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settembre 2015

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Vibrazioni sonore

Un’indagine per toccare con mano il mondo di appassionati (e a volte giovanissimi) musicisti.

La vita, le emozioni, le ragioni dei giovanissimi musicisti dell'Alto Adige. Cosa significa per loro tradizione? Come si può mantenerla viva? E che emozioni produce la musica classica e tradizionale ai giorni nostri? Ci siamo immersi nel loro mondo.

È una piacevole notte estiva. Dei turisti attendono il proprio dessert seduti al tavolo esterno di una locanda. I tavoli sono semivuoti, la maggior parte degli ospiti ha già terminato la cena. Non resta che scambiare quattro chiacchiere e godersi la notte. Giovani risate provengono dal parcheggio, scherzi tra ragazzi misti a risa adulte. Dalla scala che conduce alla terrazza del ristorante si odono dei passi.

Emerge una giovane donna, sedici anni al massimo, il viso radioso incorniciato da un cappello a falda larga, con indosso una lunga gonna, una camicetta bianca ricamata e, in spalla, il fodero di un sassofono. Seguono altri ragazzi, giovanissimi si direbbe, insieme ad un uomo sulla mezza età e una ventina di adulti. Ad accomunare adulti e ragazzi sono gli abiti insoliti, gli strumenti musicali e l’armonia che trapela dalle loro risate. I turisti osservano il gruppo accomodarsi e ne sono incuriositi. "Scusate…ma voi chi sareste?", viene chiesto ad un giovane dall’aria gioviale. "Siamo una banda musicale".

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Costumi tipici di una banda musicale altoatesina. Ognuno di questi costumi è un piccolo tesoro, perché tessuto artigianalmente.

#1

Antica tradizione, giovani talenti

In Alto Adige il 28% dei membri delle bande musicali ha meno di 20 anni. Eppure, con 130 prove all’anno, essere membri di una banda richiede impegno, tempo ed esercizio. Le cifre diventano ancora più sorprendenti se si considera che esserne parte è un’attività completamente gratuita e non retribuita. Ciononostante, tantissimi adolescenti desiderano entrare a far parte di una banda musicale.

Una banda è un po’ come una squadra di calcio: ci si deve allenare insieme, con costanza. Anche i più giovani musicisti si dedicano alle prove con impegno e dedizione, stimolati dalla propria passione. Le 211 bande dell’Alto Adige danno vita ogni anno a circa 2.600 concerti e partecipano a circa 3.500 eventi ogni anno.

Storicamente la più antica banda dell’Alto Adige sembra essere quella di Tirolo, nei pressi di Merano, fondata nel 1714. Al di là dell’apparenza molto tradizionale, la bande altoatesine hanno saputo rinnovarsi profondamente. Dopo aver quasi rischiato l’estinzione durante la seconda guerra mondiale, esse hanno ritrovato nuovo vigore, aprendosi a cambiamenti e sperimentazioni.

La presenza delle donne nelle bande musicali è stata ammessa solo negli anni ’70: ad oggi, in media, 1/3 dei membri delle bande sono donne. Il record di quote rosa è attualmente in possesso della banda musicale di Settequerce, nei pressi di Bolzano, in cui il 65,52% dei musicisti appartengono al gentil sesso. In totale sono dieci le bande musicali altoatesine in cui le donne superano in numero gli uomini.

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Il costume della banda musicale di Tubre in Val Monastero - Alto Adige.

#2

Quella volta, a Fortezza…

Valzer, marce e polka. Le bande musicali vengono sempre e solo associate al repertorio classico. In realtà, un’altra grande rivoluzione è avvenuta al loro interno: l’introduzione del repertorio moderno e contemporaneo. Ciò è accaduto soprattutto per merito di giovani, appassionati maestri di banda che hanno introdotto la letteratura jazz e blues. Proprio questi cambiamenti hanno causato anche una modifica degli strumenti preferiti dalle bande. Flicorni e flauti sono attualmente in diminuzione, mentre il sassofono, portavoce dell’avvenire contemporaneo, è di grande tendenza.
Questi cambiamenti, all’apparenza piccolezze, sono stati a loro modo delle rivoluzioni nell’ambito bandistico: si tratta, infatti, di un’inversione rispetto a quella che era stata la loro secolare tradizione.

