Testimoni geologici

Pesci che nuotano attorno al Catinaccio e piante tropicali che vivono sulle cime. Ecco com’erano le Dolomiti 200 milioni di anni fa. Patrimonio mondiale UNESCO, hanno una storia geologica assolutamente unica.

  • giugno 2018

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Testimoni geologici

Pesci che nuotano attorno al Catinaccio e piante tropicali che vivono sulle cime. Ecco com’erano le Dolomiti 200 milioni di anni fa. Patrimonio mondiale UNESCO, hanno una storia geologica assolutamente unica.

Volgi lo sguardo in su e osserva una montagna. Non ti sei mai posto molto domande vero? È lì, da sempre. Sempre uguale. Ti sovrasta in tutta la sua immensità, apparentemente immobile. Ma lei a dirla tutta, non è affatto sempre uguale, anzi! E proprio parlando di Dolomiti, vale la pena farsela qualche domanda. La loro storia è degna di un inizio epico da "c'era una volta...". E allora iniziamola così questa storia.

C'era una volta, circa 240 milioni di anni fa, un mare tropicale con scogliere e atolli situati all’altezza dell’equatore. Ecco, erano le Dolomiti. Curioso vero? Ma andiamo con ordine, passo dopo passo, accompagnati dal geologo Corrado Morelli.

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Migliaia di anni di storia in 1 metro di roccia

Cominciamo. Le Dolomiti erano scogliere tropicali, ma come sono arrivate alla loro posizione attuale?
Corrado Morelli. 90 milioni di anni fa, quando la zolla africana ha iniziato a muoversi verso l’Europa, le Dolomiti hanno percorso un viaggio verso nord di 3.000 km.

La nascita di una catena montuosa è frutto della spinta di rocce che dal basso vengono portate verso l’alto.
Esatto, questo avviene quando due zolle continentali si scontrano e le rocce vengono deformate e spinte verso l’alto, ma le Dolomiti sono ancora più straordinarie. Nel sollevamento non sono state deformate. La deformazione è stata bloccata da una sorta di scudo protettivo di porfidi, spesso 2 km, nato da violente eruzioni vulcaniche avvenute 300 milioni di anni fa. Questo piastrone è stato sollevato e le isole che si erano formate sopra di esso, sono state spinte verso l’alto senza essere quasi deformate. 

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Quindi la geometria di queste montagne è pressappoco quella che avevano quando erano atolli corallini?
Si, le Dolomiti sono una sorta di arcipelago pietrificato, testimoni geologici del nostro pianeta. Se immaginassimo di riempire tutto lo spazio aereo d’acqua, ricreeremmo una situazione simile a quella di 200 milioni di anni fa…

Ho capito, le Dolomiti non sono solo bellissime.
Infatti, ciò che le rende assolutamente uniche, è la loro importanza geologica e geomorfologica, che si affianca al loro valore estetico.  

Ma come può capire tutto ciò anche chi non è esperto in materia?
Semplicissimo. Basta amare la montagna, mettere lo zaino in spalla e iniziare a camminare… tenendo gli occhi aperti (ride). La geologia delle Dolomiti è accessibili a tutti grazie a Geotrail. 10 tappe, dal Bletterbach, nei pressi di Bolzano, fino a Sesto Pusteria

Bletterbach – La prima tappa 

Un trekking geologico in 10 tappe. Interessante. È necessario seguire l’ordine cronologico?
Si, meglio. L’escursionista trova in ogni tappa due “Geostop” che spiegano gli aspetti geologici più importanti del luogo. Ma vengono allo stesso tempo anche gradatamente introdotti concetti e principi che rendono le persone sempre più consapevoli.

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Quelle che per molti sono semplici pietre, per Lei sono invece preziosi tesori vero?
Assolutamente! Qui al Bletterbach ad esempio, si trovano ancora preziosissime testimonianze del passato, che hanno anche permesso di ricostruire la geologia del luogo. 

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Tutela e divulgazione 

La Fondazione Dolomiti UNESCO, le province e le regioni interessate da questo Bene naturale, hanno il compito di garantire che esso conservi le sue caratteristiche di unicità. Come ci riescono?
Soprattutto con un ampio lavoro di divulgazione e informazione. Maggiore è la consapevolezza della popolazione residente e dei turisti, maggiore sarà la tutela del luogo.

Le Dolomiti sono turisticamente molto sfruttate e alcune zone hanno probabilmente già raggiunto il limite di capacità portante. Come si garantisce l’integrità e l’unicità delle aree?
Cercando di promuovere un turismo sostenibile, più consapevole e attento. 

Cambiamento lento ma costante 

Le Dolomiti sono in continua evoluzione, smetteranno mai di mutare?
Assolutamente no. Cambiano, come qualsiasi parte della terra. Subiscono ovviamente fenomeni di cui abbiamo percezione, come frane o grandi crolli che ne mutano l’aspetto, ma anche fenomeni che hanno una scala temporale più lunga, di cui non ci accorgiamo. 

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Giochiamo col futuro. Come potrebbero evolversi?
Oggi i satelliti mostrano in modo molto preciso i movimenti delle placche terrestri. La zona sud delle Alpi si muove di 1 cm all’anno verso nord. Immaginando che il movimento continui così, tra 20 milioni di anni, le Dolomiti sarebbero all’attuale posizione di Monaco di Baviera!

Ci sono “nuove Dolomiti” in formazione?
Si, in tutte le scogliere coralline del globo della fascia tropicale, come le Bahamas. Lì si sta formando quello che si è formato qui 200 milioni di anni fa e prima o poi anche loro finiranno in uno scontro e diventeranno una catena montuosa.

Testo: Valentina Casale
Foto: Harald Wisthaler, Thomas Grüner, Valentin Pardeller, Tappeiner
Video: Miramonte Film/Andreas Pichler