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    Luoghi da vedere in Alto Adige

    L'Alto Adige è una terra ricca di miti e leggende, nate negli anni intorno a luoghi misteriosi e formazioni naturali insolite che la cultura popolare ha trasformato in posti fantastici, come le “panche“ sullo Sciliar, strane formazioni rocciose che la leggenda vuole sede dei sabba notturni delle streghe. Ma anche luoghi fortemente evocativi come gli “omini di pietra”, cumuli di rocce a guisa di uomini pietrificati, le rovine di Castelvetere, dove si respira un'atmosfera quasi magica, o le piramidi di terra, straordinari fenomeni geologici dal sapore soprannaturale.

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    Luoghi da vedere
    Piazza del Grano a Bolzano
    Bolzano e dintorni

    Diversi vicoli e passaggi collegano via Portici con le vie retrostanti e parallele Dr. Streiter e Argentieri. Attraverso uno di essi, il vicolo della Pesa, è possibile raggiungere piazza del Grano, dove in passato si teneva il mercato dei prodotti agricoli. Si tratta del più antico nucleo urbano di Bolzano, attorno al quale sorgevano il castello dei principi vescovi di Trento (demolito da Mainardo II di Tirolo nel 1277) e la chiesa di Sant'Andrea, demolita nel 1785. A nord della piazza si trova uno degli edifici più pittoreschi della città: la casa della Pesa (1634), sede della pesa pubblica fino al 1780.

    Luoghi da vedere
    Patrimonio Ghiacciaio meridinale di Riotorbo o Ghiacciaio grande di Riotorbo
    Merano e dintorni
    Tra la cima “Roteckspitze” ad un’altitudine di 3.337 m s.l.m. e la cima “Rotwand” ad un’altitudine di 3.254 m s.l.m., il “Roteckferner” si estende in direzione est.
    La precedente direzione di flusso del ghiacciaio può essere vista molto bene nelle morene laterali, che puntano verso la valle Zieltal e sono in parte già ricoperte da vegetazione di erbe. Nella parte superiore il ghiacciaio è parzialmente coperto da massi molto grandi. La roccia di caduta, che viene trasportata a valle dal ghiaccio, è costituita principalmente da para gneiss. Anticamente, il "Ferner" aveva una superficie ghiacciata di 50 ettari, di cui oggi ne rimangono circa 30.

    Fonte: Provincia Autonoma di Bolzano ripartizione Natura, Paesaggio e Sviluppo del Territorio
    Luoghi da vedere
    Piazza Tribunale
    Bolzano e dintorni

    Il Palazzo di Giustizia, realizzato nel 1939 dall´architetto Paolo Rossi, si erge di fronte ai palazzi finanziari e conserva un bassorilievo dello scultore Hans Piffrader. Al centro la Fontana delle Naiadi del 1960

    Luoghi da vedere
    Monumento a Peter Sigmayr
    Regione dolomitica Plan de Corones

    Nel centro di Valdaora di Mezzo, non lontano dalla chiesa filiale di S. Egidio, Valdaora ricorda il suo celebre figlio Peter Sigmayr. All'eroe del 1809/10 è dedicata una statua in pietra arenaria di Hans Pfiffrader alta sei metri su un basamento in granito. Il monumento rappresenta l'oste del Tharerwirt mentre tiene il mantello, con gesto prottetivo, sopra il proprio padre inginocchiato.

    Laghi, cascate
    Lago di Dobbiaco
    Regione dolomitica 3 Cime

    Il lago di Dobbiaco è un piccolo lago alpino, di origine franosa, situato in Val Pusteria a 1.176 m s.l.m. nel comune di Dobbiaco. Il lago si trova a sud dell'ononimo paese. La Rienza è il suo immissario ed emissario.

