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    Luoghi particolari a Bolzano

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    Arte e cultura
    Complesso abitativo “Semirurali”
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    Negli anni Trenta, durante il regime di Mussolini, gli operai italiani a Bolzano furono alloggiati in una città-giardino denominata Semirurali, le cui case molto semplici, dotate di giardini familiari funzionali a un’agricoltura di sussistenza, furono demolite nel dopoguerra per essere sostituite più di recente da moderni edifici di appartamenti. Il progettista rinuncia a distribuire liberamente sul sito i singoli corpi di fabbrica del complesso abitativo e basandosi sulle regole dell’urbanistica tradizionale progetta una vera e propria trama stradale. Gli isolati che delimitano questi spazi pubblici sono edificati con file di case continue che delimitano vie e piazze, come avveniva normalmente prima che l’architettura moderna con la sua libertà compositiva rinunciasse ad applicare queste regole. Nonostante l’inquadramento in file geometriche regolari, gli edifici si distinguono individualmente per la presenza di logge e coperture vetrate oltre che per la tonalità delle singole case, tutti elementi di forte connotazione identitaria.

    Arte e cultura
    Camera di commercio di Bolzano
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    Situato in corrispondenza dell’ingresso sud alla città vecchia, questo complesso forma una vera e propria città tridimensionale con una porta, vie e piazze interne che collegano anche in verticale le varie aree funzionali. Il senso di apertura verso la città di Bolzano trova la sua espressione nelle grandi vetrate continue incastonate nella facciata in alluminio e vetro, per il resto liscia e quasi respingente: un modo per sottolineare il senso di apertura ma anche di esclusività del commercio. Su scala più ampia, questo complesso d’angolo identifica una sorta di margine urbano che deve essere completato con un edificio ancora da costruire. Negli ambienti interni, a fronte di un consumo energetico complessivo basso, viene garantito un microclima ideale. La trasparenza visiva delle sequenze di ambienti, le eleganti pareti vetrate e i corridoi pieni di luminosità evitano l’atmosfera opprimente tipica di molti uffici, ponendo invece l’accento sul lavoro in team e sull’apertura nei confronti del visitatore.

     

    Arte e cultura
    Palazzo della Provincia 2
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    Dialogare efficacemente con l’imponente mole della stazione ferroviaria di Angiolo Mazzoni (1928), situata sul lato opposto della piazza, non era un compito semplice per il progettista di questo edificio pubblico. La soluzione è stata agevolata dal fatto che il nuovo palazzo, così come la stazione, non costituiva una semplice architettura ma una vera e propria struttura urbana. La forma irregolare del complesso, risultato dell’aggregazione di vari corpi di fabbrica, è definita dagli spazi urbani adiacenti: la piazza della stazione semicircolare sul fronte principale, la piazza Magnago rettangolare e le vie Laurin e Rittner sul fronte opposto. Il palazzo è attraversato inoltre da tre percorsi pedonali radiali che partono dalla piazza della stazione, e racchiude due corti interne. Le facciate sono rivestite di marmo bianco ai piani terra e rialzato e di porfido rosso ai quattro piani superiori. Gli interni sono caratterizzati da una buona illuminazione, mentre gli uffici presentano una grande varietà di allestimenti.

    Arte e cultura
    Monumento alla Vittoria
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    L’idea di sostituire l’incompiuto monumento ai Kaiserjäger con un’opera che celebrasse i caduti della prima guerra mondiale, finanziata da una campagna di donazioni in tutta Italia, venne da Mussolini in persona. L’architetto progettò in ogni caso un Monumento alla Vittoria nello stile degli archi di trionfo romani, che intendeva celebrare l’imperialismo fascista: non solo con le insegne ma anche con la grande iscrizione che si richiamava alla tradizione guerresca dell’impero romano e fu percepita come una grave offesa dagli altoatesini di lingua tedesca. Dopo lunghe trattative tra la Provincia di Bolzano e il Ministro della cultura italiano, nel 2014 all’interno della cripta sottostante il monumento protetto da alte cancellate è stata inaugurata un’esposizione permanente, il cui scopo è favorire la comprensione e l’intesa reciproca. Argomento della mostra sono gli eventi legati alle due dittature succedutesi in Alto Adige tra il 1918 e il 1945.

