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    Risultati
    Luoghi da vedere
    Testata di Ponte Romano e Argine in Muratura
    Merano e dintorni

    Nell'anno 1776 la regina Maria Teresa d'Austria fece costruire un argine in muratura a Lagundo, vicino a Merano, che doveva servire da protezione contro le inondazioni del fiume Adige. Questa fortificazione può essere visitata ancora oggi in ogni momento. Nelle immediate vicinanze, sulla riva sinistra del fiume, si trovano le rovine di una testata di ponte dell'antica via romana imperiale „Via Claudia Augusta“. La costruzione del ponte è datata nel I secolo dopo Cristo. Oggi le rovine del ponte sottostanno alla protezione della tutela dei monumenti e possono essere visitate in prossimitá della piscina comunale in vicolo del Mercato. Sulla testata del ponte vi sono anche un piccolo pilone votivo e una cappelletta.

    Arte e cultura
    Il cuore fiorito a Scena
    Scena, Merano e dintorni

    Il grande cuore floreale nel centro del paese è uno dei soggetti fotografici più apprezzati di Scena. La posizione offre una vista fantastica sul colle della chiesa di Scena e sulla Valle dell'Adige. 
     
    Il cuore viene decorato con nuovi fiori stagione dopo stagione ed è quindi una vera attrazione in ogni momento dell'anno. In inverno il cuore brilla di luci natalizie come un grande abete.

    Fortezze e castelli
    Rocca di Festenstein (Castelforte)
    Strada del Vino
    L'emblema di Andriano sono senz'altro le rovine di Castelforte che si ergono su un ripido spuntone roccioso della Gola del Rio Gaido. La rocca che troneggia su Andriano é raggiungibile solo percorrendo un ripido sentiero. Era senza dubbio nelle intenzioni del costruttore dell'epoca rendere il maniero inaccessibile alle armi del nemico.
    Al contempo, dalla spettacolare posizione del castello, si schiude un ampio panorama sulla sottostante Valle dell'Adige. Castelforte viene per la prima volta menzionato nei documenti a metá del 13° secolo, quando si presume sia stato edificato o sottoposto a significativo ampliamento.

    Il castello era sotto il dominio dei Signori di Appiano, che probabilmente lo diedero in gestione ad uno dei loro vassalli. La gestione di un tale maniero includeva l'incasso dei tributi dovuti dai contadini dei masi, la costante preoccupazione per l'approvvigionamento di acqua, di viveri e di legna da ardere, i lavori di manutenzione e gli incessanti turni di guardia.
    Tutto questo , considerate le difficoltá di accesso al castello, rappesentava una fatica immane. 
    Si presume che tra il 13° e 14° secolo il castello sia stato coinvolto in conflitti e di conseguenza danneggiato e che nel 1383 sia passato nelle mani dei Signori di Villandro con l'obbligo di risanare la desolata fortificazione. Questi dati sono la prova che alla fine del  14° secolo il castello adempiva ancora alla proprio funzione. Succcessiavamente, il castello cambió piú volte proprietario: nel 15° secolo ne entrarono in possesso prima i nobili Sparrenberger e, poi dal 1654 al 1818 i Signori Lanser di Appiano. 

    Nel 2008 la proprietá passa al Conte Meinhard Khuen von Belasi, il quale attua in collaborazione con i Beni culturali della Provincia una serie di musure di restauro per mettere in sicurezza le opere murarie e proteggere il maniero da un ulteriore decadimento.

    Aperture straordinarie di Castelforte:

    Dopo lunghi lavori di restauro le rovine di Castelforte sono di nuovo a disposizione degli interessati. L’Associazione turistica di Andriano organizza delle aperture straordinarie del castello nelle seguenti date:

     

    domenica, 02.04.2023
    venerdí, 07.04.2023
    domenica, 16.04.2023
    venerdí, 21.04.2023 disdetta
    domenica, 30.04.2023
    venerdí, 05.05.2023
    venerdí, 12.05.2023 disdetta
    venerdí, 19.05.2023
    lunedí, 29.05.2023
    venerdí, 02.06.2023
    sabato, 10.06.2023
    domenica, 11.06.2023
    venerdí, 16.06.2023
    venerdí, 23.06.2023
    venerdí, 07.07.2023
    venerdí, 21.07.2023
    venerdí, 11.08.2023
    venerdí, 25.08.2023
    domenica, 03.09.2023
    venerdí, 08.09.2023
    venerdí, 15.09.2023
    venerdí, 22.09.2023
    domenica, 01.10.2023
    venerdí, 06.10.2023
    domenica, 15.10.2023

     

    aperto dalle ore 10.00 alle ore 15.00

    In caso di maltempo il castello rimane chiuso!