Nel 2009 dodici percussionisti, tre bande altoatesine, un jodler e tre cori hanno dato vita a un esperimento musicale che non conosce eguali. Nella straordinaria cornice del forte di Fortezza, vicino Bressanone, i partecipanti, dislocati in luoghi diversi e distanti, collegati attraverso auricolari e diretti magistralmente da un unico direttore d’orchestra, hanno dato vita ad una perfetta esecuzione collettiva. Un’esibizione "da pelle d’oca", che ha dato prova della preparazione e dell’eclettismo dei musicisti delle bande musicali.

Attraverso la tradizione delle bande, la passione musicale trova una dimensione molto particolare. Essa è così coinvolgente, da spingere giovani e meno giovani ad investire gran parte del proprio tempo per imparare a suonare uno strumento. Grazie a questa tradizione spesso dall’Alto Adige provengono veri e propri innovatori, compositori che spaziano dal jazz, all’elettronica alla musica tradizionale. Oppure nostalgici del flicorno come Armin Kofler, compositore conosciuto a livello internazionale e flicornista della banda di Longostagno.

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Sofia Carlone, giovane sassofonista della banda musicale di Maia Bassa, a Merano.

#3

Cappelli e bretelle

Non solo innovazione, la banda musicale è anche tradizione: una fiamma che ha rischiato di spegnersi ma è stata tenuta viva dalle cure e dalla passione dei musicisti. Oggi quella tradizione rivive attraverso concerti, eventi pubblici nonché attraverso gli strumenti e soprattutto i costumi dei musicisti. "Un costume tradizionale può arrivare a costare anche 1.000 €", racconta Christian Lun, direttore della banda di Maia Bassa, a Merano. "Spesso è la banda musicale a sostenerne il costo, così come per lo strumento". Le donne indossano il classico costume con camicia, corpetto e cappello, mentre i capelli vanno rigorosamente raccolti sulla nuca. Ancora oggi indossare quell’abito è un vero a proprio rito. Agli uomini spettano, invece, bretelle e lederhosen, i pantaloni di pelle.

#4

La passione dilaga

"L'eccellenza e la preparazione dei nostri giovani talenti non viene lasciata al caso", racconta Christian Lun. I giovani si avvicinano alla musica già intorno ai dieci anni e la loro istruzione viene affidata alle scuole di musica. Molti di loro iniziano subito a suonare nella banda giovanile, finché, intorno ai quindici anni, possono entrare nella banda musicale vera e propria. Per moltissimi ragazzi non è facile conciliare lo studio musicale, le prove e gli impegni di ogni giorno. È la passione per la musica ad animarli di una volontà davvero speciale. Una volta diventati adulti, i più non rinunciano al proprio posto nella banda e tentano di conciliare lavoro e carriera con il proprio ruolo di musicista. In tanti, invece, sono costretti ad allontanarsi per proseguire gli studi universitari e non possono frequentare le prove con l’assiduità richiesta. "Nonostante queste difficoltà, molti scelgono di far comunque parte della banda", ci rivela con visibile orgoglio Christian Lun. Lasciare la propria banda musicale è davvero difficile. Non solo per la musica in sé, ma anche perché essa crea uno spirito di unione e un affiatamento unico: in una banda si incrociano le vite e le esperienze di adolescenti e adulti di ogni fascia d’età.

L’apertura delle bande ai nuovi generi musicali è così ampia che molti musicisti scelgono di fare della musica la propria professione. Altri ancora, pur svolgendo professioni diverse, riversano nella musica il proprio estro creativo, componendo sia pezzi classici per orchestre, sia musica contemporanea fino a spingersi alle sperimentazioni elettroacustiche.

Le bande musicali guardano avanti. E danno vita a nuovi sviluppi, come nel Jazz Festival Alto Adige. Nell’edizione 2013 sul palco della manifestazione internazionale, che accoglie esponenti della scena jazz da tutto il mondo, si è esibita anche la banda musicale di Sciaves. Rigorosamente in costume tipico.

Testo: Dora Vannetiello