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    Eventi

    Arte e artisti: musei e arte in Alto Adige

    L'arte è in mostra. Arte che racconta storie, trasporta tradizioni, narra di luoghi e persone, tempi diversi. Scopri questa diversità nei musei dell'Alto Adige legati all'arte e agli artisti locali. Scoprili in questa pagina.

    Risultati
    Teatro/cinema
    Teatro popolare di Lana presenta "Lügen haben junge Beine" in lingua tedesca
    Lana, Merano e dintorni
    Sotto la direzione di Kathrin Hirber, il teatro popolare di Lana mette in scena per la prima volta la commedia di Ray Cooney "Le bugie hanno le gambe giovani". Questa pièce teatrale mostra quanti colpi di scena, coincidenze e confusioni può contenere una storia e richiede il massimo dagli attori. Mary, Barbara, Wilfried e Freddy, questi i nomi dei protagonisti, non si danno tregua e un continuo scambio di colpi e battute è garantito.
    14 aprile, 2024 - 14 aprile, 2024
    Mostre/arte
    Lumen Week
    Brunico, Regione dolomitica Plan de Corones
    Con l‘acquisto di uno skipass di minimo 3 giorni nel periodo compreso tra il 08 e 14 Aprile 2024 l‘ingresso al museo LUMEN a Plan de Corones é incluso nel prezzo.
    Situato sulla cima del plan de Corones, il LUMEN offre 1800 metri quadrati di esposizione dedicata interamente alla fotografia di montagna. Negli spazi che si snodano per quattro piani, LUMEN rende tangibile la storia della fotografia di montagna dagli esordi ad oggi, e l‘arte dei fotografi di montagna di tutto il mondo.
    14 aprile, 2024 - 14 aprile, 2024
    Mostre/arte
    Mostra temporanea "Scuola delle catacombe"
    Funes, Regione dolomitica Val di Funes
    Per commemorare gli eventi di 100 anni fa e la proibizione della scuola tedesca in Alto Adige (Lex Gentile), gli "Schützen" della Val di Funes organizzano la mostra "Scuola delle catacombe - Memoria ed eredità" nella casa "Mesnerhaus" (vicino all'edificio del Comune) . Su richiesta sono disponibili anche visite guidate. Informazioni al numero 349 4323104. Giorni di apertura: sabato 6 aprile: dalle 17.00 alle 20.30 Domenica 7 aprile: dalle 9.00 alle 12.00. mercoledì 10 aprile: dalle 19.00 alle 22.00 Sabato 13 aprile: dalle 17.00 alle 20.30. Domenica 14 aprile: dalle 9.00 alle 12.00.
    14 aprile, 2024 - 14 aprile, 2024
    Mostre/arte
    Rassegna di gestione - Associazione cacciatori
    Funes, Regione dolomitica Val di Funes
    Il 13 e 14 aprile 2024, l'associazione di cacciatori in Val di Funes organizza la mostra di caccia/trofeo del distretto di caccia di Bressanone nella sala culturale a S. Pietro. Come previsto dalla legge provinciale sulla caccia, i trofei di tutti gli animali da trofeo cacciati (capriolo, camoscio, cervo) saranno valutati in base alla loro età e presentati ai cacciatori e al pubblico. Saranno offerti musica, cibo e bevande. L'ingresso è gratuito. I cacciatori della Val di Funes vi aspettano. Programma: 13 aprile ore 16:00: Accesso al pubblico ed inizio della rassegna ore 18:00: Inizio della parte ufficale della rassegna; suona il gruppo di corni da caccia "Peitler Kofel" ore 19:30: Cena per invitati e visitatori; intrattenimento musicale: "Duo Flexibel" 14 aprile ore 09:00: Apertura ed aperitivo con "Weißwurst" dalle ore 12:00: Pranzo con musica "Villnösser Musikanten" ore 16:00: estrazione della lotteria ore 17:00: fine della mostra
    14 aprile, 2024 - 14 aprile, 2024
    Visite guidate
    Luis Stefan Stecher. Ut pictura poesis
    Bressanone, Bressanone e dintorni
    Parola e colore, poesia e pittura, lingua e immagine. Luis Stefan Stecher collega, allarga opinioni, infrange le categorie, vive e pensa tra più mondi, unisce opposti. Egli crea una pittura poetica e una poesia a colori – la sua filosofia pervade la sua opera allo stesso modo come la sua visione umana delle grandi correlazioni dell’esistenza umana.