    Arte e cultura
    Vista panoramica Passo Mendola
    Strada del Vino

    Il punto panoramico dalla stazione a monte della funicolare della Mendola offre una spettacolare vista su Caldaro e le cime dolomitiche circostanti quali il Catinaccio ed il Latemar.

    Arte e cultura
    Rasciesa

    L´Alpe di Rasciesa è considerato il punto più panoramico delle Dolomiti, tra l´altro fa parte del Patrimonio Mondiale UNESCO Dolomiti e del parco naturale Puez-Odle. Su una superficie di 10.000 ettari gli appassionati di escursioni e amanti della natura trovano le condizioni ideali per rilassarsi.

    Sia d’estate, che anche d’inverno l´Alpe di Rasciesa è una meta molto conosciuta per molti villeggianti. D’estate una marea di fiori trasforma l’altipiano in un paesaggio unico e spettacolare. Anche nei mesi invernali l´Alpe di Rasciesa offre varie attività: passeggiate invernali e ciaspolate in mezzo alla natura innevata.

    Arte e cultura
    Belvedere Titschenwarte
    Laives, Bolzano e dintorni

    Luogo d'energia con vista su Sciliar, Catinaccio e Latemar.

    Il belvedere Titschenwarte è uno di quei luoghi da non perdere assolutamente: una breve escursione vi conduce a questo luogo d'energia unico, con una vista mozzafiato sulle Dolomiti, sullo Sciliar, Catinaccio e Latemar. Un luogo magico che invita a soffermarsi a riflettere. E, arrivati in cima, troverete una sorpresa: un buon bicchiere di vino! Grazie all'anima gentile che lo offre! 

    Luoghi da vedere
    Castel d'Appiano
    Strada del Vino

    Dopo una breve passeggiata tra la boscaglia si apre uno splendido panorama. Sopra il capoluogo altoatesino si leva il massiccio dello Sciliar e il leggendario Catinaccio. L'occhio cade a nord sulle Ötztaler-Alpen e a sud sulla catena del Lagorai nel Trentino.

    Castel d’Appiano s’innalza sopra il paese di Missiano nel comune di Appiano, su di una ripida parete di roccia. Il carattere di un maniero fortificato viene dato dalla torre imponente che sovrasta il castello. Castel d’Appiano fu costruito tra il 1125 e 1130 dal conte Ulrich II e già allora contava tra le più potenti fortificazioni dell’Alto Adige. I proprietari di allora vivevano prima nei pressi di San Paolo. Ma a causa di un conflitto con i conti del Tirolo, la loro posizione di allora sembrava poco sicura e quindi decisero di cambiare residenza.

    Nel 1158 i conti di Appiano fecero un’imboscata ad un’ambasceria papale ed il castello fu oggetto di un attacco di ritorsione sotto Enrico il Leone e venne quindi distrutto. Ma il castello venne rimesso e passò nel 1315 ai conti di Tirolo. Questi diedero come feudo il castello a varie famiglie. Dal 1911 infine, i conti di Enzenberg presero la proprietà di Castel d’Appiano.

    All’interno del castello troviamo varie attrazioni, come per esempio la torre con la sua forma pentagonale, la quale è unica nel suo genere. Gran parte delle mura ed i corpi di difesa del castello risalgono al XVI secolo. Notevoli sono anche gli affreschi nella cappella, i quali contano tra i miglior conservati del Tirolo. Le pitture risalgono al primo decennio del XIII secolo mostrano immagini della tradizione locale come per esempio le “mangiatrici di canederli” o anche immagini della caccia. Anche le famose scene delle “vergini folli” vengono raffigurate.

