Nel maso delle meraviglie

Uno scrittore proveniente dal mare si misura con le montagne: le Dolomiti viste con gli occhi di Erri De Luca.

  • settembre 2015

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Nel maso delle meraviglie

Uno scrittore proveniente dal mare si misura con le montagne: le Dolomiti viste con gli occhi di Erri De Luca.

Scalo d'estate tra le cime delle Dolomiti, prendo stanza alle pendici delle Conturines in Val Badia. A fine giornata vado a trovare una coppia di amici che hanno un maso a Pedraces, dirimpetto al Sass Dla Crusc, la grande bastionata a strapiombo, dove hanno aperto vie i forti scalatori a partire dagli anni '60 in poi.

I miei due amici sono una strana coppia, entrambi contadini, entrambi artisti. Lei Roberta Dapunt scrive poesie e le pubblica nelle sue tre lingue, italiano, ladino, tedesco (qui nominate in ordine alfabetico). Lui, Lois Anvidalfarei, dal difficile cognome ladino, è scultore in bronzo. Una delle sue stature si trova nella mia stanza circondata da libri.

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Profumo di Dolomiti

Tutti e due allevano le scontrose mucche di razza Shprinze , falciano i loro prati che bastano a nutrirle per l'inverno con l' erba profumata dell'estate. La stalla è tenuta in ordine come una stanza di casa. Frequento il loro maso da molti anni, ho seguito la crescita delle due figlie Anna e Maria, che oggi studiano arte in Val Gardena. Lois e Roberta curano un loro speck prezioso, custodito, strofinato, carezzato in cantina tutto l'inverno per farlo fiorire in primavera sopra i piatti bianchi, tagliato a filo di rasoio e pronto a squagliarsi sotto il palato.

Sul prato intorno al maso le statue di Lois sono ormai un' assemblea, ospitale come il loro artefice: non scacciano anzi invitano i corvi, i caprioli, i cervi, le volpi. La superficie cupa del bronzo spicca sull'erba e sotto le conifere. Sono nate lì, formate a gesso prima di attraversare il fuoco della fornace di fusione.

D' estate la stalla è vuota, le bestie sono ai pascoli alti. Allora nel suo interno si ospitano concerti. Arrivano musicisti da ogni punto della rosa dei venti e avvengono incontri solenni e antichi tra i suoni, il fieno, il legno. All'esterno i larici e gli abeti alle pendici del Gardenaccia accennano a un ballo con i rami.

Resto davanti al maso a guardare il Gran Muro del Sass Dla Crusc, risalgo con gli occhi le linee che ho scalato in punta di dita, le due vie di Messner, il diedro di Mayerl.

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Cercatori di confini

La luce del tramonto di luglio non è carezza su quella superficie, ma un erpice che la scortica e l'arrossa. E se subito dopo è plenilunio, il Gran Muro passa dal rosso di Tiziano all'argento di una moneta. Lì da loro ho incontrato Fero, il cercatore di erbe, scarno come un bastone, gli occhi che frugano il bosco puntati dritti in faccia a scorgere l'invisibile solo a lui evidente. E dopo quello sguardo uno sa se è ammesso nel cerchio del suo metro o espulso senza appello.

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Sono di Napoli e non sono mai stato a Pompei, Lois e Roberta sì. In cambio, loro vivono tra i monti e non hanno mai scalato le pareti intorno. Allora qualche volta ho portato Lois a scalare. Gli riesce, anche se è massiccio. Lo fa con gusto. L'ho calato dalla cima della Torre del Falzarego e non ha sbarrato gli occhi, anche se lo scarso centimetro di spessore della corda non gli sembrava sufficiente a reggerlo nel vuoto.

Roberta ha scritto qualche suo verso sulla porta della stalla. E' un buon gesto. Le poesie vogliono uscire dai libri, salire sulle bocche di chi le legge a un altro, prendere pioggia sopra un muro. I versi vogliono aria e lì davanti al maso, a 1400 metri sul livello del mare, c'è di quell'aria che pulisce gli occhi meglio del collirio. Quando riparto e li abbraccio, mi rimane l'effetto di avere stretto due alberi.

Testo: Erri De Luca
Immagini: Riccardo De Luca, Veronica Solari

de luca foto di veronica solari

Sull'autore

Erri De Luca (Napoli, 1950) è stato militante politico di sinistra, volontario, operaio. Oggi i suoi libri sono tradotti in trenta lingue.Il suo primo romanzo, "Non ora, non qui", è stato pubblicato in Italia nel 1989. Collabora a diversi quotidiani italiani ed esteri. Per il cinema ha scritto i cortometraggi: "Di là dal vetro", "Il turno di notte lo fanno le stelle" (premiato al Tribeca Film Festival di New York 2012), i lungometraggi "La Musica Provata" e "Alberi che camminano". A teatro ha portato in scena "In nome della madre", "Chisciotte e gli invincibili", "In viaggio con Aurora", "Chisciottimisti".

È nato sul mare ma l’istinto lo porta ad arrampicarsi. In questo senso è un abitante stagionale delle Dolomiti, che scala per provare ad oltrepassare i confini.