    14 aprile, 2024 - 28 aprile, 2024
    Mostre/arte
    LOGOS MANÌA | LOGO SMÀNIA
    Bolzano, Bolzano e dintorni
    LOGOS MANÌA | LOGO SMÀNIA - Galleria Civica Bolzano 2024 - VII Biennale d’Arte della Associazione Artistica e Culturale Fida Trento | Bolzano, dal 4 al 28 aprile 2024. Inaugurazione: sabato 6 aprile ore 18:00 Orari: da martedì a domenica – dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18:30 Giovedì 25 aprile aperto Chiuso tutti il lunedì LOGOS MANÌA | LOGO SMÀNIA. Un tema molto ampio. Un “luogo “in cui l’artista può esprimere al meglio il proprio linguaggio, dato che l’arte è anche parola e il logo, ovvero immagine, è arte. Logos come parola, verbo, dialogo, dialettica, diatriba, espressione linguistica, narrazione, poesia, prosa, colore, bianco nero, luce, ombra etc… Manìa come follia… e qui il campo è infinito. Logo come immagine, iconografia storica, religiosa, ma anche contemporanea, legata al virtuale, al simbolo, alla rappresentazione distintiva di riconoscimento, alla narrazione per unica immagine. Smània nella veste di desiderio intenso, voglia incontenibile. Un titolo che vuole essere espressione realizzativa di opere d’arte dedicate e al tempo stesso un allaccio alle declinazioni filologiche e filosofiche che esso esprime e racchiude. Trentasei gli artisti invitati. L’associazione abbraccia sia la provincia di Trento, che la Provincia di Bolzano. La stessa mostra è stata esposta nel Polo Museale di Palazzo Trentini – a Trento - dal 6 dicembre 2022 al 7 gennaio 2023. Artisti partecipanti Aldo Pancheri, Alessandro Lando, Amedeo Masetti, Anna Lovato, Andrea Pozza, Arianna Tait, Barbara Cappello, Beatrice Mattei, Daniela Armani, Diego Bridi, Elisabetta Moretto, Enrico Farina, Francesca Libardoni, Gianfranco Della Rossa, Gino Pisoni, Giovanna Da Por, Karla Klaser, Laura Marcolini, Luciana Antonello, Luciano Olzer, Mariapia Pintarelli, Mario Colombelli, Mario Pontalti, Matteo Boato, Michele Leonardi, Nadia Cultrera, Paola Bradamante, Roberta Maule, Sarah Mutinelli, Sergio Schiavini, Silvana Ippolito, Silvano Tacus, Stefano Benedetti, Stefano Ghezzi, Valentina Niccolini.
    14 aprile, 2024 - 28 aprile, 2024
    Visite guidate
    Visita guidata Museo Minnehus - Walther von der Vogelweide
    Laion
    Walther von der Vogelweide è uno dei più ragguardevoli poeti e cantori del Medioevo. Egli visse nel periodo tra il 1165 ed il 1230 e trascorse una considerevole parte della sua vita come menestrello errante. È ancora imprecisata la sua origine, però quella di Novale di Laion è possibile e probabile.
    14 aprile, 2024 - 30 aprile, 2024
    Mostre/arte
    Esposizione "Nosc uciei"
    Selva, Regione dolomitica Val Gardena
    Un’immersione artistica nell’avifauna locale 13.04. - 01.05.2024 Ogni giorno dalle 16:00 alle 19:00 Chiuso il lunedì
    14 aprile, 2024 - 01 maggio, 2024
    Mostre/arte
    Mostra degli artisti - Patrick Roman Scherer e Elisa Alberti
    Caldaro sulla Strada del Vino, Strada del Vino
    Beziehungsgeflechte disegno, pittura Patrick Roman Scherer (A) e Elisa Alberti (Alto Adige) Vernissage: giovedí 11 aprile 2024, ore 19 12 aprile - 11 maggio 2024 orario: ma-sa, ore 10:30-12, ore 17-19 do ore 10:30-12 Elisa Alberti Nata nel 1992 a Kiel (GER), cresciuta a Brunico (ITA). Vive e lavora a Vienna. Elisa Alberti ha studiato all’Accademia delle Belle Arti a Vienna da Gunter Damisch, Veronika Dirnhofer e Christian Schwarzwald, dove si è diplomata nell’anno 2019. „Le opere dell’artista viennese, che ha origini tedesche e italiane, sono composte da forme geometriche e da aree monocrome molto tenue. In pochi anni Alberti è riuscita a sviluppare un linguaggio artistico tutto suo di forte impatto. Le forme ridotte e le composizioni di colori armoniose, le superfici oscillanti e le curvature morbide vengono elaborate in modo rigoroso e attraverso un‘elaborazione pittoresca coerente. Le opere sono state create in acrilico e lacca su tela o legno. Le dimensioni delle opere sono in generale più ampie, ma in serie possono essere anche di dimensioni più piccole. Oltre alla pittura Alberti crea spesso delle installazioni che riscuotono tutto lo spazio a disposizione e che” mostrano un dialogo fra area e spazio, bi- e tridimensionale” (estratto da un testo sulle opere di Alberti scritto da Günter Oberhollenzer). Patrick Roman Scherer Nato nell’anno 1988 a Kufstein (AU), vive e lavora a Vienna. Patrick Roman Scherer ha frequentato lo studio (grafica e tecnica d‘incisione) all’Accademia delle Belle Arti a Vienna da Gunter Damisch e Veronika Dirnhofer, dove si è laureato nel 2017. Dopo aver lavorato per anni con la tecnica della matita ed aver scagliato vari metodi, si è concentrato sul dipinto acrilico, definendo il suo lavoro tramite questa tecnica su vari livelli. Essa ora è una parte fissa, integrata nelle sue opere, anche se il disegno ancora oggi è l’elemento chiave che predomina. Scherer pone la dignità d’immagine di vari oggetti al centro delle sue opere, che si ritrovano in contesti inaspettati, ma comunque interagiscono fra di loro. Sistemi d’ordine e vari livelli d’importanza rimangono punto d’ispirazione, ponendo sempre una domanda al centro dell’opera. Scherer sviluppa il suo archivio autonomo ed anacronista ancora oggi, sorprendendoci con narrazioni ed attribuzioni. „Relazioni