    Visite

    La taverna del castello è aperta ogni giorno escluso mercoledì dalle ore 10 alle ore 17. Per ulteriori informazioni, vi preghiamo di contattare l'ufficio turistico Appiano all'indirizzo mail info@eppan.com o telefonicamente al 0471 66 1106

    Percorso tiro con l’arco al Castel d’Appiano

    Il percorso tiro con l’arco vicino al Castel d’Appiano è aperto giornalmente, escluso mercoledì e offre ai visitatori tensione e un sentimento medievale durante la "caccia con freccia e arco. Il noleggio di frecce e arco è disponibile dalle ore 10 alle ore 14. Il completo percorso dura all’incirca 3 ore.

     

    Arte e cultura
    Vista panoramica Monte Penegal
    Strada del Vino

    Il punto panoramico presso il Monte Penegal a 1.737 m, regala una meravigliosa vista panoramica sulle vicine Dolomiti, le Dolomiti del Brenta così come la Val d’Adige (Alto Adige) e la Val di Non (Trentino). Da non perdere soprattutto in caso di condizioni meteo ottimali.

    Luoghi da vedere
    Il colle "Vorbichl"
    Merano e dintorni

    Il cosiddetto "Vorbichl" è un colle che si estende per circa 2 km sul bordo orientale del altopiano di Tesimo e forma con la sua parete rocciosa ripida contro la Valle dell'Adige una barriera naturale per la zona di insediamento posteriore.

    La collina con un'altezza al massimo di 682 m è stato abitato già migliaia di anni fa. Dei tempi antichi hanno sopravvisuto solo pochi miti che raccontano di streghe e diavoli. Um posto mitico, il cosidetto "Klobenstuanplätz", oggi ospita un bitopo idyllico con panchine, che invita a un picnic.

    Luoghi da vedere
    La Val Fiscalina
    Regione dolomitica 3 Cime

    A confronto con l'imponente profilo roccioso delle Dolomiti, ritte sul lato opposto della Valle di Sesto, il panorama offerto dalla Catena Carnica pare quasi anonimo e insignificante. Ma si sa, l'apparenza inganna. Con la funivia che da Sesto porta al Monte Elmo, si raggiunge non solo l'incantevole area sciistica ed escursionistica Tre Cime Dolomiti, ma anche il costone occidentale di una catena montuosa che, sviluppandosi per oltre 100 km, si spinge fin quasi a Villaco, in Carinzia. E l'estensione non è certo l'unico motivo di vanto delle Alpi Carniche. Possono andar fiere, ad esempio, del loro movimentato passato geologico, testimoniato da numerosi fossili, e delle loro origini, ben più antiche di quelle delle Dolomiti. Dal punto di vista storico, poi, la catena ha rivestito un importante ruolo quale confine italo-austriaco. Chi non ha mai attraversato la frontiera percorrendo un'alta via non ha che da incamminarsi sul sentiero che dalla cima del Monte Elmo (2.434 m s.l.m.) passa davanti all'Helmhaus e prosegue lungo il crinale per trovarsi presto con un piede in Austria e l'altro in Italia. Qui ha inizio, inoltre, la popolare Alta Via Carnica, detta anche "via della pace", che in 8-11 giorni porta ad Arnoldstein, in Carinzia.

    Dal 26/06 al 02/10/2022 la Val Fiscalina è raggiungibile esclusivamente con il servizio bus navetta 440 Sesto-Val Fiscalina, a piedi, in bicicletta oppure in automobile con apposito permesso di transito. Per il bus navetta Sesto-Val Fiscalina non è necessaria la prenotazione. A chi proviene da fuori Sesto si consiglia di arrivare da Dobbiaco - San Candido con il bus di linea 446. Dalla stazione a valle della cabinovia Monte Elmo, a Sesto, si prosegue poi con il bus navetta per la Val Fiscalina.

    Il permesso di transito e il parcheggio in Val Fiscalina possono essere prenotati dal sito www.drei-zinnen.bz/it/fischleintal

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    Giardini pubblici
    Mazia, il villaggio dell' alpinismo
    Val Venosta

    L’iniziativa dei “Villaggi degli alpinisti” dei club alpini è un sinonimo di un turismo ecocompatibile e legato alla natura. La rete unisce località che presenta un paesaggio naturale e antropizzato incontaminato, è stata risparmiata dai grandi sfruttamenti tecnologici e la cui identità è contraddistinta dalle cime e dall’alpinismo.
    Da una piacevole escursione lungo le rogge fino all’ascensione di un Tremila, potete godervi la natura incontaminata della Val di Mazia. Qui, le tradizioni e le usanze vissute consentono di scoprire l’attiva comunità del villaggio, mentre una gita alle rovine del castello all’ingresso del paese fa risorgere i temuti cavalieri predoni di Mazia.

