febbraio 2017

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Design contadino

Il designer Philip Santa rinnova l'antica tradizione artigianale contadina in chiave moderna.

Il sapere dei nostri avi, che ha un valore incalcolabile, può essere tramandato e persino perfezionato. Il giovane designer Philip Santa ne è la prova vivente. Si è messo in testa di non lasciar cadere nel dimenticatoio l'arte cestaia che ha imparato dai suoi nonni. "Cerco di contribuire come posso a salvaguardare e tramndare il sapere che mi ha trasmesso mio nonno."

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discover Unico

Il Kit del giovane designer: uno zaino impagliato personalmente da Philip Santa, attrezzi in pregiato legno di noce, una protezione in pelle per la coscia, due libricini - un manuale di istruzioni e un volume di immagini storiche - e infine un dizionario dei termini dialettali dell’artigianato.

#1

Sulle orme del nonno

Philip non è diventato un contadino come suo nonno Franz. Lui è un designer. Ciò che accomuna nonno e nipote è però la passione per il prodotto. Un prodotto non solo funzionale, ma anche esteticamente bello. Fino a poco tempo fa, Franz Fäckl era l'ultimo artigiano rimasto nel comune di Nova Ponente, in val d'Ega, ancora capace di intrecciare la paglia. Philip, intenzionato a non lasciar morire questa conoscenza, ha deciso di seguire le orme del nonno e salvaguardare la tradizione. "La trasmissione dei saperi crea un fil rouge che lega diverse generazioni. Così una comunità si differenzia dalle altre", afferma Philip Santa.

Nel lavoro manuale ho visto un fine antropologico. Questa tradizione va preservata. Philip Santa, designer

Nel 2013 Philip ha conscluso gli studi presso la Libera Università di Bolzano. La sua tesi di laurea è un’accurata documentazione sulla tradizione cestaia altoatesina, ma è anche una reinterpretazione dei materiali, delle forme e degli utensili che vengono utilizzati. Quando lo incontriamo porta uno zaino in spalla - il suo piccolo capolavoro in paglia intrecciata - che contiene strumenti da lavoro.

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discover Bellezza vs. funzionalità

Nel laboratorio di Nonno Franz a Monte S. Pietro vengono creati oggetti e attrezzi che rispondono alle esigenze del loro proprietario. In primo piano un cesto realizzato nello stile di quelli costruiti da Franz Fäckl.

Philip Santa ha realizzato un libro di fotografie della vita quotidiana altoatesina, in cui compaiono oggetti di artigianato locale. Sfogliando le pagine, le immagini diventano via via sempre più pallide e sfocate, simbolo della perdita di valore nelle vite degli altoatesini e della tradizione artigianale, gradualmente sostituita da modernità e tecnologia.

#2

Porte aperte

C'è però anche chi al contrario si impegna quotidianamente nel preservare la tradizione artigiana. L’obiettivo del marchio Gallo Rosso, per esempio, è quello di avvicinare le persone allo stile di vita dei contadini altoatesini, ma anche di stimolare uno sviluppo dell’artigianato contadino che sia orientato alla sua continuità e al futuro. Due contadini e una contadina membri di Gallo Rosso hanno deciso di aprire le porte dei loro masi per mostrare al pubblico i propri prodotti: dal legno alla lana.

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discover Di forma in forma

Philipp Sagmeister, artigiano di Bressanone, ricava dal legno pezzi unici, piatti, scodelle e contenitori. Fin da bambino sedeva al tornio lavorando il legno a modo suo, mantenendone tutte le venature e imperfezioni, per rendere ogni oggetto più unico che raro.
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discover Senti che lana!

Nel piccolo maso di Rita Amort ad Anterivo vivono 30 pecore. Dal loro vello Rita ricava borse, guanti, pantofole e cappelli. La sua specialità è la lana cotta. Vedendola lavorare sembra tutto così facile.
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discover Trame da intreccio

Erhard Paris dell'Oberhof di San Nicola in Val d'Ultimo è un abile tornitore e intagliatore. La sua più grande passione è però impagliare. Anche il designer Philip Santa, che ha documentato la tradizione cestaia dell’Alto Adige, si è rivolto a Erhard come esperto in materia.

#3

Pura funzionalità

Per secoli l’artigianato contadino ha rivestito un ruolo fondamentale nel mondo dei masi altoatesini. Qui, con grande maestria, si eseguivano intagli e torniture, si follava e si tesseva. Specialmente nei freddi mesi invernali, quando i lavori all’aria aperta dovevano essere sospesi, la famiglia contadina dedicava molte ore al lavoro manuale nel caldo della stube o dell’officina.

I cesti in paglia, capienti e leggerissimi, servivano per il trasporto, gli utensili erano fabbricati per l'uso casalingo, figure in legno venivano intagliate per il presepe e le cinture erano decorate a mano secondo la tradizione. Ogni cosa era realizzata manualmente, seguendo procedimenti tramandati di generazione in generazione. E quando l’inverno risultava particolarmente rigido e lungo, spesso si cercava anche di vendere qualcuno di questi prodotti locali, pur di racimolare qualche soldo in più.

Rispetto ad allora la vita contadina è cambiata radicalmente. C'è chi ormai lavora lontano dal proprio maso e chi ha trovato un'attività più lucrativa dell'artigianato. I contadini che testardamente si dedicano ancora oggi all’artigianato lo fanno semplicemente perchè non possono farne a meno. Per scelta o volontà. Come Philip Santa hanno capito che il sapere antico della tradizione non può essere perduto. Appartiene ai loro masi.

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