Fuochi nel cielo

Questa è la storia di una notte in cui dischi infuocati disegnano scie luminose nel cielo della Val Venosta.

  • settembre 2015

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Fuochi nel cielo

Questa è la storia di una notte in cui dischi infuocati disegnano scie luminose nel cielo della Val Venosta.

Il dieci agosto in Italia è una notte magica, in cui si attende di poter ammirare le stelle cadenti. Eppure, in Alto Adige c’è un’altra notte di magia e scie luminose in cui, sebbene non si vedano stelle cadenti, nel cielo si apre comunque uno spettacolo che toglie il fiato. È una notte molto particolare che nell’Alta Val Venosta prende il nome di "scheibenschlagen"(pronuncia: sciaibenshlagen). Questa notte, che ricorre ogni anno durante la prima domenica di quaresima, è attesa in Val Venosta con impazienza, perchè i venostani sanno come rendere la notte più calda e il cielo stellato più luminoso. Con il fuoco.

Scacciare l’inverno, invocare la luce

Proprio quando la neve si scioglie, la natura lentamente si risveglia e il sole inizia a scaldare la terra, allora si svolge lo scheibenschlagen, in un momento particolarissimo dell’anno: durante la transizione dall’inverno alla primavera. In questo delicato passaggio i contadini vogliono e devono propiziare la terra e i raccolti. Per farlo devono scacciare i "demoni" del signore inverno. Così, armati di paglia, fuoco e dischi ardenti, scacciano l’oscurità, il freddo e il vento  dalla Val Venosta richiamando giorni più lunghi e temperature più miti: al fuoco e alla sua luce incandescente affidano questo compito simbolico.

Che senso di liberazione si provava durante lo scheibenschlagen, quando sfidavamo l’oscurità con un grande fuoco, quando lanciavamo nella notte il disco infuocato: più lungo è il volo, maggiore la fortuna. Sebastian Marseiler, scrittore e documentarista

La scheibenschlagen consiste nel lancio di dischi ardenti nel buio della notte. Tale rito deriva da una tradizione plurisecolare così antica, che non è possibile risalire con certezza alle sue origini. Si dice che possa essere una tradizione dei reti, l’antico popolo che abitava queste zone, oltre al Veneto e all’Engadina, in seguito sottomesso dai romani. Albert Pritzi, guardia forestale e appassionato conoscitore di questi luoghi, sostiene si tratti invece di una tradizione alemanna. Qualunque siano le origini, il rito del "lancio dei dischi" non solo si è conservato fino ad oggi, ma ha anche mantenuto tutta la sua potenza mistica.

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Non è roba da donne

A Tarces sono i singoli cittadini e non la municipalità a occuparsi dell’organizzazione dello scheibenschlagen. Ogni anno nella prima domenica di quaresima subito dopo pranzo, gli uomini di Tarces si dirigono verso la collina portando lunghi tronchi di larice e paglia. Hansjörg Eberhöfer è uno di loro. Un venostano verace, un'autorità da queste parti in fatto di scheibenschlagen. Di donne nemmeno l’ombra perché "lo scheibenschlagen è roba da uomini", spiega Hansjörg. E agli uomini spetterà anche la ricompensa: una lunghissima merenda a base di speck, salsicce, formaggio e birra in attesa che il sole tramonti e il rito possa iniziare.

La collina di Tarces è già di per sé un luogo affascinante, non solo per la sua insolita posizione ma anche per la storia che la caratterizza. Miti e leggende accompagnano la storia di questo lieve promontorio della Val Venosta, ma anche vicende recenti e reali, storie di guerra, come il bunker che Mussolini ha fatto costruire proprio sotto la collina. Albert Pritzi, che si improvvisa nostra guida, conosce ogni angolo di questo luogo e ci porta fino alla chiesetta di S. Vito che sovrasta il paesino di Tarces. Si dice che ascoltando con attenzione il suono delle campane della chiesa le si possa sentire cantare e dire in dialetto venostano: "vieni presto, va’ presto". Mentre il sole inizia a calare, Albert ci incita a tornare alla strega perché il rito sta per cominciare.

