Erbe spontanee

Tornando a casa, ho aperto il mio quaderno degli appunti e ci ho trovato dentro fiori, foglie e ramoscelli essiccati.

  • maggio 2016

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Erbe spontanee

Tornando a casa, ho aperto il mio quaderno degli appunti e ci ho trovato dentro fiori, foglie e ramoscelli essiccati.

È un’abitudine che ho fin da piccola: nascondevo tra le pagine di un libro i fiori del giardino per ricordarmi i profumi dell’estate, qualche foglia staccata dalle piante che crescevano lungo la strada per conservare la memoria di una camminata nella campagna irlandese, il primo ramoscello di mimosa che mi ha regalato Tommaso.

Quanta magia, quanta poesia, in un fiore dai petali quasi trasparenti o in una foglia ormai ruvida e fragile come pergamena… Siegi Platzer ha fatto di questa magia la sua vita.

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Le erbe spontanee di Siegi

Sono dodici anni che Siegi coltiva e raccoglie erbe spontanee all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio. È arrivato a questa sua seconda vita quasi per caso. Ha lavorato per ventiquattro anni in banca, ma poi si è reso conto che gli mancava il rapporto con la natura. Voleva dedicarsi all’agricoltura, farne la sua prima attività: ha quindi cominciato la coltivazione di erbe in un campo poco sotto il paesino di Stelvio.

Suolo, terra, sole, esposizione a sud, altitudine: tutto è perfetto e concorre alla produzione di erbe officinali che poi potranno essere usate per preparare tisane o in cucina.

Natura e pazienza

La coltivazione è biologica, gli equilibri che si instaurano tra le piante che crescono vicine sono del tutto naturali. La terra è lavorata esclusivamente a mano, per preservare il delicato sistema del suolo. I fiori sono colti uno a uno, a mano, con pazienza, giorno dopo giorno.

Le ore passano nei campi a raccogliere le erbe, mentre tutto attorno c’è un silenzio pacifico, rotto soltanto dal tintinnare delle campane delle mucche in lontananza, da una signora che sbatte i tappeti in una casa più sopra o da un contadino che canta in un campo poco lontano.

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Erbe per curarsi, erbe per mangiare

Con Siegi andiamo alla scoperta della malva viola, bianca e nera, della piantaggine, buona per la zuppa, dell’achillea millefoglie, con la quale si può fare una tisana ottima per lo stomaco e la digestione, della melissa e della menta, rinfrescanti in estate. Mentre passeggiamo Siegi si piega, raccoglie un fiore e me lo fa annusare, stacca una foglia e mi invita a masticarla, per sentire poi esplodere in bocca il sapore di menta, o di anice.

C’è l’equiseto dei campi, una delle piante più vecchie al mondo. Più in là, sul ciglio della strada che percorriamo per tornare in casa, il farinello del buon Enrico, uno spinacio di primissima qualità.

Per Siegi non esistono erbacce: ogni pianta ha una sua funzione, un suo scopo, un suo uso in cucina o una sua proprietà sotto forma di tisane.

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Le tisane

Fiori e foglie vengono essiccati in maniera naturale, con pazienza e con il tempo dovuto, mai al sole. Deve mantenersi la qualità del colore dei fiori, perché si mantengano inalterate anche le loro proprietà. Le foglie all’interno di ogni tisana sono intere, a testimoniare ancora una volta come tutto venga ancora eseguito a mano. I rametti che rimangono sono poi macinati per produrre cuscini profumati.

Siegi prepara nell’arco dell’inverno poco meno di cento diverse tisane, tra quelle miste e quelle fatte di un solo tipo di erbe o fiori, che poi vende on line, in Italia e all’estero durante fiere del settore e nel negozio – bistrot della sua compagna Traude.

In cucina con Traude

Anche Traude è arrivata a cucinare con le erbe dopo un percorso lungo e una vita fatta di tante esperienze diverse. Sociologa a Vienna, poi manager della cultura e direttrice di una casa editrice, è stata anche chef di un ristorante a Vienna.

Oggi lavora con il suo compagno Siegi e da poco meno di un anno dirige il Tee Salon di Glorenza.

Qui cucina ogni giorno con erbe fresche e con prodotti biologici locali. Nel suo bistrot potrete fermarvi per una merenda a base di torta e tisana, per uno spuntino o per un pranzo veloce. Il menu cambia di stagione in stagione e ovviamente di giorno in giorno, in base alla raccolta di erbe di Siegi. Speck, crostini con pesti di erbe e semi, zuppe e vellutate, insalate con formaggi caprini locali, gnocchi, torta ai semi di papavero o con prugne essiccate: ogni giorno potete trovare qualcosa da accompagnare a una tisana calmante, energizzante o purificante.

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Esperienze nei campi

Se volete vivere in prima persona la raccolta delle erbe spontanee con Siegi, imparare da lui a riconoscerle e ad apprezzare le loro molteplici virtù, contattatelo. Vi offrirà vitto e alloggio in cambio di un po’ di aiuto nei campi. Da fine giugno fino a tutto agosto, infatti, i campi delle erbe sono in piena fioritura e c’è sempre bisogno di una mano per tenere il passo con i ritmi serrati.

Testo: Giulia Scarpaleggia
Foto: Giulia Scarpaleggia e Tommaso Galli

giulia scarpaleggia

L'autrice

Giulia è una food writer e food photographer toscana. Abita nella campagna tra Siena e Firenze, dove tiene anche corsi di cucina toscana per italiani e stranieri. Racconta delle sue passioni e delle ricette tradizionali di casa sul suo blog www.julskitchen.com e sui social dove la potete trovare come @Julskitchen. Insieme a lei il suo compagno Tommaso, @tommyonweb, che si occupa di comunicazione e fotografia.