Legna da ardere… sostenibile!

Un ovile, molte cataste di legna, un gassificatore di legna. All’hotel Leitlhof si vive e si fa vacanza in autarchia energetica.

  • maggio 2016

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Legna da ardere… sostenibile!

Un ovile, molte cataste di legna, un gassificatore di legna. All’hotel Leitlhof si vive e si fa vacanza in autarchia energetica.

Ha solo 25 anni ma Stephan Mühlmann ha già il suo bel da fare. Si è rimboccato le maniche e oggi è contadino, allevatore e soprattutto è colui che ha risolto i problemi dei costi di energia all’hotel Leitlhof di San Candido.

L'hotel appartiene alla sua famiglia dal 1993.
 
Stephan riesce a ritagliare un pochino del suo tempo per spiegarmi la sua passione e soprattutto gli ambiziosi risultati che ha raggiunto. E ne sono bene felice, è una gioia ascoltare questo giovane visionario, che è sempre rimasto però con i piedi ben ancorati a terra. Ha gli occhi che brillano mentre mi raccolta la sua storia.
 
C’è una cosa che mi è immediatamente chiara: ha vinto la sua sfida.

È un ragazzo polivalente, fa un sacco di cose. E in tutte ci mette una gran passione. Nel 2011 il padre gli diede un terreno. Stephan si rimboccò immediatamente le maniche: costruì un maso e comprò delle pecore, oggi ne ha 60. Probabilmente tutto partì proprio da lì, da quell’impianto fotovoltaico che decise di mettere sul tetto del maso. “Mi piaceva l’dea di produrre in modo autonomo l’energia elettrica – spiega con naturalezza –. Sembrava un meccanismo molto semplice”.

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E proprio con questa apparente semplicità affrontò anche il problema dei costi energetici dell’hotel di famiglia, il Leitlhof. “Dopo l’ampliamento del reparto wellness le spese sono andate alle stelle – prosegue Stephan -. Erano decisamente troppo alte da sostenere”. Eh si perché a San Candido, in Val Pusteria, fa freddo. Molto freddo in inverno. E mantenere piacevole la temperatura interna dell’hotel e soprattutto quella della piscina esterna riscaldata, non è cosa facile. “Inizialmente abbiamo pensato ad una caldaia – racconta Stephan, – ma non era una buona soluzione”. E nel frattempo Stephan aveva iniziato ad interessarsi agli impianti di biogas. E proprio mentre raccoglieva esperienze e informazioni, arrivò per caso l’incontro che cambiò tutto. Conobbe un’azienda germanica che aveva da poco costruito un impianto di gassificazione di legno. Essiccatoi e sistemi idraulici divennero da allora la sua passione.

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E poi ovviamente c’è il legno. Ne vedo numerose cataste, proprio davanti all’ovile. Il legno per Stephan è materiale da costruzione, ma anche combustibile. È un materiale eccezionale per i principi della sostenibilità. “Quando vedo un albero caduto al suolo nel bosco, inutilizzato, mi piange il cuore”. Da anni la natura è parte della vita di Stephan. 

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Bastano pochi minuti di macchina per spostarsi dall’ovile al cuore energetico dell’hotel. Stephan apre la porta in legno, mi sorprende un’ondata di aria calda, c’è un gran rumore. Un motore gira, il secondo è fermo. “Mi serviranno almeno tre ore di lavoro per riavviarlo – sospira Stephan mentre grada l’orologio che ha al polso –. Forse si è sporcato il filtro”. Ammiro il labirinto di tubi di questo gigantesco impianto. Il cippato viene essiccato nei silos due piani più sotto. “È come una costruzione di lego?” chiedo affascinata. “Più o meno” risponde Stephan con un sorriso.

L’impianto di gassificazione di legno dell’hotel Leithof è nato nel maggio 2012. Nessuno aveva mai realizzato un macchinario simile di pari dimensioni. Stephan Mühlmann ci è riuscito, a soli 21 anni.

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Ma come ci sei riuscito?

Ho viaggiato, fatto ricerche e visitato altri impianti. Ho cercato il meglio da ogni esempio simile. E così è nato un concetto genarle per questo impianto, unico. È stato immediatamente riconosciuto come particolarmente innovativo.

Detto così, sembra piuttosto semplice. Mi sbaglio?

Stephan sospira.
La macchina che produce l’energia è un blocco standard. I problemi sono arrivati per la realizzazione dell’infrastruttura generale. Avevo un’unica possibilità: copiare le buone pratiche già esistenti e realizzare un impianto specifico per le nostre esigenze.

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E pensare che non avevi nemmeno una formazione specifica in campo tecnico!

Catapultato in questo mondo, mi sono dovuto arrangiare. La passione per i motori non era nuova per me, già da adolescente facevo gare di motocross e mettevo mano personalmente al motore.

I numeri dell’energia in Alto Adige:

Centrali idroelettriche

930

Impianti a biogas

30

Impianti eolici

10

Impianti di combustione di biomassa

7.000

Centrali di telerisc. da biomassa

66

Know-how specifico non ce n’era ancora e la strada che hai percorso era sicuramente buona, ma non ancora perfetta. Ogni guasto è stato un bel grattacapo?

Assolutamente! Appena ho messo in funzione l’impianto, dormivo nell'ufficio accanto alla macchina, su un materassino. Potevano presentarsi problemi di ogni tipo, a qualsiasi ora del giorno. In questi 3 anni e mezzo l’impianto si è spento in media ogni 13 ore. Ogni volta lo abbiamo dovuto riavviare manualmente. Mi ha salvato la collaborazione di Hannes Brugger. Ha solo 24 anni, ma è idraulico e tagliaboschi. Una combinazione perfetta per le nostre esigenze.

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Dal legno all’energia, spiegaci il percorso.

La soluzione del problema l’hai trovata sotto casa. L’hotel Leitlhof infatti è proprio a ridosso di uno splendido bosco. 
Si inizia ovviamente tagliando la legna. Il 35% di quella che utilizziamo arriva direttamente dai nostri 25 ettari di terreno e la tagliamo personalmente. La stocchiamo per circa un anno, in modo che arrivi a perdere gran parte della sua umidità. Ma ancora non è sufficiente. Usiamo un essiccatoio industriale per abbassare l’umidità del cippato sotto il 10%. E solo allora la legna viene introdotta nell’impianto di gassificazione.

Il gas di legna si trasforma in energia. Assolutamente sostenibile. L’hotel Leitlhof viene alimentato così. Il risultato? Un hotel energeticamente autarchico. 

Testo: Valentina Casale
Foto: Ivo Corrà
Video: Veronika Kaserer

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Energia dal lago di Resia 

Un tempo al Passo Resia si trovavano tre laghi naturali: il lago di Resia, il lago di Curon e il lago di San Valentino alla Muta. Con la costruzione di una grande diga nel 1950 i tre laghi vennero unificati provocando la completa sommersione dell’antico centro abitato di Curon, che venne trasferito più a monte. I lavori di costruzione, avviati già nel 1939, permisero di sfruttare i tre laghi per la produzione di energia idroelettrica.