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Desideri che prendono vita

Man mano che giunge il tramonto si avvicina il momento magico in cui non più il sole, ma il fuoco farà brillare il cielo e i dischi ardenti faranno concorrenza al bagliore delle stelle. Poco dopo le sette, la collina è silenziosa, sembra che nulla si muova. L’aria è fresca e regna un’atmosfera quasi surreale, mentre il cielo si apre dietro i monti in una netta sfumatura che va dal bianco al blu intenso. Lo scheibenschlagen inizia quando si accende un maestoso fuoco e si preparano le "scheiben" i dischi in legno. È sorprendente notare che questi dischi non sono rudemente intagliati, al contrario, alcuni sono finemente sfaccettati, quadrati, tondi, elaborati, dipinti, tutti in legno di cirmolo. Alcuni padri affettuosi hanno lasciato che i dischi venissero firmati e disegnati dai propri figli, a dimostrazione di un’attenzione, una cura per i dettagli e un legame indissolubile con il legno, la materia, la famiglia e la natura. Ogni particolare è importante, perché lanciare quei dischi non è solo una tradizione, ma un rito propiziatorio. Ognuno scaglierà un disco dedicandolo a una persona cara o una situazione che ha a cuore: l’amata, la famiglia, il proprio campo, la propria casa, la comunità.

La litania dello "scheibenschlagen"

Il disco che ho in mano ora lo tiro lontano
e se a Dio piace ci sarà un buon raccolto e pace.
Formaggio in sporta, vino in bottiglia
grano nella madia, strutto in padella
e aratro nella terra,
guarda come lontano questo disco atterra.

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Stelle "volanti"

 I dischi, tenuti attraverso rami di nocciolo, vengono bruciati nel rogo scoppiettante finché non diventano incandescenti. A quel punto, vengono estratti dal fuoco, scossi, agitati in movimenti circolari, e infine lanciati. Li si vede illuminarsi ad ogni movimento nel buio, quasi ardessero di vita propria, mentre il lanciatore passa in secondo piano, finché non pronuncia le parole del rito. Dopo l'invocazione alla buona sorte, non resta altro che lanciare. Come un arciere, il lanciatore scocca con forza e maestria il disco nel cielo sperando che il lancio sia il più alto possibile. Lo spettacolo è mozzafiato: i dischi si susseguono ardenti come stelle cadenti, disegnando parabole incandescenti a volte più alte, altre più lunghe. E’ uno scenario che ammalia e fa sentire parte della magia, ma crea anche un senso di appartenenza, di comunità. Al vederlo si comprende perché questa ritualità è sopravvissuta fino ad oggi: i venostani tengono viva la tradizione del lancio dei dischi per sé stessi, per i propri figli, per preservare le proprie terre e le proprie radici.

Persino a noi "forestieri" i venostani riservano una sorpresa: Hansjörg sale sul promontorio con il disco infuocato e intona la litania in nostro nome. Siamo preoccupati: qualora dovesse andar male sarebbe presagio di un anno negativo. Per fortuna è un lancio molto lungo e tiriamo così un respiro di sollievo.

Dopo i lanci, giunge il momento più solenne: il rogo della strega, una croce alta 15 metri su cui si sovrappone una forma triangolare. Essa è il simbolo del connubio tra sacro e profano che si uniscono nel rito dello scheibenschlagen, un rito che ha radici pagane così antiche e profonde nella popolazione venostana, che né la chiesa cattolica, né i tempi moderni sono mai riusciti a reprimere.

Lo scheibenschlagen è un mondo in cui storia, leggende, religione e tradizioni si fondono a tal punto che è difficile scindere l’una dall’altra. È un rito che attira per bellezza e che sconvolge per la propria forza allo stesso tempo. Un momento che incanta, tanto da restarne quasi stregati, che passa per la forza del fuoco e la bellezza della natura e penetra sotto la pelle.  

Testo: Dora Vannetiello
Immagini: Consorzio turistico Val Venosta, Dora Vannetiello

Scheibenschlagen 2019 - Lancio dei dischi ardenti

10 Mar

Dove: Colle di Tarces in Val Venosta