Non chiamatela bici

Non gli bastava saldare un telaio e montare due ruote. Ha realizzato un mezzo di trasporto in grande stile: Leaos.

  • agosto 2016

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Non chiamatela bici

Non gli bastava saldare un telaio e montare due ruote. Ha realizzato un mezzo di trasporto in grande stile: Leaos.

Mi sembra di avere letteralmente le ali ai piedi. Basta una leggerissima pressione con le gambe per prendere il volo. Sto pedalando in sella ad una Leaos. Chiamarla bicicletta elettrica è riduttivo, questo è un mezzo di trasporto in grande stile e ha davvero poco a che fare con la tradizionale bicicletta su cui salgo ogni mattina per andare al lavoro. 

Provo un totale senso di leggerezza. E vado veloce, senza il minimo sforzo.

Mi sento fortunata a vivere e a lavorare in questa città, Bolzano. Mi sposto in bicicletta, da sempre, e in pochi minuti arrivo quasi ovunque. E parlando di fortuna, oggi mi sento ancora più privilegiata. Stringo tra le mani il manubrio di una delle più preziose biciclette che abbia mai visto, una Leaos. È nata dalla dedizione di un giovane altoatesino, Armin Oberhollenzer. Mi basta il primo sguardo per capire che qui c’è tutta la sua passione.

Dal marketing all’artigianato

Terminato il mio giretto in bicicletta, Armin mi invita a fare una chiacchierata nel suo laboratorio. Non è molto grande, ma per ora gli basta. È da qui che nasce tutto. Armin ha lavorato per anni nel settore del marketing, conosce molto bene le dinamiche del mercato. “Non mi bastava l’idea di creare un nuovo oggetto – mi racconta con un luccichio negli occhi –, volevo rivoluzionare il settore della bicicletta”. E mi sa proprio che ci è riuscito. Questa biciletta elettrica non passa certo inosservata. A me esteticamente piace. Mentre pedalavo lungo la ciclabile, in molti si sono girati a guardarla. È particolare. Direi proprio che è unica.

Entrando nel laboratorio, ammiro alcune biciclette esposte. Una nera, davvero elegante, una bianca e una rossa. Penso tra me: “Ecco, questa è la “Ferrari” delle biciclette”.

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È un piacere per gli occhi scoprire il design di ogni singolo elemento di una Leaos. Difficile trovarne una esattamente identica ad un’altra. Armin sta ben alla larga dalla produzione di massa e ama personalizzare le bicilette secondo i gusti e le necessità del cliente. Ogni bicicletta è un’opera d’arte. La sella in pelle è San Marco, i pedali sono firmati dell’innovativa ditta berlinese Schindelhauer Bikes, le manopole del manubrio sono Brooks e gli pneumatici Balloon. “Mi piacerebbe un giorno appoggiarmi a fornitori e artigiani locali, ma per ora cerco le eccellenze nel settore della bicicletta anche oltre i confini altoatesini – mi spiega Armin –. L’importante è poter offrire al cliente il massimo, a livello di design, qualità e comfort”. Una collaborazione che funziona intanto, è quella con la ditta altoatesina Embawo che ha realizzato delle apposite creazioni per Leaos, come le borse in legno da attaccare alla bicicletta. 

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Una figura polivalente

Di marketing e comunicazione Armin era già un esperto. Ma poi è riuscito a trasformarsi in un vero imprenditore e a conquistare il suo mercato. Armin aveva ben chiaro in mente come voleva la sua Leaos. Dopo anni di ricerche ha capito che non avrebbe mai realizzato un semplice telaio con due ruote. Voleva molto di più. Voleva una bella carrozzeria per la sua bicicletta. “Chi sale in sella ad una Leaos vive una vera e propria esperienza – mi racconta –. Non è un semplice mezzo di trasporto. Ti fa provare nuove emozioni”. E questi concetti li ritrovo in parte anche nel nome. Leaos: – Lifestyle Ebike – Armin – Oberhollenzer – Südtirol. E nel logo, un piccolo Budda stilizzato che comunica la leggerezza e la tranquillità che si provano utilizzando una bicicletta elettrica. Non avendo una professionalità specifica, si appoggia al designer trentino Francesco Sommacal e ad un ingegnere di fiducia. E due montatori si occupano dell’assemblaggio dei pezzi. Il telaio in fibra di carbonio viene realizzato da una ditta altamente specializzata di Venezia, poi viene verniciato a Padova. 

“Perché ha scelto proprio il carbonio?” chiedo mentre accarezzo un telaio appena arrivato, liscio e dalla curve morbide. “È certamente un materiale di lusso, ma l’ho scelto soprattutto perché è facile da plasmare, può assumere diverse forme – mi spiega Armin –. Ma non è facile da lavorare, serve molta precisione”.

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L’assemblaggio invece avviene tutto qui a Bolzano, in questo laboratorio. Pochi pezzi, con delle linee pulite. Mi salta subito all’occhio che sulle Leaos, ogni elemento è integrato. Le luci fanno parte del telaio, non sono avvitate esternamente. E così anche gli intarsi di legno che impreziosiscono la bicicletta che vedo al mio fianco, o i pannelli solari. 

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Incontro perfetto tra tecnologia e design

La prima Leaos è nata quattro anni fa. È costituita da una monoscocca in carbonio che maschera bene la potenza del motore elettrico MPF da 250 watt, 36 Volt e tre livelli di spinta. La batteria agli ioni di litio è estraibile, ma si integra perfettamente nell’intera struttura. Sfoggia luci a led integrate nel telaio, sospensione su pneumatici speciali, freni idraulici a disco e pesa 19 kg. È personalizzabile in diversi componenti, dall'attacco del manubrio alle finiture del telaio, e con vari accessori, come borse, parafango, portapacchi e antifurto GPS. 

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Energia dal sole

Da due anni è sul mercato anche Leaos Solar, la prima e-bike di serie con celle solari totalmente integrate. “Speriamo un giorno di poter avere biciclette capaci di ricaricarsi esclusivamente con la forza del sole – mi dice Armin –. Per ora i pannelli permettono di mantenere sempre al massimo il livello di carica della batteria”. Ammiro con curiosità il fatto che i pannelli sono perfettamente integrati nel telaio, non sono un elemento di disturbo. A me sembra che piuttosto impreziosiscano il design. È la prima bicicletta al mondo di questo tipo. A cambiare rispetto alla versione originaria è anche il display. Questo è in grado di “leggere” l'energia prodotta e aggiornare in tempo reale lo stato di carica degli accumulatori. La Leaos Pure Solar è proposta con motore centrale nelle varianti da 25 e 45 km/h e con 10 livelli di spinta, cambio automatico NuVinci, freni a disco idraulici e impianto luci integrato.

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Bolzano, la città dei ciclisti

I ciclisti superano pedalando gli automobilisti fermi in coda, i pendolari salgono in sella per andare al lavoro, i corrieri fanno le loro consegne con delle biciclette da carico e anche i turisti usano le e-bike per scoprire ogni angolo della città. In Alto Adige tutto questo è realtà.  

Bolzano è nota per essere la città più amichevole con i ciclisti di tutta Italia. La rete di piste ciclabili dell’Alto Adige entusiasma sia i residenti che i turisti. Grazie al capillare sistema di noleggio di biciclette organizzato da Bici Alto Adige è possibile girare tutta la provincia su due ruote. La combinazione vincente tra bicicletta e treno sarà inoltre consolidata da nuovi e sicuri posteggi per bici presso le stazioni ferroviarie dell’Alto Adige.