    Fortezze e castelli
    Stazione della Vecchia Ferrovia della Val di Fiemme
    Strada del Vino

    La stazione di Ora-Val di Fiemme fu il punto di partenza della vecchia ferrovia che portava da Ora a Predazzo, passando per Montagna, Trodena e Fontanefredde. Già nel 1894 venne presa in considerazione la realizzazione di una linea ferroviaria in Val di Fiemme e in seguito, a causa della prima guerra mondiale, fu progettata la linea definitiva. Il comando militare austriaco iniziò nel 1916 con la costruzione della linea ferroviaria che fu un importante metodo di trasporto di rifornimenti per il fronte delle dolomiti. Per la costruzione, durata due anni circa, furono impiegati prigionieri di guerra russi e serbi. Nel 1917 vennero eseguiti i primi trasporti di rifornimenti per il fronte delle dolomiti. Dal 1918 in poi, la ferrovia venne usata anche per il trasporto di persone. Nel 1930 la ferrovia, originariamente trainata da una locomotiva da vapore, fu elettrificata e la durata del viaggio si accorciò da 4 a 2 ore. A causa dell’incremento del traffico motorizzato e l’attivazione di un collegamento autobus per la Val di Fiemme, la ferrovia perse via via la sua importanza. Nel 1963 la ferrovia fece il suo ultimo viaggio. Oggi il tracciato della Vecchia Ferrovia è un famoso sentiero per escursioni a piedi o in bici. La storica stazione di Ora-Val di Fiemme viene usata per manifestazioni culturali o concerti.

    Luoghi da vedere
    Monumento a Peter Mayr
    Bolzano e dintorni

    Realizzato su progetto di Georg von Hauberrisser di Monaco. Il Mayr, comandante degli Schützen e sostenitore della ribellione contro il dominio francese, viene fucilato dagli stessi francesi il 20 febbraio 1810.

    Luoghi da vedere
    Patrimonio naturale Pozze di Tablà / Tablander Lacken
    Merano e dintorni
    I laghetti “Tablander Lacken” sono due laghi di alta montagna nel Parco Naturale Gruppo di Tessa e si trovano sotto il giogo “l'Halsljoch” a circa 2.650 m s.l.m. Sono vicini ai laghi di Sopranes e sono circondati dalle cime “Tschigat”, “Lazinser Rötelspitz”, “Plattenspitz” e “Stacklwand”.

    Il toponimo “Tabland” si riferisce alla piccola frazione di Tablà a Parcines. Il nome “Lacke” deriva dal dialetto altoatesino - in Alto Adige, i piccoli laghi sono generalmente chiamati "Lacke". 

    Il grande lago è lungo 160 m, largo 90 m e profondo circa 8 m. Il piccolo lago è lungo 50 m e largo 40 m. Entrambi si trovano in un bacino poco profondo formato da ghiacciai dell'era glaciale. L'acqua dei “Tablander Lacken” proviene dai pendii delle cime circostanti e scorre sottoterra nel rio Zielbach nella valle Zieltal di Parcines. 

    I laghi di montagna solitari possono essere raggiunti attraverso impegnative escursioni in alta montagna nel Parco Naturale Gruppo di Tessa.

    (fonte: Ewald Lassnig - Dorfbuch Partschins)
    Luoghi da vedere
    17 Historisches Gebäude Agums 34
    Val Venosta

    Haus Nr. 34 in Agums, Bp.140.                

     