    Arte e cultura
    Vista panoramica Kanzel
    Strada del Vino
    Questo fantastico punto panoramico sopra Egna offre una vista spettacolare su Egna, Montagna e l'intera regione della Bassa Atesina fino a Bolzano, il Lago di Caldaro e l'intero gruppo della Mendola fino al Corno di Tres sopra Favogna. A nord, si vedono le cime dell'Ifinger e dell'Hirzer, nonché la Sarner Scharte e il Gruppo di Tessa sopra Merano.
    Arte e cultura
    Prato Piazza
    Regione dolomitica 3 Cime

    Prato Piazza si estende a 2.000 m s.l.m. e offre al visitatore tranquillità e pace. Grazie all'incorporamento della regione nel Parco Naturale Fanes-Senes-Braies la zona circondata da cime imponenti è riuscita a mantenere la sua originalità e naturalezza. Lontano dal traffico, l'altopiano affascina con una vista mozzafiato sul Picco di Vallandro e la Croda Rossa. Lontano s'innalzano il Massiccio delle Tofane e le cime del Monte Cristallo innevate anche d'estate. Sia d'estate che d'inverno gli amanti della fotografia trovano il proprio tornaconto.Un luogo dove rilassarsi e vivere a stretto contatto con la natura. Non importa se amate le passeggiate, il nordic walking, l'escursionismo, l'arrampicata o la bici.


    Arte e cultura
    Concordia 2000
    Regione dolomitica Plan de Corones

    Il rilievo panoramico in bronzo è composto da 24 segmenti per una lunghezza totale di 36 m. Nella parte anteriore vengono indicati i nomi delle più importanti montagne, visibili dal Plan de Corones con le loro altitudini e la direzione di alcune delle più importanti capitali d’Europa. 

    Arte e cultura
    Rotstein Knott
    Merano e dintorni

    Al Rotstein l’artista altoatesino Franz Messner creò il suo famoso cinema Knottnkino, un imponente cinema all’aperto fatto di poltrone pieghevoli artigianali. Accomodatevi tra cielo e terra e godetevi l’infinito film della natura.

    Sul lato est, anche la nuova area di sosta Rotstein, progettata dagli architetti Verena e David Messner, offre una spettacolare vista. Scavata nel porfido, con un esplicito richiamo alla forma dell’anfiteatro, essa offre una splendida vista sul paese di Verano. Un’appena percettibile rosa dei venti della designer Antoinette Bader, realizzata come una rete di linee sul porfido, invita a riflettere sulla forza  dialettica tra arte e natura.
    Gli artisti: Verena e David Messner, Antoinette Bader

    Il Rotstein Knott è uno delle tre "pietre rosse" (Rotstein, Beimsteine Timpfler Knott). Le tre rotonde formazioni di tufo rosso di origine vulcanica sono una vera rarità geologica.

    Luoghi da vedere
    Rovina di Montechiaro
    Val Venosta

    La vasta costruzione fino al 1513 fu di proprietà dei conti del Tirolo, poi il castello passò ai conti Khuen-Belasi, ai quali appartiene ancora oggi (rovina dal XIX secolo). Lo stupendo ciclo di affreschi del 1400, venne in gran parte rimosso e portato al Museo Ferdinandeo di Innsbruck nel 1912.

    Arte e cultura
    Vista panoramica Castelchiaro
    Strada del Vino

    La rovina Castelchiaro troneggia fiera sopra il Lago di Caldaro ed è ormai parte integrante del suo paesaggio. Il panorama che si gode da lassù é davvero meraviglioso e si estende sui paesi di Caldaro e Termeno, la Bassa Atesina ed i vicini massicci.