intrecciate“ Alberti e Scherer si sono conosciuti nell’anno 2012 all’Accademia delle Belle Arti a Vienna, dove entrambi hanno studiato nella classe di grafica e tecnica d‘incisione. Da allora i due sono uniti non solo da una profonda amicizia ma anche da un continuo scambio delle loro creazioni e dei loro sviluppi artistici. Il mezzo artistico di Alberti è la pittura, quella di Scherer il disegno. Entrambi però usano il colore come area nelle opere. Da Alberti l’area di colore si pone sopra forme astratte su tela o su un corpo di legno, Scherer invece ci fa vedere quest’area di colore come ampiamento o sfondo dei suoi disegni. La gamma di colori in entrambi i casi è molto ridotta. Un elemento centrale della posizione artistica è la ripetizione. Alberti la interpreta tramite la relazione fra forme e l’applicazione di colori. Nel focus di Scherer invece si trovano oggetti banali di ogni giorno che grazie ad una successione ripetitiva si desumono in un nuovo significato. L’esposizione „Relazioni intrecciate“ nella Galleria Le Carceri a Caldaro è la prima esposizione comune dei due artisti. Le opere esposte comprendono in generale i mezzi artistici della pittura e del disegno su tela, cartone o legno. Elisa Alberti e Patrick Roman Scherer espongono le loro opere in questa esposizione in modo tale da creare un dialogo fra di loro che si percepisce tramite formato, colore e forme.
    14 aprile, 2024 - 11 maggio, 2024
    Mostre/arte
    Mostra: Nibelungen Imagine Worlds - allora, dopo, oggi
    Merano, Merano e dintorni
    Il 23 febbraio, alle ore 19.00, la stagione espositiva di Merano Arte si apre con il progetto interdisciplinare, in collaborazione con l’Accademia di Merano e il Festival Sonora, Nibelungen: il ritorno, all’interno del quale sarà allestita la mostra Imagine Worlds allora, dopo, oggi, a cura di Harald F. Theiss. Il progetto è incentrato sul manoscritto del “Nibelungenlied” [Cantare dei Nibelunghi], risalente al 1300 circa, rinvenuto a Laces, in Alto Adige, e attualmente in possesso della Biblioteca di Stato di Berlino. Il Nibelungenlied è il più importante poema epico della letteratura tedesca medievale. Composto intorno al 1200, a partire da numerose leggende tramandate oralmente, comprende due diversi livelli narrativi: un primo nucleo racconta le gesta eroiche di Sigfrido, come l’uccisione del drago e la conquista di un tesoro di inestimabile valore, e ha radici in saghe scandinave dell’alto medioevo; un secondo affronta una serie di vicende storiche legate alla caduta dei Burgundi. L’analisi del manoscritto offre la possibilità di riconsiderare diversi aspetti della storia culturale europea ed extraeuropea. Inoltre, l’impatto che il Nibelungenlied ha esercitato e le differenti possibilità interpretative che ne sono state proposte, rappresentano degli aspetti forse ancora più significativi dell’opera in sé, e si pongono come punto di partenza per una pratica espositiva basata su una narrazione extraletteraria. La mostra Imagine Worlds esplora, con gli strumenti dell’arte, la rilevanza sociopolitica e le formazioni delle funzioni identitarie, puntando sull’incontro tra linguaggio visivo e scritto. A partire da opere di arte contemporanea e da un progetto partecipativo, permette riflessioni critiche, contestualizzazioni e ricostruzioni di qualcosa che va oltre alla semplice narrazione tradizionale: interroga la memoria collettiva e il rapporto tra la costruzione e la decostruzione di miti eurocentrici in un’epoca di ridefinizione post-coloniale e post-migratoria del mondo. Nel contesto di concetti sociali, vengono esaminati i modi in cui qualcosa avrebbe potuto essere allora, è stato dopo, ed è oggi. La mostra riguarda anche l’emergere di nuove immagini di sé e degli altri. Stabilisce delle connessioni con la formazione delle classiche immagini eroiche e con le loro manifestazioni mediatiche contemporanee, ma anche con i cambiamenti dei ruoli di genere. In particolare, l’ideale dell’amore cortese rappresenta un sistema di valori che ancora oggi influisce sulle norme sociali e la cui comprensione approfondita può aiutare a chiarire azioni culturali più recenti, non solo per quanto riguarda la critica istituzionale queer-femminista e le prospettive specifiche di genere. Imagine Worlds è più un gioco di pensiero associativo che una riproduzione dell'epica con nuove immagini. Utilizzando l'arte dell'allusione e del riferimento, la mostra ragiona sull’ambivalenza dei miti, sulla scomparsa e sull’emergere di nuove storie e mitizzazioni. Vengono messe in scena nuove creazioni artistiche che raccontano cambiamenti culturali e aspetti che caratterizzano la società. Attraverso opere non solo di matrice linguistica, la mostra ha il coraggio di creare degli spazi vuoti, intesi come momenti di riflessione intorno a una realtà costituita da arte testuale, media art, forme interattive ma anche dipinti, disegni, oggetti scultorei. Artisti e artiste: Astha Butail, Julia Bünnagel, Andrea Canepa, Zuzanna Czebatul, Margret Eicher, Nadine Fecht, Philipp Fürhofer, Jeppe Hein, John Isaacs, Kubra Khademi, Alexander Kluge & Jonathan Meese, Oliver Laric, Kris Lemsalu, Philip Loersch, Tim Noble & Sue Webster, Mirja Reuter und Florian Gass, Nasan Tur; Florian Gass & Mirja Reuter (progetto artistico partecipativo).