    1. 1. 2010

    Dieses, seit 01.06.1981 unter Denkmalschutz stehende und mustergültig restaurierte Gebäude beheimatete in seiner über 300-jährigen Geschichte wechselreiche Besitzer. Eine erste urkundliche Erwähnung findet sich in der von Martin Thuile - Richter zu Glurns veranlassten Inventuraufnahme bzw. Erbschaftsteilung vom 19. April 1713. Darin heißt es, dass der am 12.04.1710 verstorbene Johannes Rungg Besitzer der „Neui Erpauth Behausung samt Stadl und Stallung mit Zugebäuden zu Agumbs Ligendt, neben Voran Ligennten Craut und etwas Paumb gartl,“ ist. Ob nun Johannes oder sein Vater Ambros Rungg, der im Steuerkataster von 1694 als Eigentümer einer Liegenschaft in Agums aufscheint, das prächtige Gebäude Ende des 17. oder anfangs des 18. Jahrhunderts erbaute, ist nicht erwiesen. Das auf einer Grundfläche von 468 m² erbaute, einstöckige Wohngebäude ist unter anderem mit zwei tonnengewölbten Hausgängen und zwei wertvollen Stubentäfelungen mit Gemälden und Einlegearbeiten ausgestattet. An der Stubendecke im ersten Stock befindet sich ein geschnitztes Wappen mit der Inschrift „EVA VON FREVNSPERG FREIIIN SEIN EGEMACHEL“ aus dem 17. Jahrhundert. Als Gotthard Graf Trapp Ende des 19. Jahrhunderts das Wappen sah, erklärte man ihm, die Decke stamme aus Gargitz. Auch die Fenster und Eckbemalungen an den Außenfassaden verleihen dem Haus eine gewisse Erhabenheit und zeugen, zusammen mit der Innenausstattung, vom Wohlstand der einstigen Besitzer. Nachdem dann Joseph Rungg- Anwalt, mit seiner Familie nach Prad übersiedelte, war das schmucke Haus einem ständigen Besitzerwechsel ausgesetzt. So finden wir im „Maria-Theresianischen“ Kataster von 1782 einen Herrn Fliri Platzer aus Prad der als Eigentümer für die Behausung mit Ökonomiegebäude aus drei „Kirchenkühen“ der St. Johann-Kirche zu Prad jährlich 9 ½  Pfund und 3 ½ Loth Schmalz zu verabreichen hatte. Um das Jahre 1813 erwarb dann der Schulmeister Gander Jakob den Anteil seines Mitbesitzers Martin Tabertshofer und wurde damit alleiniger Inhaber der Liegenschaft. Danach teilt sich der Besitz wieder, sodass sich ihn im Jahre 1845 Anton Primisser und Johann Riedl teilen. Die Nachkommen dieser beiden Familien blieben schließlich Eigentümer bis in den 1970er- Jahren. Am 22.10.1971 fiel das landwirtschaftliche Gebäude einem Großbrand zum Opfer, wobei das Wohngebäude stark beschädigt wurde. In der Folgezeit erbte Josef Dialer von seiner Schwester Brigitta Wwe. Riedl einen Hausanteil und erwarb dann jenen von Primisser Josef dazu, sodass das Anwesen wiederum einem einzigen Besitzer, dem Herrn Wilhelm Dialer gehört. Er war es, der in seiner großen Wertschätzung, das Gebäude einer aufwändigen Innen- und Außenrestaurierung unterzog, sodass es heute als vorbildhaftes Schmuckstück aus der Zeit als der „Große Herrgott“ von Agums wundertätig wurde, dasteht.

    Luoghi da vedere
    Patrimonio naturale Pozza azzurra / Blaue Lacke
    Merano e dintorni
    Il laghetto “Blaue Lacke” si trova nel bacino del “Blaulackenkopf”, della cima "Kreuzspitze" e della cima "Texelspitze" e si trova a circa 2915 m s.l.m.
    Il laghetto giace solo e solitario. Attualmente rimane solo un piccolo ghiacciaio di pendenza. È cambiato molto negli ultimi 10 anni ed si è ridotto notevolmente.
    Si raggiunge meglio da Monte Santa Caterina in Val Senales, passando per il maso Schrofl-Hof, da lì si prosegue in direzione della malga Mair-Alm, poi si devia dal sentiero n° 9 per la forcella "Gingl-Joch", che si trova a 2938 m s.l.m. - ora si sale a sinistra per grandi pendii di pietra fino alla cima "Blaulackenkopf" (3163 m s.l.m.), e da qui il laghetto è chiaramente visibile.

    (fonte: Provincia Autonoma di Bolzano / Ripartizione Natura, Paesaggio e Sviluppo del Territorio)
    Luoghi da vedere
    Piazza Stazione
    Bolzano e dintorni

    Il tratto ferroviario Verona-Bolzano viene ultimato attorno alla metà del XIX secolo; la stazione ferroviaria risale al 1928 ed è opera di Angelo Mazzoni con diverse sculture allegoriche (elettricità, vapore, fiumi), opere di Franz Ehrenhöfer. la Fontana delle Rane, situata di fronte, viene rifatta secondo l'originale del 1930, distrutto dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale.

    Luoghi da vedere
    Via della Roggia
    Bolzano e dintorni

    Il nome di questa  stradina viene dalla roggia che un tempo vi scorreva. Oggi si trovano qui dei negozi con prodotti di artigianato artistico, antichità una bottega e osterie.
    Degni di nota nel tratto settentrionale é la chiesa del Sacro Cuore. La quale fu consacrata nel 1889, in stile neoromantico con paramento in blocchi di porfido; i due campanili gemelli coronati da grandi croci dorati concorrono a caratterizzare lo skyline di Bolzano.

