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dicembre 2016

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Pantaloni d’altri tempi

Norman Ventura lascia un posto sicuro per dedicarsi ad un mestiere antico: il sarto. E cuce pantaloni in pelle come una volta.

Il treno si ferma alla stazione di Salorno. Scendo in mezzo alla piana della Val d'Adige. Sto per raggiungere Norman Ventura nel suo nuovo laboratorio, il “Salurner Lederhosenschneiderei”, dove realizza Lederhosen: pantaloni da uomo in pelle, tipici di Alto Adige, Tirolo, Svizzera tedesca e Baviera.

Faccio una breve rampa di scale che mi porta nel primo dei due locali che costituiscono il nuovo laboratorio. La mia mano scorre su una elegante ringhiera in ferro battuto creata appositamente dal nonno. Norman mi offre un caffè fatto con la moka e ci sediamo ad un tavolo di legno, in uno spazio rivestito in perline di legno che ricorda il tipico soggiorno delle zone alpine di lingua tedesca, la stube. In un angolo c’è un camerino dove provare i pantaloni appena realizzati.

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discover Lederhosen

Lederhosen disegnati e cuciti da Norman. I tradizionali pantaloni da uomo in pelle vengono indossati con orgoglio in Alto Adige, a tutte le età.

Norman è gentile, riservato e risoluto. Madrelingua tedesca, parla perfettamente italiano, ma anche dialetto trentino. È giovane, classe 1991, eppure ha già fatto in tempo a lasciare il suo posto di lavoro sicuro in un ufficio ingegneristico per dedicarsi al 100% ai Lederhosen.

norman e lo steg

discover Sarto di Lederhosen

Norman è l'ultimo sarto di Lederhosen rimasto in Alto Adige. Disegna e cuce con cura ogni dettaglio delle sue creazioni tradizionali.

#1

I cervi dello Stelvio

Chiedo a Norman dove si procura la materia prima. È pelle di cervo, animali di solito catturati nel Parco Nazionale dello Stelvio, con la caccia di selezione. Si rifornisce dall’ultimo conciatore artigianale altoatesino, che non fa avvicinare nessuno ai suoi laboratori che racchiudono segreti centenari.

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discover Pelle di cervo

Pelle di cervo, conciata con metodi tradizionali dall’ultimo conciatore altoatesino.

Adesso sono proprio curiosa. È ora che Norman mi spieghi come sono fatti questi Lederhosen. Mi faccio portare nell’altra sala a vedere il vero e proprio laboratorio. Rimango stupita dalla vastità degli spazi rispetto alla stanzetta degli esordi, ricavata in un piccolo spazio a casa sua. Lo avevo visitato qualche mese fa. Per due anni ha lavorato in casa, prima di riuscire ad acquistare il nuovo locale, nell’estate del 2016.

Ora tutte le strumentazioni e tutti i macchinari hanno trovato il loro spazio. Diversi scaffali pieni di pellami, sagome e stampi, colle e fili. Tre macchine per cucire e diversi tavoli, dedicati a diverse fasi di lavorazione dei Lederhosen. Una sorta di pressa attira la mia attenzione. Serve per ritagliare perfettamente i vari elementi ricorrenti nei pantaloni.

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discover Sarto alla pressa

Norman alla pressa, che sta per ritagliare le strisce in pelle per realizzare la treccina che scende dalla pettorina, chiamata “Steg”.
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discover Sagome del sarto

Le sagome che vengono messe nella pressa per ritagliare perfettamente alcuni elementi dei Lederhosen.

#2

Pantaloni di una volta

I Lederhosen erano i resistenti pantaloni usati per centinaia di anni per lavorare sulle montagne alpine. Idrorepellenti, non puzzavano e potevano quindi venire cambiati di rado. Norman, molto legato alla sua terra e alla sua storia, ci tiene a precisare che era anche una componente del vestito di inizio ‘800 delle milizie volontarie Schützen, capeggiate da Andreas Hofer, eroe altoatesino nato in Val Passiria. Sono stati proprio gli Schützen, oggi in veste di associazioni folkloristiche, a fargli venire l'idea di diventare sarto. Con la pelle si è sempre divertito, ma mai aveva provato a creare dei pantaloni. È così che è nata questa passione.

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discover “Steg”, la pettorina dei Lederhosen

Lo “Steg”, la pettorina, dove vengono ricamati gli elementi distintivi di chi indossa i Lederhosen, ad esempio lo stemma della zona di provenienza e le iniziali.

Notati da ricchi in villeggiatura , i Lederhosen sono stati poi successivamente impreziositi di ricami legati alla provenienza e al ceto sociale di chi li indossava, una sorta di carta d’identità. Ora sono assurti al rango di abbigliamento tipico da festa, utilizzati da bande musicali, cori, corpi di ballo tradizionali (come gli Schuhplattler, letteralmente “battitori di scarpe”).

Lederhosen in breve

Due modelli base:
#“Kniebundhosen”, lunghi fino al ginocchio
# "Seplhosen”, una volta portati solo dai bambini

Tanti particolari:
# “Himmelstor” (portone del paradiso) oppure “Sautirl” (la porticina per la scrofa): una grande patta sul davanti, che permette di non doversi cavare del tutto i pantaloni in caso di necessità fisiologiche
# “Messertaschl”, il taschino per il “Fuhrmannsbesteck”, le posate del condottiero, costituite da coltello, forchetta a due rebbi e un punteruolo… o, più prosaicamente, per lo smartphone

Tempo per crearli:
# 3-4 giorni per modelli semplici
# 1 settimana per modelli più complessi

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discover Taschino laterale dei Lederhosen

Il “Messertaschl”, il taschino laterale in cui tradizionalmente veniva messo il “Fuhrmannsbesteck”, il kit per essere pronti per ogni evenienza.

#3

Un fratello apprendista

Mentre mi perdo con Norman nella storia e nei costumi locali, ci raggiunge un altro ragazzo, il fratello Thomas, più espansivo, sorridente e muscoloso di Norman, ma altrettanto deciso. Nonostante sia ancora più giovane di Norman, di lavori ne ha già fatti parecchi, come il bracciante agricolo, il buttafuori, il giocatore di basket… Adesso sta imparando il mestiere, per dedicarsi anche lui alla stessa arte del fratello.

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discover I fratelli Ventura

Thomas Ventura, pronto a seguire le orme del fratello Norman.

Presto saranno uniti per portare avanti un lavoro che in Alto Adige era ormai estinto. Tutti i sarti storici sono andati in pensione. Nei negozi di abbigliamento tradizionale si trovano ormai troppo spesso modelli realizzati in Pakistan e Bangladesh da persone sfruttate e immerse in prodotti chimici pericolosi e inquinanti. Sono quelli che costano poco, e durano poco. I pantaloni in pelle che realizza Norman resteranno nel tempo e potranno ricominciare ad essere ereditati di generazione in generazione.

Testo, foto e video: Elisa Nicoli