudententurm
    Merano e dintorni

    Questa residenza nobiliare è stata costruita nel 1348 da Meinhard, nobile di Gaudenz. Nel corso del tempo, soprattutto durante il periodo barocco, ha subito diverse ristrutturazioni. L'aspetto odierno con l'Erker, le finestre ovali, la meridiana e lo stemma d'alleanza, risale al 17° secolo.

    Casate vengono e vanno, come dimostra questa sequenza di proprietari:
    1348-1402: Edle von Gaudenz; 1402-1586: Edle von Hendl;1586-1600: Herren von Stachlburg;1600-1619: Cyriac von Waltenhofen; 1619-1638: Edle von Roladin; 1638-1657: Edle Aichner von Aichberg; 1657-1680: Johann Edler von Kreutzer di Innsbruck; 1680-1730: Edle von Bauer; 1740-1794: Edle von Wiesenegg.

    Nel 1792 la residenza è stata acquistata dal cronista meranese Anton Simon von Isser, che nel 1798 è diventato nobile con il nome di „von Gaudententurm“. Attraverso il nipote, il medico e neurologo viennese Dr. Friedrich von Sölder und zu Prackenstein (1767-1843), la residenza è passata agli eredi che la abitano ancora oggi.

    Fin da quasi due decenni ormai, Christine Schönweger coltiva con estrema cura e passione le terre che le appartengono. Grazie alla dedizione verso la frutticoltura e la viticoltura, Christine ha potuto scoprire il suo estro per i distillati e, infatti, nel 2007 ha fondato all'interno della tenuta Gaudententurm, la distilleria artigianale Gaudenz, ovvero la distilleria del podere, col beneficio soprattutto di effettuare innesti di numerose varietà di frutta e di viti che crescono nelle terre del podere. Alla distilleria fu dato il nome di Gaudenz (dal latino: gioire, godere) e proprio l'appagamento dei sensi e la soddisfazione di poter innestare i frutti della terra offerti da una natura autentica, sono il fulcro della filosofia della distilleria Gaudenz.

    L'interno non è visitabile.

    Luoghi da vedere
    Patrimonio naturale castagno Happichl
    Merano e dintorni

    Registrato come monumento naturale dal 1979 presso la Provincia Autonoma di Bolzano Dipartimento Natura, Paesaggio e Sviluppo del Territorio.

    La ragione della protezione è la grande età dell'albero e la sua peculiarità estetica. Il castagno si trova direttamente al maso Happichlhof (trattoria Happichl) a Rablà nella Via Gerold e può essere visitato durante un'escursione lungo il sentiero della roggia di Rablà.

    Secondo il proprietario, le radici arrivano sotto il fienile adiacente del maso Happichlhof (distanza 10 m).

    Come risultato della sua posizione libera ha potuto svilupparsi senza costrizioni.
    Il tronco si divide in due rami principali ad un'altezza di 6 m.

    Guide, scuole
    Alpine Guide Hanspeter Eisendle
    Vipiteno e dintorni

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    Luoghi da vedere
    Lapide sepolcrale Romana - Via Claudia Augusta
    Merano e dintorni

    Il Hochhuebenhof a Parcines è stato un feudo dei vescovi di Salisburgo del 14°sec. Vicino alla porta d’ingresso, nella parete esterna del muro di cinta, è inserita una lapide sepolcrale romana con la quale un ufficiale romano della stazione doganale di Tel ha commemorato la morte di suo figlio Quintus Caecililus Eutropius avvenuta a soli 21 anni e 11 mesi. Di fronte a questo feudo sono stati trovati resti di tombe e delle monete romane.

    Chiese e abbazie
    Chiesa parrocchiale di S. Martino
    Strada del Vino

    La chiesa parrocchiale di Cortina all'Adige è dedicata a San Martino. La costruzione gotica risale agli inizi del XV secolo e venne edificata sui resti di una vecchia cappella. La chiave di volta è decorata con l'immagine di San Martino e riporta la data 1474. Una seconda chiave di volta raffigura la Vergine Maria e viene fatta risalire alla fine del XVII secolo. Nel corso degli anni sono state effettuate anche delle modifiche all'edificio. Nel 1610 venne restaurato il campanile, nel 1996 si lavorò al mosaico di San Martino sul portone d'ingresso della chiesa e l'arredamento, l'organo e le sedute del coro vennero rinnovate. Nonostante le numerose modifiche, molti vecchi tesori sono sopravvissuti agli anni e sono visibili ancora oggi nella chiesa parrocchiale. Per esempio l'edificio sacro ospita una statua della Madonna del XV secolo e due grandi quadri d'altare del XVII secolo. I gioielli più particolari restano comunque le campane del 1449, ovvero le campane tra le più antiche dell'Alto Adige che da alcuni anni sono tornata a suonare per la Messa dal campanile.