    14 aprile, 2024 - 19 maggio, 2024
    Mostre/arte
    Mostra personale speciale "Adolf Vallazza 100"
    Bolzano, Bolzano e dintorni
    La mostra a lui dedicata e allestita a Museion Passage è realizzata in collaborazione con l’Archivio Adolf Vallazza e raccoglie una selezione di disegni che vanno dagli anni ‘60 fino ad oggi, insieme a dieci grandi sculture lignee astratte presentate per la prima volta assieme nello stesso spazio museale. L’esposizione, costituita principalmente dalle sculture lignee più astratte realizzate dall’artista – totem, menhir e sculture di uccelli, alcune della collezione di Museion – offre anche l’opportunità di far conoscere al grande pubblico il lavoro grafico di Vallazza, dagli anni ’60 ad oggi. L’atto di disegnare da sempre accompagna e continua ancora oggi ad accompagnare la sua attività di scultore. I disegni e gli schizzi, presentati a parete e in una vetrina, presentano diversi formati e tecniche, ma tutti testimoniano la ricerca formale e le relazioni spaziali e simboliche delle sue produzioni.
    14 aprile, 2024 - 02 giugno, 2024
    Musica/danza
    Visite-concerto guidate con Max Castlunger
    Bolzano, Bolzano e dintorni
    Visite-concerto guidate con Max Castlunger La visita guidata interattiva è condotta personalmente da Max Castlunger. Un gruppo di persone viene guidato attraverso la mostra e costantemente invitato a partecipare attivamente e a suonare insieme agli strumenti esposti. Durante questa esperienza, saranno fornite importanti informazioni sui materiali, le culture musicali, le tecniche di costruzione e di suonare di diverse tipologie di strumenti. Alla fine della visita, gli studenti e i visitatori possono liberamente provare gli strumenti. Quota di partecipazione: € 3,00 a persona + biglietto d‘ingresso al castello
    14 aprile, 2024 - 08 giugno, 2024
    Mostre/arte
    FortezzaDonna
    Fortezza, Bressanone e dintorni
    Lo scorso autunno, nell'ambito di un concorso, numerose artiste dell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino hanno partecipato alla seconda edizione del progetto fortezzaDONNA. Tra le proposte pervenute, una giuria ha selezionato le idee progettuali di otto artiste e cinque collettivi sul tema dell'identità. Le loro opere sono molto diverse: spaziano da installazioni, dipinti di grande formato, sculture, incisioni, fotografie, installazioni sonore con canti e musica, danza e videoarte. In febbraio e marzo, il forte diventerà quindi uno spazio di lavoro e di ispirazione, in cui le donne useranno la loro arte per rompere la sua mascolinità inscritta, occupare gli spazi e creare posizioni artistiche che affrontano sfaccettature molto diverse dell'identità. Ciò che creeranno in questo processo sarà esposto in una mostra curata dalla collaboratrice del forte, Esther Erlacher, che si aprirà il 6 aprile alle ore 11 e potrà essere visitata fino al 16 giugno.
