Il corteo nuziale

Cosa fare se si desidera che l’inverno lasci presto posto alla primavera? In Alto Adige si organizza un matrimonio.

  • dicembre 2017

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Il corteo nuziale

Cosa fare se si desidera che l’inverno lasci presto posto alla primavera? In Alto Adige si organizza un matrimonio.

L‘entourage: cosa succede nel paese 

Sono più di 600 le persone coinvolte nella preparazione di questo curioso corteo nuziale. Sono solo gli uomini a prenderne parte. Le donne… attendono con un’aspirina in mano i mariti che rientrano dalla festa… ognuno a Termeno ha il suo compito preciso e molti sono organizzati in gruppo, hanno il proprio travestimento e il proprio carro. 

Riposa lì, l’Egetmann Hansl. È in una cassa, vestito di tutto punto con il frack, il cilindro in testa e i guanti bianchi. Un malizioso sorriso sul volto. Attende la sua prossima sposa. Nessuno ricorda ormai quante mogli ha già avuto. Ma quel che è certo è che oltre 600 uomini del paese di Termeno in Alto Adige, non vedono l’ora di godersi le prossime nozze. Qui il 7 gennaio inizia il carnevale. Per mesi tutto il paese partecipa alla preparazione del tradizionale corteo nuziale del martedì grasso. In cosa consiste esattamente? 

La sfilata dell’Egetmann è uno dei più singolari cortei del carnevale di tutto l’arco alpino. La sua tradizione è molto antica. Le sue origini, misteriose. La prima traccia che testimonia l’esistenza di questa particolare sfilata in diverse località della Bassa Atesina risale al 1591. Seguendo Günther Bologna partiamo dal centro del paese di Termeno e scendiamo lungo un piccolo pendio. Arriviamo al garage dell’Egetmann. Gli abitanti di Termeno hanno costruito di propria mano questo magazzino, custode dell’Egetmann e di tutto ciò che accompagna il corteo nuziale. Günther Bologna è il presidente dell’Associazione dell’Egetmann. Gli chiediamo incuriositi cosa fa nella sua vera vita, quando non è impegnato a preparare le nozze di Hansl. Ci guarda stupito… “è questa la mia vera vita – dice mostrando l’interno del garage –. E quando mi avanza tempo faccio il contadino”. Ride, ammiccando comincia a camminare fiero tra i carri preparati per il corteo nuziale. Da bambino iniziava ad andare in giro per il paese mascherato dal giorno dopo l’Epifania. Il carnevale infatti qui inizia il 7 gennaio. E ancora oggi da quella data i giovani trascorrono i pomeriggi a bussare alle porte del paese, mascherati. Fino a martedì grasso libri e quaderni passano in secondo piano. E oggi, come un tempo, i bambini di Termeno non si travestano da supereroe o principessa.

In realtà per capire, sta volta è meglio guardare. Un consiglio, non indossate abiti nuovi… 

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Lo sposo eterno: l’Egetmann Hansl

Ogni due anni l’Egetmann Hansl prende in sposa una nuova moglie. Viene scelta dai consiglieri, gli uomini del potere, vestiti di nero, con un cilindro sulla testa. “La sposa cambia spesso, deve essere sempre giovane – ci spiega Günter Bologna, - perché lo sposo non invecchia mai!”. E non è facile avere questo ruolo… durante il corteo alla sposa è severamente proibito bere vino, per dissetarsi le è consentito soltanto bere grappa, a fiumi! Ah, e vi ho già detto che la sposa è in realtà un uomo? Ecco, ora lo sapete!

L’Egetmann siede sul calesse con la sua sposa. Il corteo che si snoda per le vie di Termeno, si ferma ad ogni fontana. Qui viene appoggiata la scala su cui sale il consigliere con l’ombrello. Vi sale in cima e legge dal protocollo l’offerta di matrimonio dell’Egetmann. Ad ogni frase un “Ohhh” sottolinea l’ovazione dei presenti.

Lo sposalizio, così come lo conosciamo oggi, esiste dall’inizio del XX secolo, in precedenza veniva semplicemente acclamata una giovane donna non sposata che teneva tra le braccia un fantoccio di paglia. La tradizione dell’Egetmann accumunava tutta la Bassa Atesina, ma l’usanza è stata tramandata così a lungo solo a Termeno.