    Luoghi da vedere
    Patrimonio naturale castagno maso Oberweirach
    Merano e dintorni

    Registrato come monumento naturale dal 1979 presso la Provincia Autonoma di Bolzano Dipartimento Natura, Paesaggio e Sviluppo del Territorio. La ragione della protezione è la sua peculiarità estetica.

    Il castagno si trova direttamente al maso Oberweirachhof a Tel in Via Weirachweg e può essere visitato durante un'escursione lungo il sentiero culturale Peter Mitterhofer. L'Oberweirachhof si trova vicino l'osteria contadina Unterweirachhof (qui si trova il monumento naturale “Vino Bianco Heunischer”).

    La corona del castagno è densamente frondosa e ben formata e domina il vicino maso Talgütl-Hof.

    Luoghi da vedere
    Il chiostro di Bressanone
    Bressanone e dintorni

    Il chiostro del Duomo di Bressanone è uno dei più importanti monumenti artistici dell'Alto Adige. Le sue origini risalgono all'epoca preromanica. Il complesso è stato ridisegnato in fase romanica (XII secolo) e gotica (XIV secolo).  In quest'ultima importante fase di ricostruzione del XIV secolo l'edificio sacro è stato inarcato in una volta a crociera gotica. Gli affreschi gotici ben conservati, che raffigurano sia temi religiosi che intuizioni sulla vita medievale, sono particolarmente suggestivi. Da vedere in particolare sono  la  raffigurazioni dell' elefante (3° portico) e l'Adorazione dei Re (13° portico)

     

    Laghi, cascate
    Lago di Caldaro
    Strada del Vino

    Il paesaggio mediterraneo che lo circonda ne è un chiaro indizio: il lago di Caldaro è il lago più temperato dell’arco alpino. Quattro stabilimenti balneari ne consentono l’accesso diretto. Alle volte queste acque conosciute per la loro ottima qualità, si presentano di un blu intenso, altre rispecchiano il verde delle colline circostanti: suggestivi giochi cromatici entusiasmano residenti e ospiti! Incastonato in una suggestiva cornice naturale, il lago è una tranquilla oasi di quiete a volte piacevolmente interrotta dalla vivacità dei bambini che, come pure gli adulti, apprezzano questo angolo di paradiso. Solcato da barche a remi e a vela, lo specchio d’acqua è accessibile anche a pedalò e tavole da surf. Se il lago è bello, ancora di più lo sono le sue sponde e i suoi dintorni.

    Luoghi da vedere
    Monumento Walther von der Vogelweide
    Bolzano e dintorni

    Walther von der Vogelweide é rappresentato in marmo locale dallo scultore venostano Heinrich Natter nel 1889. L'opera viene rimossa temporaneamente in epoca fascista dalla sua prima collocazione (parco Rosegger in via Marconi) per tornare nella sede originaria per la quale era stata concepita nel 1985.

    Luoghi da vedere
    Monumento della tecnica Funivia San Vigilio
    Merano e dintorni

    Il 31 agosto 2012 la funivia di Monte San Vigilio, la terza al mondo collaudata per il trasporto persone, compie cento anni. In occasione di questo importante giubileo viene inaugurato il monumento della tecnica. L'installazione documenta simbolicamente l'opera pionieristica dell'area alpina.

    A Lana, nei pressi del bivio di via Merano per la Val d'Ultimo, a stretto contatto visivo con la stazione a valle della funivia, due grandi pali collegati a forma di V leggermente ruotati su se stessi, reggono su una fune una delle due cabine, dismesse in occasione del rinnovo e adeguamento alle più rigide norme di sicurezza, effettuato nel 2008.

    La funivia Monte San Vigilio

    Come funivia oggi modernizzata in linea con i massimi livelli di sicurezza è sicuramente un monumento della tecnica con un significato internazionale. La funivia di Monte San Vigilio, entrata in funzione giá con le carte in regola, l'unica con l'autorizzazione ministeriale per il trasporto persone, sin dall'inizio nel 1912 era una attrazione tecnologica.

    Non solo gli impianti ma anche le opere edilizie previste nel 1912 dal giovane architetto tedesco Gustav von Birkenstaedt erano avenieristiche. Nel 1953 l'intero impianto è stato ristrutturato secondo il progetto dell'ingegnere Luis Zuegg. Di seguito Birkenstaedt elaborò anche i progetti per l'albergo Hotel Monte San Vigilio, e per case di vacanze, che poi ha dato l'imprimatur all'intera colonia di ville ormai parte del paesaggio di Monte San Vigilio.