    Arte e cultura
    Palazzo della Provincia 11
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    Un poco attraente ufficio postale degli anni Cinquanta è stato riqualificato come edificio passivo a destinazione amministrativa. Con la sopraelevazione di due piani l’immobile ha acquisito una dimensione più adatta anche in riferimento al contesto. La torre delle scale del vecchio edificio, situata accanto all’elegante torre della stazione, non era più adeguata e nella ristrutturazione è stata rivestita di elementi fotovoltaici. Il massiccio volume architettonico è stato vivacizzato con un trattamento differenziato delle finestre in modo da creare un gioco di ombre e luci. I costi aggiuntivi del 3% dovuti agli impianti tecnici a risparmio energetico sono stati ammortizzati nel giro di appena cinque anni: Si tratta infatti di un edificio CasaClima Oro che consuma per il riscaldamento solo 45 euro a dipendente in confronto ai 270 euro della categoria C: è il primo edificio per uffici passivo in Italia. Gli interni, contraddistinti dai larghi corridoi per utilizzi alternativi, appaiono luminosi e accoglienti e sono allestiti con materiali semplici.

    Arte e cultura
    Scuola superiore professionale Claudiana
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    La Scuola superiore per le professioni sanitarie è localizzata nelle immediate vicinanze dell’Ospedale di Bolzano. Su una pianta a L si eleva una costruzione alta tre piani di calcestruzzo armato, delimitata su tutti i lati da facciate in vetro. I pilastri di acciaio ben distanziati dalle facciate che sorreggono le balconate e la pensilina in vetro continua e fortemente aggettante rendono l’edificio leggero e quasi privo di materialità. Questo trattamento dei fronti esterni genera un contrasto stimolante con le scalinate di aspetto monumentale liberamente disposte lungo il perimetro dell’edificio. All’interno del complesso scolastico, finito con pavimenti in pietra naturale chiara, pareti divisorie in legno di acero, vetro e alluminio, predominano le tonalità calde che generano un’atmosfera piacevole. Una grande piazza quadrata rivestita di lastre di pietra inquadra visivamente l’edificio comunicando un’impressione di grandiosità.

    Arte e cultura
    Scuola professionale provinciale di Bolzano
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    Considerazioni di carattere urbanistico hanno portato a realizzare tre corpi di fabbrica paralleli di forma allungata e di differente altezza, con un portico di ingresso alto due piani affacciato su piazza Lazzerini. L’utilizzo di materiali comuni quali calcestruzzo a vista, acciaio e vetro, e la coerenza dell’impianto architettonico comunicano un senso di quiete e di spaziosità. Dal portico si raggiunge un vasto atrio inondato di luce che si interpone tra la prima e la seconda ala del complesso, da cui si accede ai piani superiori. Sotto l’atrio si trova la palestra, fiancheggiata alle estremità dalle torri delle scale. Le passerelle in acciaio e vetro, decorate dall’artista Heimo Zobernig, permettono un facile accesso alla terza ala dell’edificio e alla terrazza sul tetto utilizzata come spazio per la ricreazione.

    Arte e cultura
    Castel Firmiano
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    Castel Firmiano, uno dei simboli della storia recente dell’Alto Adige, è menzionato per la prima volta in un documento nel 945, mentre nel 1473 fu ampliato con grandi investimenti dal duca Sigismondo che lo trasformò in una fortezza. Nel 1996 i ruderi del castello sono stati acquistati dalla Provincia di Bolzano per essere concessi in uso nel 2003 a Reinhold Messner, che vi ha insediato il Messner Mountain Museum. L’intervento di ristrutturazione ha puntato soprattutto sulla messa in sicurezza del rudere e sulla conservazione del suo carattere originario. A tale scopo si è fatto ricorso a sistemi strutturali in acciaio che all’esterno, nelle torri e negli ambienti interni sono stati semplicemente accostati alle murature in pietra limitando al minimo i punti di contatto. Questi elementi architettonici di grande leggerezza potranno così essere eliminati in futuro in qualsiasi momento. Le parti metalliche dal disegno volutamente lineare contrastano nettamente con la materia storica, mantenendo una chiara distinzione tra vecchio e nuovo.