    Chiese e abbazie
    Chiesa di Santa Apollonia
    Merano e dintorni

    Su una collina di porfido a Sirmiano di Sopra sorge la Chiesa di Santa Apollonia. La chiesetta, originariamente consacrata a San Pelagio, fu costruita nel XII o nel XIII secolo sul terreno di un antico insediamento. La chiesa vanta un portale incorniciato in pietra, risalente al 1500 circa. S. Apollonia sorge su una collina boschiva, raggiungibile in pochi minuti di auto percorrendo la strada che porta a Sirmiano. Già il luogo lascia presupporre che l’edificazione della chiesetta risalga a tempi assai remoti. Il ritrovamento di un braccialetto di bronzo, inoltre, segnala l’antica esistenza di un insediamento protostorico. La costruzione originaria in stile romanico fu edificata nel 1300 e presenta un’abside circolare con puntone. Il portale, incorniciato da pietre, con arco “a schiena di mulo” e astragalo, dovrebbe risalire all’inizio del XVI secolo. Il tetto a botte della navata e la volta con lunette a nervatura del coro risalgono al XVII secolo. La nicchia del muro con porticina in ferro fungeva da tabernacolo. Santa Apollonia, interceditrice contro il mal di denti, è rappresentata con una pinza in mano. La pinza simboleggia il suo martirio, durante il quale le furono strappati i denti in modo atroce. La chiave della chiesa è custodita presso il ristorante Apollonia, proprio sotto la collina.

    Arte e cultura
    Punto panoramico Doss
    Merano e dintorni

    Il punto panoramico “Doss“ nella Via del Castello offre una vista mozzafiato sul Meranese, sulla Val d’Adige, la Val Venosta e sulle montagne circostanti. Il punto panoramico apre inoltre una vista meravigliosa su Castel Tirolo, Castel Fontana e la chiesa di S. Pietro.

    Arte e cultura
    Speikboden: Torre panoramica a 2400m
    Valle Aurina

    Torre panoramica a 2.400m Un’esperienza affascinante: vista panoramica a 360° su 150 cime e oltre 80 montagne sopra i 3000 metri. GodeteVi la straordinaria vista sulle Dolomiti con le Tre Cime, le Alpi dello Zillertal e l’incredibile Gruppo del Durra – e tutto ciò comodamente dalla stazione a monte dell’impianto di risalita Sonnklar. Grazie ad una mappa molto esauriente non perderete mai l’orientamento nell’ammirare questo spettacolo della natura. Con fotopoint. Solo volare è più bello!

    Arte e cultura
    S. Caterina - Cannochiale Sentiero n. 12, Avelengo
    Merano e dintorni

    Cannochiale sul sentiero n. 12 (sentiero che porta da Avelengo paese all'albergo Alpenrose) con vista sulla chiesa di Santa Caterina (Avelengo).

    Chiesetta di Santa Caterina in stile romanico del XIII secolo (ammirabile solo attraverso un foro praticato nel portone d’ ingresso). L’ornamento più prezioso della chiesetta è l’altare tardogotico.

    In diversi punti panoramici sono stati posizionati dei cannocchiali. Questi cannocchiali sono fissi e sono diretti su un edificio selezionato.

    Arte e cultura
    Funivia Merano 2000 - Cannocchiale Sentiero n. 2, Avelengo
    Merano e dintorni

    Un'altro cannocchiale si trova sul sentiero n. 2 (da Avelengo paese in direzione Malga Wurzer), con vista sulla nuova stazione a monte della funivia Merano 2000.

    In diversi punti panoramici sono stati posizionati dei cannocchiali. Questi cannocchiali sono fissi e sono diretti su un edificio selezionato.

     

    Fortezze e castelli
    Rovine del Castello Wolkenstein
    Regione dolomitica Val Gardena

    La rovina è oggi accessibile da un ripido sentiero che parte nei pressi del Centro di Addestramento dei Carabinieri di Vallunga. Il castello, costruito all'inizio del XII secolo, crollò già nel 1525 e non fu mai più ricostruito. Dal XIV secolo appartiene alla famiglia dei conti Wolkenstein, di cui porta il nome. Si ritiene che vi soggiornasse nei mesi estivi il celebre poeta e compositore Oswald von Wolkenstein, nato fra il 1376 e il 1387 in Alto Adige e morto nel 1445 a Merano.