    14 aprile, 2024 - 16 giugno, 2024
    Mostre/arte
    Mostra di pittura
    Renon, Bolzano e dintorni
    Mostra di pittura su fogli metallici nella galleria “vano scale Stabler”, via Mulino Vecchio 28 a Soprabolzano. Aperto tutti i giorni, tranne domenica, info tel. 0471 345480 Mentre Gottfried Stabler cammina per le strade ha probabilmente già in mente il prossimo progetto: una facciata, un dipinto, un'orologio solare o uno stemma. Stabler è conosciuto particolarmente per la sua tecnica a fogli d’oro, sviluppata da lui stesso. La usa per i suoi quadri con paesaggi locali (testo: Curatorio Commenda di Longomoso)
    14 aprile, 2024 - 12 luglio, 2024
    Mostre/arte
    MOSTRA TEMPORANEA / GLACIER‘S END – A COLOURFUL STUDY OF OUR CHANGING EXISTENCE
    Brunico, Regione dolomitica Plan de Corones
    La mostra presenta una serie mirata di opere d'arte degli ultimi tre anni. Le opere esclusive sono frammenti di dimensioni spaziali e temporali che, in modo anacronistico, non seguono alcun ordine motivico. I fratelli riescono a liberare luoghi fisici da un mondo di pensiero razionale e a trasformarli in scenari estetici attraverso contrasti stilistici e cromatici. Ciò che rimane sono superfici, strutture e trame stilistiche che si formano nella mente degli osservatori, emergendo oltre la semplice visione come meccanismo razionale. Alle loro composizioni non sono imposti limiti. Osservare diventa un'esperienza solitaria, diventa il privilegio della solitudine, paragonabile a un dialogo esclusivo tra gli osservatori e l'opera d'arte stessa. Forme estetiche e schemi di una nuova e sconosciuta realtà si dirigono verso la consapevolezza critica del cambiamento climatico che il nostro pianeta sta affrontando. La fusione di estetica astratta e colorata come poli contrastanti di questa serie fa riferimento alle conseguenze dei cambiamenti nel mondo montano e glaciale. Allo stesso tempo, si apre uno spazio per l'espressione personale e la formazione di opinioni soggettive. Gli sfondi monocromatici fungono da segnaposto e amplificano gli aspetti della coscienza delle opere e il contesto tematico nella mente degli osservatori. L'opera dei fotografi si concentra sull'immagine di frammenti di realtà reale perfezionata attraverso un tono artistico soggettivo e una raffinatezza cromatica come firma individuale. L'esperienza pluriennale consente di spingere i limiti delle possibilità tecniche e conferire al naturale una nota artistica di auto-consapevolezza. Le opere d'arte esposte sono prive di alienazioni digitali al computer. Tuttavia, i singoli lavori non presentano caratteristiche associative o documentaristiche. Gli artisti si concentrano sulla creazione di nuove realtà nella mente degli osservatori. A sottolineare ciò e sintomatico delle loro opere sono accenti cromatici incisivi per una maggiore espressività. Sophie Olivotto (Storica dell'arte)
    14 aprile, 2024 - 31 luglio, 2024
    Mostre/arte
    Poetry in the box
    Bolzano, Bolzano e dintorni
    Il 13 marzo alle ore 11.00 Museion, museo di arte moderna e contemporanea di Bolzano, inaugura a Museion Passage e al Piccolo Museion – Cubo Garutti la mostra Poetry in the box. Un omaggio alla storia del Mercato del Sale e a Ugo Carrega realizzata in collaborazione con il Mart, Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. La mostra racconta la ventennale connessione esistente tra Mart e Museion, che condividono la straordinaria raccolta dell’Archivio di Nuova Scrittura, donata alle due istituzioni museali da Paolo Della Grazia nel 2020 e di cui Ugo Carrega è figura fondamentale. In particolare, l’esposizione ruota intorno al concetto della scatola – a volte opera d’arte in sé, a volte contenitore dei lavori di Carrega – e rende omaggio alla storia del Mercato del Sale di cui l’artista è stato curatore e direttore. Tra il 1974 e il 1989 questo artist-run space milanese ha visto gravitare intorno a sé innumerevoli artiste e artisti legati alla poesia visiva, che saranno parte della mostra.
    14 aprile, 2024 - 01 settembre, 2024
    Mostre/arte
    The Weight of the Concrete
    Bolzano, Bolzano e dintorni
    The Weight of the Concrete è un omaggio completo alla poliedrica carriera di Ezio Gribaudo, sia come artista che come editore. La mostra rivaluta il suo lavoro in un momento in cui molti giovani artisti e artiste lavorano in modo transdisciplinare e rigenerativo tra arti visive e applicate. Alla luce di una scenografia contemporanea, la sua poetica della materia entra anche in dialogo con voci della poesia sperimentale. La mostra è prodotta dal Grazer Kunstverein in collaborazione con l’Archivio Gribaudo di Torino e con Museion.
    14 aprile, 2024 - 01 settembre, 2024
    Mostre/arte
    RE­NAIS­SANCE
    Bolzano, Bolzano e dintorni
    In occasione dell’assegnazione di una delle più alte borse di studio per l’arte emergente in Europa, conferita dalla Fondazione Vordemberge-Gildewart, Museion presenta una mostra con lavori selezionati di 15 giovani artiste e artisti del nord Italia. Nonostante la diversità delle loro pratiche – tra cui troviamo scultura, installazioni, pittura, disegno, video, fotografia e performance – tutti e tutte condividono un approccio rigenerativo e critico con il proprio retaggio culturale. In che modo una giovane generazione di artiste e artisti elabora la propria pesante eredità culturale, plasmata da “standard” estetici e sociali, valori, modelli, icone o aspettative sulla figura della o dell’artista? Come si costruisce sulle rovine del passato che ancora proiettano lunghe ombre?
    14 aprile, 2024 - 01 settembre, 2024
    Mostre/arte
    CALDERA - All’ombra del supervulcano
    Bolzano, Bolzano e dintorni
    Pronti per fare un viaggio nel passato? 280 milioni di anni fa, un supervulcano dominava il centro della attuale regione Trentino-Alto Adige. I possenti depositi di porfido testimoniano ancora oggi della sua attività, mentre gli altri strati rocciosi intervallati raccontano di periodi di calma, durante i quali si sono insediate piante e animali. Alcuni di loro hanno lasciato tracce profonde. Grazie a fossili, modelli di animali e una simulazione del supervulcano, riporteremo in vita questo mondo perduto. Dal 17 marzo al Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige.