    Arte e cultura
    Scuola, mensa e palestra A. Rosmini
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    Dietro la vecchia chiesa di Gries, all’inizio del secolo scorso fu demolito il maso Lofferer con le relative serre e al suo posto, nel 1908, furono costruite una scuola elementare e una scuola materna. Il complesso scolastico è stato riqualificato nel 1998. Al gruppo di edifici esistenti si è aggiunta nel 2002 la palestra, quarto edificio che delimita spazialmente il cortile della scuola. La pelle trasparente in acciaio e vetro della palestra evoca l’Orangerie che un tempo sorgeva nella stessa posizione. La facciata appesa in vetro infrangibile regala trasparenza all’edificio e permette sia di guardare al suo interno sia, dall’interno, di apprezzare la vista dei castagni secolari. A completamento dell’intervento del 2008 è stata realizzata la mensa, interrata nello stretto spazio tra la strada e la scuola e illuminata dall’alto attraverso un lucernario: una soluzione che non pregiudica l’isolamento dell’ormai centenario edificio scolastico.

    Arte e cultura
    Piscine del Lido di Bolzano
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    Il desiderio, tipico dell’epoca, di poter restare a contatto con la natura e praticare attività sportive anche in città è alla base della scelta dell’amministrazione comunale fascista di Bolzano di costruire un impianto balneare lungo il fiume Isarco. Sul terreno circostante la struttura fu realizzato un giardino con una sistemazione paesistica di qualità notevole. Gli edifici facevano riferimento al razionalismo italiano di quegli anni, che aveva tra i suoi modelli l’architettura del Bauhaus: l’evidente corrispondenza tra funzioni e forme e la riduzione di queste ultime all’essenziale evitano qualsiasi riferimento alla monumentalità fascista tipica di quegli anni. Il padiglione di ingresso, rivestito di intonaco e dotato di un’ampia terrazza, presenta tratti espressivi ben definiti che lo avvicinano alla piscina pubblica di Gmünd progettata in precedenza da Franz Geßner, un allievo di Otto Wagner. Anche se all’epoca questa architettura fu sentita come estranea dagli altoatesini, la sua qualità è ancora oggi evidente.

    Arte e cultura
    Complesso abitativo EA7 Casanova
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    Il gruppo di edifici immerso nei frutteti e nei vigneti è stato progettato secondo il masterplan dell’architetto olandese Frits van Dongen sulla base dello stesso principio insediativo dei masi e dei castelli. I tre blocchi che definiscono l’isolato di forma poligonale sono raggruppati attorno a un’ampia corte interna che traduce in pratica il concetto-guida “abitare nel parco”. Grandi aperture orizzontali di forma libera mettono in comunicazione la corte con il garage sotterraneo, che costituisce il principale e ben illuminato sistema di collegamento del complesso. Pur restando all’interno dei parametri restrittivi che disciplinano l’edilizia agevolata, si è puntato a ottenere un’architettura di qualità elevata: questo grazie all’impiego di quattro moduli per la pianta e di tre tipologie di finestre, che hanno permesso di ottenere 92 alloggi adattati alle necessità delle singole famiglie. I fronti esterni dell’intero complesso sono in cemento ruvido di colore beige, mentre le facciate interne, lisce e rivestite con un velo di pittura bianca, fanno sembrare ancora più spaziosa la corte privata.

    Arte e cultura
    Salewa Headquarters
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    A chi giunge a Bolzano da sud percorrendo l’A22 il nuovo quartier generale di Salewa, a destra dell’autostrada, appare quasi come una moderna porta urbana. Tre torri di uffici alte rispettivamente quattro, sette e dodici piani dialogano a scala urbana tra di loro e con le montagne sullo sfondo. Grazie alle forme libere e alle facciate di vetro scuro e alluminio grigio le grandi masse costruite sembrano quasi dissolversi, intonandosi ai colori predominanti dell’ambiente alpino. I tre edifici di forma insolita, con struttura portante in acciaio e facciate appese in vetro e metallo, ospitano oltre al magazzino anche gli uffici amministrativi e la più grande palestra di roccia indoor dell’Alto Adige. A quest’ultima sono annessi un giardino e un ristorante che compongono nell’insieme una piccola area ricreativa, in tema con l’attività di produttore di articoli sportivi di Salewa.