    Arte e cultura
    Vista panoramica Golderskofel
    Merano e dintorni

    Questo spettacolare punto panoramico lungo il famoso "sentiero delle leggende" si trova ad un’altitudine di 960 m direttamente su un tornante che porta alla frazione di Tablà. Su questa roccia si possono ammirare diverse coppelle e croci (incavi di diversa grandezza creati dalla mano dell'uomo - si discute ancora molto sulla loro funzione e sul loro utilizzo). A nord del monte si erge un piccolo promontorio ricoperto da un bosco misto e cespugli in mezzo ai quali l’osservatore più attento noterà dei resti di mura e pietre, ciò che rimane di un piccolo insediamento preistorico del Neolitico.

    Luoghi da vedere
    Le passeggiate di Bolzano
    Bolzano e dintorni

    Come tutte le città, anche Bolzano deve confrontarsi con i ritmi tipicamente urbani. In pochi passi però è possibile immergersi nella quiete di celebri passeggiate e lasciarsi alle spalle stress e ansie.

    Molto conosciute sono ad esempio quelle del Guncina e di Sant'Osvaldo. Realizzate addirittura a fine '800, il loro percorso permette di salire dolcemente sui pendii che circondano la città, godendo di un incantevole panorama e attraversando una vegetazione tipicamente mediterranea.

    Le passeggiate Lungotalvera Bolzano e Lungotalvera San Quirino invece, immerse nel rigoglioso Parco Petrarca e nella distesa dei prati lungo il torrente Talvera, si trovano a ridosso del centro cittadino e offrono, fra il resto, anche l'opportunità di praticare attività sportivo-ricreative.

    Per chi ama correre consigliamo anche i percorsi "BoRunning": 11 itinerari di diverse difficoltá e quindi adatti a tutti consentono di calarsi in una dimensione meno nota, ma tanto più affascinante, della città.

    Scarica i percorsi: Passeggiate di Bolzano

    Chiese e abbazie
    Chiesa di Sant'Ippolito a Narano
    Merano e dintorni
    [[Per l'albergo Hippolyt sulla collina vedi https://gasthaus-hippolyt.it e Tel. 0039 0473 42 00 37]]

    La chiesa di Sant'Ippolito nel nord del comune di Tisens, vicino al villaggio di Völlan e sopra Lana, domina la collina di Sant'Ippolito a Naraun, che può essere vista da lontano. 

    Questo non è solo un sito escursionistico popolare e facilmente accessibile, il cui panorama dalle montagne del Gruppo del Tessa fino a Bolzano è stupendo, ma anche un antico insediamento e luogo di culto. Ritrovamenti di punte di frecce, lame e mortai neolitici dimostrano che la gente viveva qui già nel IV millennio a.C., quasi 6.000 anni fa, rendendolo uno dei più antichi siti di insediamento preistorico dell'Alto Adige. Ci sono anche prove di un santuario preistorico sulla collina.

    La piccola chiesa di Sant'Ippolito è stata menzionata per la prima volta nel 1288, ma è probabilmente molto più antica - non da ultimo a causa del raro patrono. Parti dei muri della navata e l'abside rotonda sfalsata testimoniano ancora la chiesa romanica. Le due finestre a feritoia ad arco acuto e la porta d'ingresso con rosetta ad ovest, anch'essa ad arco acuto, sono state create durante la ricostruzione nel periodo gotico. Verso la fine del XVII secolo fu aggiunta la torre (una foto votiva del 1679 mostra ancora la chiesa senza torre, ma con un muro di campane del coro). La campana è stata fusa nel 1566 da Simon Hofer ed è quindi la più antica campana conservata nella parrocchia. La volta a botte della navata è stata inserita nel 1762 (vedi la data sull'arco trionfale). 
    All'interno della chiesa, l'altare e il pulpito risalgono alla seconda metà del XVII secolo, le statue di Sant'Isidoro e San Rocco, così come l'immagine di Sant'Ippolito alla seconda metà del XVIII secolo. 