    14 aprile, 2024 - 22 settembre, 2024
    Mostre/arte
    Mostra: Women in Art - Artiste a Merano fra Ottocento e Novecento
    Merano, Merano e dintorni
    Quest’anno la primavera meranese si tinge di rosa grazie all’importante evento nato sotto l’egida dell’Ufficio Pari Opportunità del Comune e del Museo Mamming. A partire dall’8 marzo infatti e fino a settembre le sale del piano terra di Palais Mamming ospiteranno il percorso espositivo della prima mostra d’arte che ha per protagoniste le artiste che a Merano, per periodi lunghi o brevi, incrociarono i propri destini nell’ampio arco temporale compreso fra la fine del XVIII secolo e l’inizio degli anni 2000. La mostra è intitolata WOMEN IN ART Artiste a Merano fra Ottocento e Novecento. Le opere, di ben 17 artiste sfileranno per far conoscere quelle donne che sfidarono i pregiudizi e le consuetudini per dedicarsi totalmente all’arte. È una storia di caparbietà, costanza e coraggio quella che emerge dalle biografie di molte delle artiste scelte per la mostra. Nell’arco della storia, si sa, la presenza delle donne nell’arte, fu tutt’altro che trascurabile, ma rimase impigliata nell’anonimato e fu resa marginale per la maggior parte dei secoli e per la maggior parte delle artiste. I destini delle diciassette artiste presenti in mostra mettono invece in luce molto altro e soprattutto dimostrano come la volontà, la determinazione e una buona dose di autocoscienza avessero permesso loro di affrontare viaggi, trasferimenti, cambi di nazioni e di lingua pur di ottenere la formazione artistica cui anelavano. Sono le vite di donne forti, minate semmai solo dalla malattia. Sullo sfondo di queste storie personali si anima quella della comunità femminile che proprio in quegli anni in tutta Europa andava organizzandosi, offrendo supporto e mutuo soccorso. Quella sorellanza che fece organizzare nel 1910 a Vienna la prima gigantesca mostra sull’Arte delle donne, partendo dalle artiste rinascimentali per giungere, dipinto dopo dipinto, alle artiste contemporanee e a due delle nostre stesse protagoniste, Lila Gruner ed Emilie Mediz Pelikan , che vi presero parte con le loro opere. La presente mostra è dedicata ad una selezione di artiste che a diverso titolo furono legate a Merano. Il periodo scelto è quello ampio e compreso fra il primo Ottocento e l’inizio del Terzo millennio. Un arco storico in cui la città sul Passirio ha affrontato le alterne vicende cercando sempre di ritornare a galla e riguadagnare il proprio pubblico turistico e la propria vivacità intellettuale. Ma soprattutto un periodo in cui per molto tempo alle donne furono precluse le accademie e di come esse seppero approfittare di quello che al tempo era possibile quali le lezioni private presso qualche artista, le colonie artistiche, le accademie private, e infine le scuole create dalle associazioni femminili che con metodo e coraggio cercavano di arginare un sopruso che le donne combattevano da sole. Le opere presentate costituiscono un corpus di grande interesse, capace di mettere in luce la maestria tecnico-compositiva, le felici cromie delle tavolozze, ma soprattutto dimostrare come questeartiste avessero anche rotto con gli schemi che le vedevano intente a dipingere solamente vasi di fiori. Sono invece possenti massicci visti da alte quote, panorami suggestivi, animali, castelli e roccaforti, ritratti e nature morte a sfilare agli occhi del fruitore e donare qualche attimo di incanto.
    14 aprile, 2024 - 29 settembre, 2024
    Artigianato/tradizioni
    WandelArt - Esposizione d'arte all'aperto
    Merano, Merano e dintorni
    La passeggiata d'Inverno si caratterizza per la Wandelhalle, un portico ospitante una galleria di dipinti. Vari artisti espongono la propria arte.
    14 aprile, 2024 - 13 ottobre, 2024
    Mostre/arte
    MOSTRA TEMPORANEA / HAVE YOU EVER HEARD THE SOUND OF FALLING ROCKS?