    Fortezze e castelli
    Molino Formermühle
    Merano e dintorni

    19 mulini erano in funzione nel anno 1553 a Parcines. La Formermühle in via Cascata è stata costruita in 1920 ed è stata rinnovata nel 2009.

    Punto di ricarica e-bike
    Punti di ricarica E-Bike Hotel Lamm
    Vipiteno e dintorni

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    Luoghi da vedere
    Sasso grande
    Strada del Vino

    La coppella dell'età del bronzo è posta lungo l'antico sentiero per Corona; l'ubicazione originaria non è conosciuta e con le sue numerose incisioni simboliche rappresenta ancora oggi un grande enigma.

    Masso di micascisto con 53 coppelle che probabilmente serviva come oggetto di culto. Inoltre presenta due navi di cui una è associata ad una svastica. Le coppelle potrebbero risalire al età del bronzo. Le altre incisioni potrebbero essere state aggiunte anche in epoche più recenti. Il luogo originale di ritrovamento a Corona non è conosciuto.

    Chiese e abbazie
    Chiesa parrocchiale S. Giorgio
    Strada del Vino

    Comunità Parrocchiale di Corona 

    La chiesa di San Giorgio a Coronatrette finestre a trette finestre esto acuto.

    Sulle alture di Cortaccia a 800 m s.l.d.m. si erge la chiesa del tardo gotico di Corona. Essa è una nuova costruzione della metà del 15. Secolo e dedicata a San Giorgio.

    Fino al tempo odierno essa venne curata dalla chiesa di Cortaccia. Nell`anno 1760 furono istituite possibilità di presenza di un curatore di anime. Nel 1789 venne consacrato il cimitero. Nel 1919 la chiesa di Corona fu elevata a Curazia. (Curazia = Centro esterno libero di un sacerdote ausiliare con distretto  pastorale autonomo.

     

    Costruzione della chiesa 

    All`esterno non è visibile la separazione del presbiterio (cantoria) dalla navata. Nell`interno si trova uno stretto arco di trionfo in pietra che divide il coro dalla navata. Ai loro angoli sono collocati gli altari laterali.

    La navata consta di angolosi pilastri sui quali è posata la volta reticolare con  pietre finali diffogiate diversamente. Dalla navata si ha accesso alla piccola sacrestia.

    La cantoria ha una volta (Sternrippen) La pietra finale centrale è formata da una testa di Cristo, nelle altre pietre finali vediamo dei vuoti stemmi. Attraverso una stretta porta si accede al campanile.

    Il portale (entrata, atrio) potrebbe risalire ad una costruzione antecedente. Al vertice si intravede, come a Penone, una croce sopra una stella, forse un segno araldico della parrocchia di Cortaccia.

    Alla parete della navata si trovano delle strette finestre a sesto acuto incorniciate da pietre. Al muro occidentale del campanile si trova una rappresentazione gotica di San Cristoforo del 14. Secolo. (laboratorio del cosidetto mastro urbano) Allka parete nord furono scoperte nedli anni ottanta delle pitture a secco  del 16. secolo, che rappresentano un risorto e in basso San Rocco, che assieme a San Sebastiano erano venerati come patroni contro la peste. Alla parete sud si trova una rappresentazione della Sacra Famiglia del 1604. Il tetto a tegole vdenne posato già durante la prima costruzione e rinnovato nel 1606.

     Arredamento della chiesa 

    L`altare maggiore fu costruito nel 1713 ed era collocato antecedentemente nella chiesa di San Giorgio auf der Gand  a Altenburg (Appiano). Dopo la sua chiusura  nel 1792 venne trasportato a Corona.

    La pala dell`altare mostra la lotta di San Giorgio contro il drago  dipinto dall`artista bolzanino Anton Kössler.

    Le statue laterali dell`altare rappresentavano gli apostoli principi Pietro e Paolo, ma che furono rubate nell`anno 1970.