    Dato che Sant'Ippolito è anche venerato come patrono del tempo, l'usanza di suonare la campana ai primi segni di un temporale faceva parte dei compiti del sacrestano di Sant'Ippolito a Narano. A causa della posizione esposta della chiesa, tuttavia, i fulmini si sono verificati più volte. Dal XVII secolo, non meno di sei morti durante lo scampanio sono stati registrati nel registro dei decessi della parrocchia, motivo per cui la piccola chiesa ha ricevuto anche il soprannome "Zum bösen Segen" (alla maledizione). 

    La chiesa è aperta solo in alcuni giorni festivi (p.e. al patrocinio di San Ippolito il 13 agosto). Tuttavia, la collina offre una splendida vista panoramica tutto l'anno.

    La chiesa si raggiunge attraverso il sentiero di rifflessione al Rosario Luminoso e alla memoria di Papa Giovanni Paolo II, costruito nel 2010. Sei rilievi in bronzo con i misteri del Rosario Luminoso e un ritratto del defunto Papa attendono il pellegrino sulla strada. Sono opere dell'artista Robert Giovanazzi di Merano, realizzate dai fondatori Stefan e Vinzenz Dirler, nativi di Prissiano.
    Arte e cultura
    Collina di Santa Maddalena
    Bolzano e dintorni

    Zona ad altissima vocazione vinicola, il bel quartiere è impreziosito su tutti i pendii da ordinati filari di viti. Qui si coltiva soprattutto la schiava, vinificata perlopiù in Santa Maddalena (dal nome della collina), noto vino rosso autoctono color rubino.

    I masi costellano il fianco della collina. Da visitare la chiesetta del curato dedicata a San Lorenzo (prima testimonianza nel 1180, successivi rimaneggiamenti, abside rotonda e campanile del 1712) e la chiesetta di Santa Maddalena, situata in posizione panoramica sulla sommità della collina, che conserva un pregevole ciclo di affreschi del Trecento, ben conservato su tutte le pareti interne. Per informazioni sugli orari di apertura si consiglia di contattare l'Azienda di Soggiorno di Bolzano. 

    Da non perdere inoltre la vista panoramica sulla città e sulle Dolomiti. E ogni sera si ripete la magia dell'enrosadira: Al tramonto il Catinaccio si tinge di rosso vivo ricordanto il leggendario giardino di rose di Re Laurino. 

    Ogni anno, il 22 luglio si festeggia la Festa di Santa Maddalena, in onore della Santa patrona dei vignaioli. Tutto il paese è in festa. 

     

     

    Arte e cultura
    Gola Rastenbach
    Strada del Vino

    Se si raggiunge la gola dal percorso che da Castelvecchio porta verso il lago, ci si addentra in un bosco scuro dalla vegetazione rigogliosa. Il passo si fa attento e leggero, come quando si cammina senza voler disturbare. Si godono la vista e il fresco fra ponti e scalette in legno ben assicurati. L’itinerario termina con una vista stupenda: siamo arrivati al lago.

    Luoghi da vedere
    Chiesetta S. Katharina (Hocheppan)
    Strada del Vino

    La capella del maniero di Hocheppan con i preziosi affreschi è una delle più importanti testimonianze dell' periodo romanico in Alto Adige. Gli affreschi della capella, per vari secoli quasi interamente inbiancati tornano alla luce nel 1926. Oltre i motivi religiosi è di particolare interesse una scena di caccia, rarità nel Tirolo di un tempo. Gli affreschi risalgono al primo decennio del tredicesimo secolo, e riportano la storia biblica e le rinomate vergini "saggie" e "stolte", cosi come la mangiatrice di canederli - testimonianza della cultura culinaria dei canederli in Alto Adige.

    Arte e cultura
    Beimstein Knott
    Merano e dintorni

    Il Beimstein Knott colpisce per la sua spettacolare vista sul paese di Verano. 
    La nuova installazione “Attimo” è composta da cinque sedili da seggiovia disposti in fila sulla roccia rossa, che rappresentano il percorso di un’immaginaria seggiovia su questo gruppo roccioso e invitano a soffermarsi sul panorama circostante.
    Gli artisti: gli architetti Verena e David Messner

    Questo Knott è uno delle tre "pietre rosse" (Rotstein, Beimsteine Timpfler Knott). Le tre rotonde formazioni di tufo rosso di origine vulcanica sono una vera rarità geologica.

    Il Beimstein Knott fa parte del nuovo sentiro circolare Knottnkino³.

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