febbraio 2017

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Essere Tamara Lunger

L’amore per la montagna e la possibilità di esprimere se stessi, raccontati da un’alpinista che prima di tutto è una Persona.

L’ultima canzone che ascolto prima di scendere dall’auto è "In God’s Country", un vecchio brano tratto dall’album storico degli U2 - "The Joshua Tree". Un regalo della programmazione radiofonica. Il perfetto titolo per il mio arrivo a Bolzano, dopo aver attraversato uno dei tratti autostradali con uno tra i più suggestivi panorami naturali.

Poco conta che ci siano solo due corsie, anzi proprio questo permette il limitare della velocità con la possibilità di rendere ancora più piacevole il viaggio. Un viaggio che oltre a questa canzone avrà anche quella del ritorno, e ancora una volta il destino si dimostrerà bizzarro. Nel mentre invece le parole prenderanno il posto della musica e i rumori della natura quello delle note. A far accadere tutto ciò è lei: Tamara Lunger.

Sono passati cinque anni dal nostro primo incontro. Lei era appena tornata dalla spedizione sulla cima nepalese del Lhotse. Quota 8.516. Aveva stabilito un record. La più giovane alpinista ad aver scalato un ottomila. Non sarebbe stato un traguardo, ma il punto di partenza per esprimere se stessa e il suo amore per la montagna.

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Essere se stessi

Mentre la aspetto, cerco di mettere in ordine alcune domande che mi sono appuntato. Al suo arrivo non posso che stracciare quel foglio con tutti quegli interrogativi. Non è che non fossero corretti erano semplicemente limitanti per fare un ritratto ad una donna, che come prerogativa ha quella di essere una Persona. Semplice, reale, pura e soprattutto se stessa. Non ci sono stereotipi. C’è solo una grande bellezza. Quella data dal suo sorriso. Quella data da uno sguardo in grado di parlare anche quando è in silenzio. Filosofie orientali la chiamerebbero aurea. In situazioni più materialistiche di un continuo appagamento del sé attraverso l’apparire, sarebbe semplicemente l’eccezione di un individuo che ha preso consapevolezza di chi effettivamente è e non ha necessità di finzioni “pirandelliane”.

Amore per la montagna


Quando iniziamo a parlare, il passato di ciò che ha fatto inizia subito a mescolarsi con ciò che sta facendo e con ciò che vorrà fare. In tutto ciò un denominatore comune. L’amore per la montagna. Non è un eufemismo l’utilizzo del termine amore. Lei alpinista professionista, lei nata nella montagna, lei atleta da sempre, ne parla con un trasporto, con un rispetto, che può avere solo chi è effettivamente innamorato. Un amore maturo. Un amore alimentato dalla passione per questo habitat naturale. Un amore che diventa il viatico per sentirsi libera e in grado di esprimere pienamente se stessa. E’ questo forse il passaggio che fa di Tamara non una semplice sportiva che vede nelle cime solo la scalata per una nuova sfida. Tamara è un tutt’uno con la montagna. È la sua dimensione di vita. Chiaramente poi c’è anche la componente competitiva, ma questa è solo una e parte comunque dalla conoscenza e dal rispetto ancora una volta per un luogo che ha nell’altitudine la sua caratteristica.

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Andare verso

Le imprese di Tamara non sono il vezzo di una protagonista che cerca di soddisfare il suo senso di avventura attraverso situazioni di difficoltà. Più che altro è la ricerca di un senso di equilibrio che ha proprio nella montagna il suo elemento dominante. Non è il fuggire da qualcosa, ma il raggiungere qualcos’altro. L’essere attratti. Sarà per questo che parlando di un suo futuro, Tamara vede nella malga e nella sua dimensione e gestione, la realizzazione di un sogno che ha sì del fiabesco, ma ha pure la realizzazione di un concreto desiderio.

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Mentre mi racconta tutto ciò guarda le montagne attorno a noi. Scalpita un po’. È chiaro che vorrebbe essere lassù. Mettersi subito in cammino. Iniziare una scalata verso il proprio polo di richiamo. Forse anche per questo ha avuto anche mesi difficili, quando non ha potuto fare questo. Quando le sue ginocchia le hanno imposto di fermarsi. Quando il suo fisico seppur allenato le ha detto di rallentare. Non è stato facile per lei separarsi seppur per un breve periodo dalla montagna. Come una sirena ha bisogno del mare, lei necessità della quota per un suo completo vivere. In questo frangente due cose le sono venute in aiuto. La prima è una cosa che da sempre porta con sé, questa si chiama fede e ancora una volta nella sua naturalezza e spontaneità non ne fa oggetto di remore il suo parlarne. La seconda invece è un altro elemento naturale. Questa volta parliamo dell’aria e di un altro desiderio comune a molti, quello di poter volare. È così che prende il brevetto di elicotterista. Ancora una volta mettendo tutto il suo impegno e la sua determinazione. Un brevetto questo che le permetterà anche di dare ad altre persone quello che ha ricevuto e ha visto ricevere. Per un alpinista in difficoltà l’elicottero può rappresentare in alcuni casi l’unico mezzo di salvezza, quindi perché non impegnarsi anche su questo fronte.