    Oggi nuove cabine consentono il trasporto dei passeggeri senza accompagnatore, oltre a garantire la massima sicurezza, grazie alla audio-videosorveglianza. La corsa, superando un dislivello da 328 a 1.486 metri, dura solo 8 minuti.

    Laghi, cascate
    Bagni Termali – Bad Bergfall
    Regione dolomitica Plan de Corones

    La rinascita della cultura termale in Alto Adige ci ha spinto a rinnovare completamente il Bad Bergfall. L’elemento acqua è ora fruibile pienamente con tutti i cinque sensi: Bagni sulfurei, Bagni “fonte della Giovinezza”, Cure idropiniche, Vasche per Idroterapia, Veranda per il relax, Massaggi energetici, Massaggi rilassanti e Programmi Fitness Questa struttura termale realizzata in legno con albergo annesso, è un luogo di ritiro ideale per coloro che desiderano trascorrere momenti rilassanti e salutari, un bisogno sempre crescente che la famiglia Pörnbacher sa bene come soddisfare, applicando professionalmente tutte le regole del bagno e accogliendo i propri ospiti con la tipica cordialità di un’azienda familiare altoatesina.

    Laghi, cascate
    Lago di Landro
    Regione dolomitica 3 Cime

    Il lago di landro nella valle di Landro, è raggiungibile da Dobbiaco in Alta Pusteria. Si trova già nel Parco Naturale delle Tre Cime, quindi è un'area protetta, e il Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies è direttamente adiacente alla sua sponda occidentale. Il magnifico mondo montano che circonda il lago dolomitico di colore verde turchese è conosciuto in lungo e in largo: La vista arriva fino al Gruppo del Cristallo nelle Dolomiti d'Ampezzo e vicino al lago, in direzione di Dobbiaco, si trova la famosa Vista Tre Cime con una vista sulle Tre Cime, famose in tutto il mondo.                                 

    Laghi, cascate
    Laghetto Bruggen
    Merano e dintorni

    L’incantevole stagno Bruggen sito lungo il sentiero n. 16 sotto la malga Leadner offre agli stanchi escursionisti l’occasione per un rinfrescante pediluvio e una pace assoluta.

    Rane, rospi e libellule ha qui il loro habitat ideale. Panchine disposte lungo le sue rive invitano al riposo e offrono la possibilità di godersi la vista sul Monte Ivigna.

    Luoghi da vedere
    Piazza delle Erbe
    Bolzano e dintorni

    Piazza delle Erbe è uno die luoghi più suggestivi del centro, grazie al colorato mercato della frutta e verdura, aperto tutta la settimana tranne il sabato pomeriggio e i festivi, e alla sua forma allungata e ricurva. vi si trova la Fontana del Nettuno, anche detta "oste con la forchetta", opera di Joachim Reis su modello di Georg Mayr di Fiè (1745). Nell'angolo opposto una targa ricorda l'albergo "Al Sole" in cui hanno soggiornato, Frau gli altri, lo stesso Johann Wolfgang Goethe, l'imperatore Giuseppe II e il filosofo e letterato tedesco Johann Gottfried Herder.

    Luoghi da vedere
    Via Bottai
    Bolzano e dintorni

    Una delle vie più tipiche del centro con le belle insegne in ferro battuto, le numerose locande e lo storico albergo Luna. All'estremità settentrionale della via si trova il Museo di Scienze Naturali, situato nella sede amministrative dell'imperatore e Conte di Tirolo Massimiliano I (edificio costruito nel 1512). Nei pressi del museo si trovano le storiche locande "Cavallino Bianco" e Ca' de BezzI", luogo amato da vari artisti.

    Luoghi da vedere
    Stufles, rione più antico di Bressanone
    Bressanone e dintorni

    Stufles è il gioiello nascosto di Bressanone: Abitata in epoca neolitica e romana, è considerata uno dei quartieri più affascinanti della città episcopale. Situato tra i fiumi Isarco e Rienz, Stufles ha un pittoresco patrimonio edilizio. Con la  chiesa dell'angelo custode, i negozi attraenti e le attrazioni artistiche, Stufles invita a passeggiare e a fare una rilassante passeggiata lungo il fiume. Chi visita Stufles si avvicina al vero cuore di Bressanone: la qualità della vita nella sua forma più bella.