    Come tesoro speciale della chiesa sono da annoverare due altari del 1596 del tardo rinascimento, di cui l` altare  dei Re Magi si trova oggi nel museo diocesano di Bressanone.

    Al tempo dell`esposito Alois Geier di Termeno nell`anno 1894 fu ristrutturato parzialmente l`inventario della chiesa. Le finestre della chiesa furono rinnovate, così anche il pulpito ed il confessionale. Le campane attuali furono colate a Trento nel 1922.

    Anche l`organo del 18. secolo fu completamente ammodernato da Paolo Ciresa nell`anno 1988.

     

    Cappella della canonica dedicata agli apostoli Simone e Giuda 

    La canonica era a suo tempo la residenza estiva delle famiglie nobiliari  Indermauer di Cortaccia. Essa fu eretta nel 1783 e rimossa nell`anno 2004 a pianoterra. Ivi viene celebrata una messa due volte la settimana.

    Il quadro votivo di Maria Genazano, che antecedentemente era collocato sull`altare dei Re Magi, ora si trova alla parete al retro della cappella.

    Alla destra dell`altare si trovano le statue degli Apostoli Simon e Giuda. L`artista vetraio Ursula Huber di Appiano creò la vetrata nel vano dell`altare. 

    Fonte: http://amen.bz/it/graun.htm

    Chiese e abbazie
    Chiesa parrochiale S. Vigilio
    Strada del Vino

    Parrocchia di Cortaccia

    Patrono della Chiesa: San Vigilio

    Festa del Patrono : 26 giugno

    Membri della Parrocchia : 1560

     

     

    La Chiesa di Cortaccia

     

    La Parrocchia di Cortaccia apparteneva inizialmente alla Parrocchia di Caldaro.

    Nell` anno 1517 Cortaccia venne eretta a Chiesa Parrocchiale. La Chiesa di Penone e Corona appartenevano alla Parrocchia di Cortaccia fino al 1986 quando divennero Parrocchie indipendenti.

    La chiesa fu probabilmente costruita nell` 11. secolo, il campanile probabilmente nel 14. secolo.

    Tra il 1839 e 1845 la navata della chiesa fu ampliata verso ovest.

    La sacrestia ebbe origine nel tardo gotico ed è confermato che fu ampliata nel 1677.

     Inizialmente c`era nella chiesa un altare maggiore di stile tardo gotico,  ma di esso non è rimasto nulla. L`altare maggiore odierno fu eretto nel 1850 e ripresa la pala dell`altare del pittore Orazio Giovanelli. Il dipinto mostra il martirio di s.Vigilio.

    Gli altari laterali furono edificati nel 1873. L`altare alla sinistra è consacrato al cuore di Gesù, nell`altare alla destra si trova la pala della Madonna Addolorata.

    Il Battesimale che si trova al lato sinistro del presbiterio porta l`iscrizione MXXXIII (1033). Probabilmente questo è l`anno d`origine della pietra battesimale. Con ciò essa sarebbe una delle più antiche pietre battesimali di tutto il Tirolo.

    Pregiati tesori della chiesa di San Vigilio sono un ostensorio ed un calice del tardo gotico.

    Dal 17. secolo la chiesa è munita di un organo. L`organo attuale fu eretto nel 2001 da Franz Zanin di Camino al Tagliamento (Udine)

     

    L` immagine della Madonna Addolorata.

     

    Nel 1738 iniziò il pellegrinaggio alla Madonna Addolorata di Cortaccia e in seguito il paese divenne un noto luogo di pellegrinaggio.

    Il quadro stesso risale al 17. secolo e si trovava nel "cortile alla Platten".

    Alla sera del 28 novembre 1733 un soldato imperiale notò durante la preghiera del rosario sul quadro della Madonna Addolorata gocce come lacrime e sudore. Per ben quattro anni si notavano queste gocce. Questa apparizione venne esaminata e non potè essere spiegata. Il vescovo permise il 17 luglio 1738 che il quadro venisse portato nella parrocchia ed esposto alla venerazione del pubblico. Da quel giorno non si videro più gocce o lacrime sul quadro.

    Molti quadri votivi nel retro della chiesa informano di preghiere esaudite per intercessione della Madonna Addolorata.

    Fonte: http://amen.bz/it/kurtatsch.htm

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