    Arte e cultura
    Scuola professionale provinciale Luigi Einaudi
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    La scuola professionale provinciale fu costruita nel 1975 sotto lo sperone roccioso del Virgolo ad Aslago in seguito a un concorso. Il complesso scolastico, di aspetto compatto, è formato da quattro unità: l’ala degli uffici amministrativi e delle aule, a sua volta divisa in tre parti dalle torri delle scale; le due ali dei laboratori; l’aula magna e la palestra. Dato che il sistema costruttivo a telai in calcestruzzo con tamponamenti in mattoni ha una durata di vita lunga, negli anni Novanta è stato pianificato un ampliamento che ha portato alla sopraelevazione dei tre piani delle aule e degli uffici. Al piano terra è stata ricavata inoltre una sala per manifestazioni per 150 persone con il relativo foyer e una cabina di regia. Anche l’infrastruttura impiantistica – riscaldamento, servizi igienici, trattamento dell’acqua tramite impianto solare termico – è stata rinnovata e migliorata. La sopraelevazione riprende la tecnologia costruttiva preesistente ma fa in modo di rendersi chiaramente riconoscibile.

    Arte e cultura
    Scuola professionale Hannah Arendt
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    Dietro il Giardino dei Cappuccini si eleva la luminosa facciata del convento omonimo, accanto alla quale sorge, in posizione arretrata e quasi defilata, il nuovo edificio scolastico rivestito di arenaria grigia. Al fronte est del corpo di fabbrica storico è affiancata una sottile lastra muraria dietro la quale si estendono i corridoi che servono le aule rivolte verso il chiostro. Considerata la forma stretta del lotto, è stato necessario disporre sotto la linea di terra la maggior parte degli ambienti, illuminati unicamente dai lucernari presenti nel giardino e da alcuni raffinati pozzi di luce. Questa scelta illuminotecnica non dà luogo, come si potrebbe pensare, a un’atmosfera opprimente, ma permette al contrario la concentrazione indispensabile per lo studio. Un’elegante scala in acciaio con accesso dall’atrio principale collega tutti i piani, percorsi da corridoi dipinti a colori vivaci. L’accostamento tra antico e moderno crea in questo caso una simbiosi estetica ideale per le attività di studio e insegnamento.

    Arte e cultura
    Museion con ponte
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    Il Museion si colloca con il suo ponte in una posizione intermedia tra la città vecchia austriaca e la città nuova italiana, costituendo una maglia di connessione architettonica che rappresenta una nuova epoca, in contrapposizione all’effetto divisivo del Monumento alla Vittoria eretto dal regime fascista. Il volume parallelepipedo rivestito di pannelli di alluminio, per lo più privo di finestre, si apre sui lati brevi con grandi vetrate verso entrambe le parti della città, invitando così ad entrare. Di notte le due facciate trasparenti diventano superfici di proiezione nello spazio urbano. All’interno l’architettura di colore bianco puro accoglie il visitatore con i suoi spazi luminosi senza imporsi, mettendo l’accento sulla sua funzione di servizio aperta a molteplici opportunità espositive. Il Museion è completato concettualmente dalle due passerelle che superano il Talvera, a simboleggiare la contaminazione tra due culture che in questo punto si sovrappongono.

    Arte e cultura
    Accademia Europea EURAC
    Bolzano, Bolzano e dintorni

    Negli anni Trenta sorsero su progetto degli architetti Miozzo e Mansutti le Case della GIL di Merano, Bressanone e Bolzano. L’unica ad avere conservato le forme originarie, per quanto bisognosa di un intervento di restauro, è quella di Bressanone. A Bolzano si è deciso invece di riutilizzare l’edificio ormai in stato di degrado – tra l’altro una delle opere più significative del razionalismo di epoca fascista – con l’inserimento di nuove funzioni. La Casa è stata così riqualificata e ampliata in seguito a un concorso, e il fatto che il vincitore sia un architetto austriaco è un segno della multiculturalità di Bolzano. Ai corpi di fabbrica soggetti a tutela monumentale, restaurati e reintonacati con un manto di colore rosso, sono stati aggiunti alcuni volumi trasparenti con rivestimento in acciaio e vetro su una slanciata struttura portante in calcestruzzo. I nuovi edifici ridefiniscono il rapporto con il contesto urbano grazie a una piazza di ingresso, una caffetteria e una corte a giardino. Il design degli interni è caratterizzato dalla stessa leggerezza dell’esterno.

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