    Brunico, Regione dolomitica Plan de Corones
    “Have you ever heard the sound of falling rocks?” è un viaggio di sei mesi, intrapreso nel 2022 attraverso le Alpi, in Italia, Francia, Svizzera e Austria. È un’indagine visiva su un fenomeno tanto importante quanto poco conosciuto: la degradazione del permafrost. Nel corso del XX secolo, le temperature sulle Alpi sono aumentate di 2°C, ovvero del doppio rispetto alla media dell’intero pianeta. Inverni più brevi, nevicate ridotte e scioglimento dei ghiacciai sono solo alcuni degli effetti che il riscaldamento globale ha avuto sulle montagne. Esistono però anche una serie di effetti meno visibili, più difficili da percepire, ma che hanno un impatto drammatico sulla salute di uno degli ecosistemi più importanti e più fragili della Terra. Tra questi c’è la degradazione del permafrost, la sezione superficiale della crosta terrestre più vicina e quindi maggiormente colpita da tutti i fenomeni che avvengono nell’atmosfera. La sua degradazione, causata dallo scioglimento dei ghiacci in esso contenuti, determina instabilità dei versanti e alterazioni dell’equilibrio idrogeologico con gravi ripercussioni sul territorio circostante. Il ghiaccio contenuto nelle fessure rocciose agisce come il cemento, tenendo insieme parti della montagna. Tuttavia, con l’aumento della temperatura e con lo scioglimento del terreno freddo e ghiacciato, la stabilità si riduce, portando a un potenziale aumento di frane e crolli, eventi che stanno diventando sempre più comuni in tutte le Alpi. Gli effetti di questi cambiamenti non hanno un impatto solo sull’ambiente ma anche sulle comunità alpine che vivono da secoli in questo delicato ecosistema. Attraverso uno sguardo quasi simbolico e universale su una questione scientifica e di difficile visualizzazione, “Have you ever heard the sound of falling rocks?” è una narrazione complessa ed estesa (anche territorialmente) che impiega un approccio fotografico potente e non scontato. “Have you ever heard the sound of falling rocks?” è stato possibile grazie ad un grant da parte di ISPA Photo Award ed è stato sviluppato in collaborazione con diversi enti ed istituzioni tra cui: ARPA Piemonte (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Piemonte), Università di Bolzano, Fondazione Edmund Mach, Université Savoie Mont Blanc, Provincia di Trento, Museo di Scienze Naturali di Verona, SLF Suisse, Università degli Studi di Milano-Bicocca. In collaborazione con ISPA - Italian Sustainabilty Photo Award. Tomaso Clavarino, nato nel 1986, è un fotografo e regista, laureato in Storia contemporanea. Vive e lavora a Torino. I suoi lavori sono pubblicati regolarmente da importanti riviste e media internazionali. Accanto alle collaborazioni editoriali, sviluppa anche progetti artistici personali,che sono stati esposti e proiettati in gallerie e nell’ambito dei principali festival. Le sue opere sono state presentate in musei e manifestazioni come la Triennale di Milano, il MUFOCO di Cinisello Balsamo e il Museo Blanes di Montevideo (Uruguay).
    14 aprile, 2024 - 31 ottobre, 2024
    Mostre/arte
    MOSTRA TEMPORANEA / LUKAS SCHÄFER THE QUIET
    Brunico, Regione dolomitica Plan de Corones
    Vento. Nubi, sole, luna. Stelle. Acqua. Vita. Silenzio. Lukas Schäfer è nato nel 1992 ed è cresciuto a San Giorgio di Brunico in Val Pusteria, tra le Dolomiti e le cime della catena principale alpina. I genitori gli hanno fatto conoscere la montagna sin da bambino. Da allora la natura–con i suoi paesaggi, i suoi dettagli e la sua fauna –non ha smesso di affascinarlo. Per alcuni anni ha praticato lo sci freestyle a livello agonistico. Dopo avere abbandonato lo sport a causa di un infortunio, ha scoperto la fotografia naturalistica, divenuta per lui da subito una grande passione e, in seguito, una professione. Attraverso la sua macchina fotografica, Lukas continua a riscoprire le montagne e i suoi abitanti, osservandoli da un punto di vista nuovo. Alcune sue fotografie e alcuni suoi video sono stati premiati nell’ambito di concorsi internazionali. Ha pubblicato il suo primo libro dal titolo “Südtirol, Secrets of Nature”, ricco di fotografie e di storie dell’Alto Adige e delle zone limitrofe.
    14 aprile, 2024 - 31 ottobre, 2024
    Visite guidate
    Museo di Collepietra - 1000 anni di storia tirolese
    Cornedo all'Isarco, Regione dolomitica Val d'Ega
    Visitando questo museo si rivivono oltre 1000 anni della storia del Tirolo, con le sue usanze e tradizioni peculiari su 1000 m². Le «Stuben» arredate con amore, le camere ed i laboratori rispecchiano fedelmente la vita dei nostri antenati. I tesori d’arte religiosa e profana danno al museo una nota particolare, rendendolo singolare nell' Alto Adige. Una mostra di animali stupisce soprattutto gli occhi dei bambini. Nei giorni feriali è necessaria la prenotazione entro le ore 12.00 del giorno precedente; nei fine settimana e nei giorni festivi è sempre obbligatoria la prenotazione fino alle 17.00 del giovedì e fino a 48 ore prima nei giorni festivi: presso l' ufficio turistico o online. PREZZI: Adulti da 14 anni 7,00 € Bambini da 6 a 13 anni 4,00 € Studenti con tessera studentesca valida 4,00 € Mini - Famiglia un adulto e un bambino fino a 13 anni 7,00 € Biglietto famiglia due adulti e due bambini fino a 13 anni 14,00€
    14 aprile, 2024 - 31 ottobre, 2024
    Mostre/arte
    PAST FOOD - 15.000 ANNI DI ALIMENTAZIONE
    Bolzano, Bolzano e dintorni
    Mostra temporanea del Museo Archaeologico dell'Alto Adige La fame è il miglior cuoco, 15.000 anni fa, così come oggi. Questa mostra temporanea ha lo scopo di curiosare nel menu dei nostri antenati, per analizzare origine, preparazione, conservazione del cibo e utensili utilizzati. Un’attenzione particolare è rivolta alle abitudini alimentari locali e ai reperti archeologici regionali. Accanto agli aspetti storico-culturali, questa sfaccettata esposizione rivela come i nostri progenitori non fossero mai a corto di idee per soddisfare il loro appetito e procurarsi le provviste. Prodotti come carne, pesce, miele, cereali e frutti selvatici erano noti sin dagli albori della civiltà. Altri, come legumi, erbe aromatiche e alcune varietà di cereali - per noi ormai scontati - furono introdotti in Europa dai movimenti migratori che hanno caratterizzato la storia dell’uomo. Le tradizioni alimentari, come la lavorazione del latte o la viticoltura, che oggi conosciamo molto bene, sono state importate dalle regioni mediterranee in epoche diverse. Buon appetito! Siamo lieti d’invitarvi nell’universo culinario della storia alimentare.