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Attendiamo in piedi davanti alla cassa. Günther Bologna scrolla via un po‘ di polvere e ci avvicina l’Egetmann. “Non temete, prendetelo tra le braccia” ci invita. Mi sembra di essere stata proiettata sul set di un film di vampiri. Riluttante abbraccio lo sposo. È un po’ impolverato, ma sorride… “Avrà ben una trentina di anni questo Egetmann – spiega Günther Bologna –. Non ne ricordo altri. Lo ha realizzato un tappezziere del paese”. Il tempo passa, ma è sempre in forma e di buon umore…

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Nel magazzino Günter Bologna ci mostra un sacchetto pieno di stracci. Scampoli, una vecchia tuta da lavoro, un maglione… “Ce li lasciano fuori dalla porta, a noi tutto può servire” spiega. 
Già molti mesi prima dell’inizio del carnevale si incontrano qui più di 600 uomini – in un paese di 3.300 abitanti. Organizzano i gruppi del corteo, mangiano e soprattutto bevono insieme… e preparano numerose feste durante l’anno, per racimolare qualche soldo. Insieme invocano la fine dell’inverno e una primavera fruttuosa.

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Via lo sporco: le lavandaie

L’inverno deve essere stato davvero difficile considerata la montagna di vestiti da lavare! Certo, io proprio non avrei voglia di immergermi in una fontana in inverno per lavare i panni… Ma le lavandaie di Termeno invece sembra che non vedano l’ora di farlo! 

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Tutti li amano: i Wudelen 

Nessuno sa da dove arrivano, ma senza di loro il corteo dell’Egetmann non sarebbe la stessa cosa. Raggiungono anche tre metri di altezza e pesano 25 – 30 chili. Un sacco a cui è attaccata una testa di drago. Si indossano come uno zaino. Le grandi mandibole sempre pronte a cercare prede. “E ci vuole un bell’allenamento per portarli in giro per tutto il paese” racconta Günter Bologna.

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Vale solo a Termeno: il mulino delle vecchie 

Se funzionasse davvero! Il mulino macina le vecchie e le restituisce giovani e belle. Il carro è accompagnato da quello delle vergini e da "Zenzi" che non vuole diventare giovane.

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È un ciclo che si ripete. Richard Peer, vicepresidente dell’Associazione dell’Egetmann, a carnevale è nel gruppo dei mugnai. Günter Bologna invece è una vera vecchia. “Ma al mercoledì delle ceneri sembro ancora più vecchio!“ ammette ridendo. 

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Tutto ruota intorno alla domanda: chi porta i pantaloni?

Cosa significa che gli uomini sono bloccati in una gerla a testa in giù, oppure spuntano da una cesta a cui pendono anche graziose bamboline di pezza? Le donne cacciano i loro ragazzacci nella cesta o barcollano sotto il peso dei compiti quotidiani? Per gli uomini di Termeno è tutta una questione di interpretazione. Le donne non partecipano alla sfilata dell’Egetmann. Giusto? Günter Bologna spiega: “Sono le donne a truccarci e a cucire le bambole di pezza. E quando arriviamo a casa ci danno un’aspirina!“

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"Burgl" e "Burgltreiber" sono due figure misteriose che non possono mancare nel corteo. Si tratta di un uomo e di una donna; il loro nome ha una origine latina che viene dal verbo "purgare". La donna ha i piedi fasciati con foglie di mais, porta una gerla sulla schiena da cui si intravede una bambola, cioè un bambino, è incatenata da rumorose catene con campanelli. Nella sua corsa cerca di sfuggire la figura maschile che regge un bastone per percuoterla. Inutilmente cerca rifugio negli atrii delle case che incontra, dove richiama l’attenzione con rumore di catene e campanacci, l’uomo la raggiunge e la trascina via con gran profusione di rumore.

Testo: Gabriele Crepaz
Traduzione: Valentina Casale
Video: Alexander Schiebel 

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La sfilata dell’Egetmann oggi

Ai molti può sembrare una rappresentazione assolutamente irrazionale. A ben vedere altro non è che un pezzo di tradizione locale estremante sentita. È stata tramandata negli anni e ancora oggi rivive forte come un tempo. La sfilata dell’Egetmann è un momento di socialità aggregante per tutto il paese di Termeno. Anche se può suonare paradossale, essa non ha bisogno di spettatori: è nata per attori, per divertirsi, per immedesimarsi.