    Luoghi da vedere
    Piazza Walther
    Bolzano e dintorni

    Piazza Walther  è il salotto buono della città: i suoi numerosi cafè e bei negozi la rendono attraente per gli ospiti e i bolzanini. Durante l'anno la piazza ospita tante manifestazioni come la tradizionale Festa dei Fiori e il Mercatino di Natale.

    Realizzata nel 1808 e battezzata secondo Massimiliano di Baviera che l'aveva voluta, in seguito prende il nome dell'arciduca Giovanni (Johannesplatz) e, nel 1901, Walther von der Vogelweide (uno dei maggiori poeti tedeschi vissuto fra il 1170 e il 1230), nome che mantiene ancora oggi con una breve interruzione fra le due guerre quando viene intitolata a re Vittorio Emanuele III.

    Al centro della piazza si trova il monumento dedicato a Walther von der Vogelweide.

    Laghi, cascate
    Lago Grande di Monticolo
    Strada del Vino

    Posizione:
    Il lago grande di Monticolo si trova in mezzo dell’area protetta Monticolo nel comune di Appiano. Con il suo magnifico bosco misto sta su 492 d’altitudine sul mare. Può essere raggiunto con la macchina oppure attraverso i numerosi sentieri.

    Topografia:
    Il lago grande di Monticolo ha una lunghezza di circa 700 metri e una larghezza variante tra i 200 e i 300 metri. La profondità più alta è a 11,5 metri. Nel Nord-est è circondato da terreno roccioso, invece sul lato opposto i terreno si trasforma in acquitrino.

    Utilizzo:
    Il lago ha valori molto soddisfacenti analizzando la qualità dell’acqua e per quel motivo è uno dei laghi più popolari del Sudtirolo. Nel ovest del lago troviamo alberghi.

    Laghi, cascate
    Cascata a San Pietro Mezzomonte
    Bressanone e dintorni
    Cascata nascosta ma impressionante di sopra del borgo Mezzomonte a Velturno.
    Lunghezza: 3,8 km Difficoltà: media. Tempo di percorrenza: 1,10 h Salita :. 180 m di altitudine. Itinerario: dal mulino rottami in Schrambach in leggero aumento dal bosco misto Mediterraneo fino Schrambacher cascata al punto di partenza. Andata e ritorno speciale per la primavera e l'autunno. Si può anche essere proseguiti fino Loatererhof -Buschenschank - Rinfreschi (autunno a marzo).
    Fortezze e castelli
    Sepolcro Sig.ra Emma Hellensteiner
    Regione dolomitica 3 Cime
    Emma Hellensteiner, pioniera del turismo alpino di fine ottocento ( Sankt Johann in Tirol, 23 aprile 1817 - Merano, 9 marzo 1904)

    Emma Hellenstainer fu una carismatica albergatrice e un’eccellente cuoca. Questa donna rese celebre l’Hotel Emma che all’epoca si chiamava Schwarzer Adler. La sua fama e il suo fascino si spinsero ben oltre i confini del paese attirando clienti da tutto il mondo. Ospiti tedeschi, italiani, inglesi – vennero a Villabassa non solo per il meraviglioso paesaggio, ma soprattutto per il fascino della Signora Emma.
    Luoghi da vedere
    Pietra miliare romana
    Regione dolomitica Plan de Corones

    Pietra miliare dell'imperatore M. Opellio Severo Macrino (217-218) e il suo figlio Diadumeniano. Il miliario originale in fillade quarzifera (conservato nel museo Ferdinandeum di Innsbruck) venne scoperto nel corso della demolizione di un muro a Castelbadia. La pietra miliare romana fu ritrovata nell'anno 1857 a Castelbadia. La pietra oggi si trova all'ingresso del Museo Mansio Sebatum a San Lorenzo. L'iscrizione riportata fa riferimento all'ampliamento della strada romana attraverso la Val Pusteria sotto l'imperatore Macrino, nella prima metà dell anno 218 d.C., anche se viene messa in risalto la rivendicazione del potere da parte dell'imperatore e suo figlio Diaduminiano, con l'enumerazione delle cariche e dei titoli onorifici e non tanto la costruzione della strada stessa.