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Il senso della vita

Per fare questa tipologia di alpinismo di alta quota il tema della morte non è solo il corollario di un pensiero sfuggente. Nelle grandi spedizioni è un elemento con il quale ci si deve confrontare. Anche su questo Tamara dimostra la sua maturità nonostante la giovane età. Lei che ha visto da vicino colleghi alpinisti che hanno perso la vita, sa quanto sia fondamentale non prendersi rischi inutili e rimanere sempre consciamente consapevoli in tutto ciò che si sta facendo. Non c’è spazio per l’improvvisazione. Preparazione, lucidità e senso della vita. Non sono un mantra, ma condizioni  necessarie per affrontare situazioni dove la paura deve lasciare il posto ad un agire per trovare la soluzione a problemi non di poco peso.

5 nodi, una famiglia

Parlando di questo mi racconta la storia di un bracciale. Non è un braccialetto qualsiasi. Nella sua semplicità di vecchio laccio ci sono cinque nodi ben presenti. È il regalo che la madre le ha fatto in occasione della sua prima impresa del 2009. Ogni nodo rappresenta ognuno dei cinque componenti della sua famiglia. Tamara da allora lo porta sempre con sé durante ogni spedizione. Sull'Everest una volta lo aveva perso, ma un altro alpinista era riuscito a recuperarglielo. Non è un semplice porta fortuna, ma il costante ricordo di una famiglia che è sempre con lei. Vicina a lei. Pronta a sorreggerla nei momenti di bisogno. Pronta a lasciarla andare quand’è il momento di partire.

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Tamara Lunger

Tamara Lunger nasce a Bolzano nel 1986. È la maggiore di tre sorelle ed è cresciuta con la sua famiglia a San Valentino in Campo. Ha ereditato la passione per la montagna e le sfide dal padre, appassionato alpinista e scalatore. Dopo la maturità al liceo scientifico ad indirizzo sportivo a Vipiteno, ha studiato scienze dello sport all’università di Innsbruck, in Austria. Dal 2002 si è distinta come atleta di successo nella squadra nazionale di scialpinismo.

Chi è Tamara Lunger?

Prima di lasciarci mi parla anche di Simone Moro. Un maestro, un collega, un punto di riferimento, ma soprattutto un’altra grande persona che ha capito chi è effettivamente Tamara Lunger. E pensare che in quel foglio che ho stracciato al suo arrivo, l’ultimo interrogativo era proprio questo. “Chi è Tamara Lunger?”. Non c’è stato bisogno di chiederglielo. È bastato stare quella mattina con lei. Ascoltare le sue parole. Sentire i suoi pensieri. Tamara è una Persona. È una persona che ha trovato nella montagna la modalità di esprimere se stessa.

Ci salutiamo dopodiché riprendo il mio viaggio in macchina. Accendo la radio e parte il nuovo singolo di Pharrell Williams. S’intitola "Freedom". Un altro segno del destino. Arrivederci Tamara.

Testo: Andrea Bettini
Foto: Ivo Corrà e Archivio di Tamara Lunger

Le spedizioni di Tamara

# 2015: Nepal, Manaslu 8163 metri. In team con Simone Moro deve rinunciare alla vetta a causa delle avverse condizioni metereologiche.

# 2014: Karakorum, K2 8611 metri. Tamara ha conquistato la vetta senza ossigeno e senza assistenza. È stata la seconda donna italiana nella storia.

# 2013: The Great Crossing. 150 km lungo la catena montuosa del Karakorum che collega la Cina al Pakistan.

# 2013: Pamir Kyrgyzstan, Peak Lenin 7153 metri. Tamara fa la sua prima spedizione scialpinistica in Asia Centrale.

# 2012: Muztagh Ata 7547 metri. Raggiunta la vetta Tamara prova a conquistare anche la cima Broad Peak a 8051 metri. Dovrà rinunciare a causa del forte vento e del maltempo.

# 2011: Khan Tengri 7010 metri. Tamara conquista la montagna più alta del Kazakistan.

# 2010: Lhotse 8516 metri. Tamara conquista la sua prima vetta himalayana. È la donna più giovane ad aver scalato questa montagna.

# 2009: Island Peak, 6189 metri. Tamara conquista la vetta della sua prima spedizione importante.

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discover L'autore. Andrea Bettini.

Lo storyteller Andrea Bettini.

L'autore

Io sono uno storyteller, un ghostwriter, un sognatore, il mecenate d’anime. Sostanzialmente vivo di storie. Sono co-founder di Strategike. Scrivo per Corriere Innovazione, CheFuturo! e nòva Il Sole 24 Ore.
www.andreabettini.me