    14 aprile, 2024 - 03 novembre, 2024
    Visite guidate
    Mostra permanente "Le credenze popolari: forze segrete della vita quotidiana"
    Campo Tures, Valle Aurina
    La mostra speciale al Castel Taufers tratta il tema medievale delle "credenze popolari", che combina aspetti religiosi e superstizione. Curata da Marie Rubner, potrà essere visitata dal 29 marzo al 3 novembre 2024.
    La mostra mostra una visione del mondo che ha influenzato fino all'Illuminismo e che influenza ancora oggi. Non giudica, ma fornisce approfondimenti sulle usanze religiose, sui rituali e sulla credenza nei poteri ultraterreni.
    Le credenze popolari cercavano di utilizzare i poteri ultraterreni per ottenere sicurezza, salute e salvezza.
    La mostra presenta testi, manufatti e immagini, tra cui unicorni, basilischi e pensatori.
    Pur senza trarre conclusioni, la mostra ci apre gli occhi sul significato delle credenze popolari nella società. Mostra anche come l'attenzione alle credenze popolari influisca sui conflitti storici di fede.
    Risulta chiaro che le credenze popolari hanno colmato le lacune della comprensione cristiana della fede rivolgendosi a poteri esterni. Allo stesso tempo, la concezione cattolica della fede si opponeva ai culti pagani con alternative sacramentali.
    Una visita alla mostra può rivelare ulteriori approfondimenti e invita a visitarla più volte.
    14 aprile, 2024 - 03 novembre, 2024
    Visite guidate
    L’uomo dal ghiaccio Ötzi, l‘età della pietra e io
    Senales, Merano e dintorni
    In questo tour di esplorazione per famiglie, grandi e piccini potranno conoscere da vicino la vita di Ötzi, sperimentando le tante attività presenti nell’area museale dell’ArcheoParc. Equipaggiati con un kit da esploratore, visiterete una casa risalente all’età della pietra, preparerete il pane e indosserete i vestiti di Ötzi. Se tutto questo non è ancora abbastanza, potrete anche cimentarvi nel tiro con l’arco o fare un giro in canoa. Alla fine troverete una piccola sorpresa ad attendervi. Prezzo:Biglietto 54 € (famiglia4+), biglietto 32 € (famiglia3)
    14 aprile, 2024 - 05 novembre, 2024
    Mostre/arte
    Mostra speciale | Donne scienziate
    San Candido, Regione dolomitica 3 Cime
    Dolomythos-Museum a San Candido presenta: Donne scienziate Molte donne ignorate nel passato, hanno dato un prezioso contributo alla ricerca nelle Dolomiti. La mostra speciale onora questi personaggi spesso dimenticati, così come il contributo scientifico della gente comune delle vallate.
    14 aprile, 2024 - 31 dicembre, 2024
    Visite guidate
    Fossilia - Il museo
    Meltina, Bolzano e dintorni
    Il museo dei fossili è stato concepito come museo all'aperto ed è accessibile ai visitatori in qualsiasi momento, si spiega attraverso testi e audio-guida. Per prenotare le visite guidate rivolgersi all’Associazione Turistica di Meltina tramite email: info@moelten.net È passato molto tempo da quando a Meltina crescevano alberi che ricordano le odierne araucarie, il ginkgo sviluppava foglie a ventaglio ed equiseti, alti come alberi, crescevano tra il paese e la casera di Meltina. Da allora sono trascorsi 260 milioni di anni, ma queste foreste primordiali dell'Alto Adige hanno lasciato tracce ancora chiaramente riconoscibili. Gli alberi caddero sulle rive di un fiume o furono trasportati, immersi nella sabbia ed infine trasformati in fossili. Visitabile dal 2023, il rinnovato museo dei fossili è concepito come esposizione all’aperto. Qui sono esposti i più bei reperti ritrovati nella zona di Meltina. Particolare attenzione meritano l’impronta di un piccolo rettile e i resti di alberi e piante fossili risalenti a circa 260 milioni di anni fa. Qual è la particolarità dei fossili di Meltina? Sono solo tre le località in Alto Adige dove sono stati ritrovati reperti risalenti all’Età del Permiano Superiore (tardo): Bletterbach, Seceda e Meltina. Solamente a Meltina, però, sono presenti fossili di alberi completi che mostrano chiaramente tutti i dettagli relativi alla loro crescita, ai rami, alle radici e alle loro dimensioni. Ciò rende possibile la ricostruzione di intere foreste. Il museo dei fossili dispone di una sala multifunzionale completamente attrezzata, che può essere affittata per eventi (massimo 30 persone).
    14 aprile, 2024 - 26 gennaio, 2025
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