    Luoghi da vedere
    14 Der Suldenbach
    Val Venosta

    Suldenbach

     

    Der Suldenbach der im Prader Ortsteil Schmelz das enge Gebirgstal verlässt  und später in die Etsch mündet, setzt sich aus dem Trafoi- und Suldnerbach samt deren Nebengewässer zusammen und nennt sich nach dem größeren der beiden, Suldenbach. Dieser Wildbach, im wahrsten Sinne des Wortes, hat die Geschicke des Dorfes Prad und seiner Bewohner stets maßgeblich geprägt. Der Suldenbach, noch von unseren Vätern als der Teufel selbst genannt, war bis zu seiner endgültigen Verbauung im 19. und vor allem 20. Jahrhundert unberechenbar. In seiner Urgewalt, ständig laufwechselnd, hatte der verheerende Wildbach,  als Vollstrecker seiner Wut, den Bauern in Prad-Agums wiederholt auf Jahre die Hoffnung und den Böden die Fruchtbarkeit geraubt, indem er eine Unmenge von Steinen, Geröll und Sand zurückließ. Der Grundherr bzw. die Gerichtsbarkeit gewährte in solchen Fällen zwar einen Steuernachlass, aber weder den Ernte-Verlust noch die  Furcht vor neuen Schicksalsschlägen des Vinschgau weit größten Wildbaches konnten sie nicht ersetzen. Ungeachtet der Willkür dieser Naturgewalten, gab es mitunter auch solche von Menschhand selbst ausgelöste Katastrophen. Darunter fallen jene,

     

     

     

     

    die durch das Holztriften aus den Wäldern des Trafoi- und Suldentals auf dem Suldenbach verursacht wurden. So berichtet uns eine “Kundschaftsurkunde“ vom 17. September 1517, dass zu „Unzeiten“ (unbeaufsichtigt) der Holzrechen auf „Beide Wasser“ (Gomagoi) brach. Dieser hatte die Aufgabe das „angewasserte Holz“ (ins Wasser betriebene Holzstämme) aufzuhalten. An die 2000 Baumstämme wurden auf einen Schlag fortgeschwemmt und erreichten schließlich Prad. Unter dem Dorf bei der „Tschengler prugkhen“ machte das Triftholz einen „Knopf“, der Bach wurde aufgestaut, der Runst eingesandet bis zu den hintersten Kalköfen in der „Schmelz“. Wasser und Holz traten über die Ufer, drangen in Haus und Feld und zerstörten alles was sich ihnen in den Weg stellte. Das Holzflößen, von Prad bewilligt vom Heilig-Kreuz-Tag (14. 9)  bis St. Jörgen-Tag (24.4.), verursachte stets eine Lockerung des Bergfußes sowie des Bachbettes selbst und war damit neben den Holz-Kahlschlägen Mitauslöser so manchen Unheils. Während die Lichtensteiner von Tschenglsberg als Grundherren für je 1000 Prügel, die auf dem Bache getriftet wurden, ein Pfund Pfeffer Zinsabgabe einforderten, blieb die ohnehin notorisch arme Bevölkerung bei Instandsetzung und Wiederaufbau von Flur und Haus zumeist auf sich gestellt.

    Einer effizienten Bachverbauung standen hingegen nicht nur die Gemeinden von Mals, Tartsch und Glurns als Waldbesitzer im Trafoi- und Suldental, abgeneigt gegenüber, sondern natürlich auch die Kalkofen-Betreiber von Prad. Musste ihr Schlägerholz doch auf dem Wasserweg nach Prad transportiert werden. So blieb es der Bevölkerung von Prad-Agums überlassen, den Wassern des Suldenbaches, zumindest in Dorf-Nähe Einhalt zu gebieten. Allein die konstruktiven Maßnahmen  reichten zumeist nur vorübergehend aus, einem anschwellenden Bach hielten die primitiven Archen nicht Stand. Eine wirkungsvolle Verbauung konnte schließlich erst durch Errichtung von gemauerten Klausen und Uferschutzmauern unter Leitung des Tiroler Bauamtes zu Beginn des 20. Jahrhunderts erzielt werden. Letzte Baumaßnahmen am 1600 m lang regulierten Bachlauf fanden mit einem Kostenaufwand von 1,86 Mrd. Lire  in den Jahren von 1986 bis inklusive 1990 statt.

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