Sospesi a mezz'aria

Erano solo una soluzione alpina dettata dalla necessità. Oggi le funivie fanno il loro ingresso anche in città.

  • settembre 2015

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Sospesi a mezz'aria

Erano solo una soluzione alpina dettata dalla necessità. Oggi le funivie fanno il loro ingresso anche in città.

A Londra c'era the tube, a Parigi il metrò, a Milano il tram. Intanto in Alto Adige si sperimentava con le funivie. E oggi? Le funivie solcano i cieli delle metropoli e il trasporto a fune fa il suo ingresso trionfale in città, a New York come a Rio. All'inizio erano solo teleferiche adibite al trasporto merci sebbene indomiti altoatesini le usassero anche come mezzi di trasporto. Finché due pionieri non riuscirono a dare una svolta alla storia. Tutto iniziò con un ingegnere e un albergatore…

Le Alpi, oggi celebrate come meraviglia turistica e orgoglio del territorio, sono state per secoli un terribile ostacolo per l'uomo e per la tecnica. Il progresso che giunge in pianura, dove la natura è piú benevola, con metropolitane, tram e treni, è precluso alle genti di montagna. Quelle vette poetiche, bianche e immacolate, sono un incubo insopportabile per i trasporti, un indovinello irrisolvibile per gli ingegneri. Fino al XX secolo l'unica soluzione per superarle sono le teleferiche, che pure non risparmiano morti e incidenti. "La funivia ha un enorme vantaggio, quello di rendere fruibile la terza dimensione. Quando gli spazi sono occupati posso spostarmi nell'aria" afferma Jan Sorg, ingegnere della ditta LEITNER Ropeways, tra i leader mondiali del settore. Non è passato molto da quando, più di cento anni fa, questa intuizione ha cambiato radicalmente il modo di vivere la montagna. Per merito di un ingegnere e un imprenditore che hanno insegnato all'Europa a viaggiare appesi a una fune.
 
 

D’ingegno, virtù

Questa storia inizia tra le file dei Kaiserjäger, i cacciatori dell'imperatore, il gruppo militare che durante la Grande Guerra occupava gli avamposti alpini per difendere i territori austroungarici. Quella che oggi è una bella fetta d'Italia (Alto Adige, Trentino, Friuli), allora apparteneva ancora agli Asburgo. Nel 1916 l'ingegnere Luis Zuegg, membro del genio militare, si vide consegnare delle funi più corte di duecento metri del previsto. Come avrebbe potuto costruire la teleferica del Monte Rovere, situato nell'odierno Trentino? Il completamento di un'importante operazione militare rischia così di saltare completamente. Zuegg fa di necessità virtù. Contro ogni norma vigente, oltre che contro le conoscenze tecniche del tempo, propone di costruire ugualmente la teleferica, tendendo maggiormente le funi. Pur di non compromettere l'operazione militare i vertici del comando accettano la proposta. Con sua stessa sorpresa, Zuegg constata che la teleferica costruita (tra l’altro nei termini stabiliti) non solo non è pericolosa, raggiunge anche una maggiore velocità.

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Il re delle funivie

Luis Zuegg è l'artefice dell'introduzione di tre sistemi che cambieranno per sempre la concezione del trasporto su fune: freni automatici sul carrello, telefonia diretta in cabina e riduzione del grado di sicurezza (quest'ultima sviluppata proprio durante la guerra). La seconda innovazione, il freno montato sul carrello di ogni cabina, è un’innovazione sostanziale del sistema standard, in cui era previsto un apposito filo frenante. Zuegg elimina semplicemente una corda inutile, ottenendo una nuova disposizione dei freni che comporta una riduzione dei costi di logoramento. Infine, la telefonia su gondola è l'ultima grande sorpresa dell'ingegnere di Lana: le corde portanti delle funivie funzionano come cavi telefonici. Per farlo Zuegg sviluppa un sistema, ancora oggi in uso, che isola la corda portante da quella traente.

Grazie alla sperimentazione bellica, ormai affermato imprenditore dello scenario altoatesino, nel 1953 Zuegg compie un'altra impresa: riduce drasticamente i piloni di sicurezza della funivia di Monte San Vigilio presso Merano. Dei ben trentanove piloni esistenti ne rimangono solo quattro. Avanguardia pura. La funivia di San Vigilio, costruita dallo stesso Zuegg nel 1912, già in principio rappresentava un record in Europa: era una delle prime funivie destinate al trasporto passeggeri. Il vero primato, tuttavia, spettava al Colle di Bolzano.

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Il primato: la funiva del Colle a Bolzano

"Era il periodo delle grandi invenzioni", ci racconta Wittfrida Mitterer, ideatrice del Curatorium per i beni tecnici culturali e curatrice del Museo della tecnica dell'Alto Adige. Prima c'erano i cavalli e le slitte. Con l'avvento del progresso e della fiducia nel futuro, nel XX secolo in Alto Adige giunge il momento delle funivie. Il mondo è in fermento: Gustave Eiffel ha da poco ultimato la sua tour a Parigi, le locomotive rendono le distanze più brevi ed Henry Ford sviluppa lo storico modello Ford-T. Nel frattempo in Alto Adige il progresso pende a una fune. Letteralmente. Le cremagliere sono troppo costose e non possono essere il futuro per il traporto delle persone in montagna. È il momento giusto per pensare a una nuova soluzione.

"La soluzione per superare i dislivelli è la funivia elettrica che ha bisogno solo di cavi, gondole ed energia elettrica", continua Wittfrida Mitterer. Il pionierismo altoatesino delle funivie d'inizio secolo ha un nome: Josef Staffler. Un uomo venuto dal nulla che con il suo spirito pionieristico sfida persino le leggi dell'imperatore. Anche nel suo caso, come per l'ingegner Luis Zuegg, è la necessità a fargli aguzzare l'ingegno. Grazie a un grandissimo senso degli affari, Josef Staffler è il primo hotelier a dotare il proprio hotel di una funivia: la prima ufficialmente adibita al trasporto passeggeri. È la funivia del Colle, ultimata nel 1908.

Gli impianti a fune in ambito urbano sono ancora sottovalutati. Va cambiata l'idea che la funivia si può vedere solo in montagna. Giorgio Pilotti, responsabile vendite nazionali LEITNER Ropeways

In lotta col potere

Josef è un uomo dal carattere intraprendente e un incredibile fiuto per gli affari. La sua ascesa si colloca in un periodo felice: agli inizi del '900 la Bolzano bene scopre i piaceri della vita all’aria aperta, delle passeggiate e delle cure termali. Staffler prende in gestione il ristorante della stazione che diviene ben presto luogo di ritrovo per i Bolzanini. Non passa molto tempo prima che riesca ad acquistare nel 1899 il maso "Uhl" situato a 1190 metri s.l.m. sul monte Colle, con una stupenda vista panoramica sulla conca di Bolzano.

Ecco che l'oste Staffler diviene imprenditore. Con ambiziosi progetti. Da alcuni decenni la zona in cui si trova il maso è luogo di ritrovo per la famiglie più abbienti di Bolzano alla ricerca della Sommerfrische, un'espressione attualmente in uso in Alto Adige, che sta per la freschezza silvestre delle montagne, da godere proprio quando l'afa invade la città. L'hotel sul Colle è quindi un ottimo investimento. C'è solo un problema: è raggiungibile soltanto tramite un percorso sterrato di circa due ore, troppo perché l'hotel si trasformi in un amabile ritrovo per famigliole felici.

Così quando Staffler riceve una diffida da parte delle autorità riguardante l'utilizzo della teleferica del suo hotel, l'imprenditore trasforma questo impedimento in un'abile contromossa. Nel 1900 fa richiesta alla Sottoprefettura di Bolzano per la costruzione di una funivia adatta anche al trasporto delle persone. Dopo l'esame del suo progetto nel 1905 viene concessa solo la costruzione di una teleferica per trasporto merci. Solo in seguito a un riesame da parte della Sottoprefettura si ammette che venga usata per il trasporto passeggeri. È il progresso: nel 1908 Bolzano, pur essendo una cittadina provinciale del Tirolo, può vantare di aver costruito la prima funivia al mondo ufficialmente adibita al trasporto persone. Turisti e locali giungono appositamente per "ciondolare" sulla gondola a sei posti.

L’avvento di una nuova era

Nel 1910, per volere delle autorità, la funivia del Colle viene chiusa. In soli due anni di funzionamento la funivia aveva trasportato più di 105.000 passeggeri. Staffler non si da per vinto. Pianifica la costruzione di una nuova funivia più sicura e futuristica di quella già esistente. Il primo viaggio ufficiale della seconda funivia del Colle avviene il dieci maggio del 1913. Questa volta il progetto è interamente sudtirolese: la ditta di realizzazione è la LEITNER di Vipiteno. È un nuovo primato: in quel momento due delle quattro funivie adibite al trasporto passeggeri esistenti al mondo erano in Alto Adige.

Quella che oggi porta il nome di LEITNER Ropeways, leader mondiale di sistemi di trasporto a fune, è in origine un'azienda di costruzione di macchine agricole e turbine idrauliche. La prima grande impresa "alpina" della ditta è proprio la costruzione della funivia del Colle per l’albergatore Josef Staffler.

La strada del progresso

L'innovazione nel trasporto a funi porta la firma LEITNER Ropeways. Fondata nel 1888, oggi l'azienda è leader a livello mondiale nel settore. Una delle sue più grandi innovazioni è la "morsa automatica LEITNER", utilizzata per la prima seggiovia quadriposto ad ammorsamento automatico realizzata nel comprensorio turistico della Val d’Ega nel 1985.

Dal XX secolo a oggi questi sistemi di trasporto su fune, sviluppati come soluzioni alpine, sono avanguardisticamente applicati anche ai trasporti urbani. Dove il traffico su terra non basta, la funivia è un'integrazione. Secondo Giorgio Pilotti, responsabile vendite nazionali LEITNER Ropeways, "gli impianti a fune in ambito urbano sono ancora sottovalutati. Va cambiata l'idea che la funivia si può vedere solo in montagna". Il sistema di trasporto con funi travalica le piste da sci per entrare nelle città. A Napoli e a Capri le funicolari hanno ormai fatto storia. A New York la cabinovia è diventata il secondo mezzo per superare l'East River con vista sui grattacieli di Midtown. Il prossimo impiego delle funivie? Negli aeroporti, come shuttle tra un terminal e l'altro.

Testo: Dora Vannetiello
Video: Andreas Pichler

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