La danza del funambolo

Per Armin Holzer, slackliner, il pericolo è stato il modo più semplice di vivere. Molte volte è andata bene.

  • dicembre 2015

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La danza del funambolo

Per Armin Holzer, slackliner, il pericolo è stato il modo più semplice di vivere. Molte volte è andata bene.

Solo chi cade impara a rialzarsi. Armin Holzer l'ha fatto. Una e mille volte. Sulla slackline e nella vita. Quando i medici gli hanno detto che non avrebbe più potuto fare sport in seguito a un infortunio, lui non ha mollato. Tante volte avrebbe affrontato da solo duri allenamenti sulla slackline. Tante volte sarebbe caduto e altrettanto rialzato. Fino a diventare l'uomo che era quando l'abbiamo incontrato: un'anima privilegiata. Uno a cui non si sarebbero mai potuto tarpare le ali. Quando l'abbiamo conosciuto, nel febbraio 2015, Armin ci aveva confessato il suo prossimo sogno: un volo in parapendio tra le Dolomiti. Il 4 dicembre 2015, una caduta in parapendio gli è stata fatale.

Chi vola alto ne conosce gli irremediabili pericoli. Ma non per questo decide di volare più basso.

Questo è il nostro ricordo di te, Armin.

Armin Holzer è insieme un ragazzo della porta accanto e un uomo di grandi promesse. Vive in un paesino ma sogna in grande. "Per vedere più lontano" afferma, riprendendo il pensiero dell’alpinista Walter Bonatti, cui non nasconde di ispirarsi. Lui di realizzare i suoi sogni di certo non ha paura. "Ho sempre saputo che la routine non faceva per me. I ritmi di lavoro serrato, stare al chiuso...io ho bisogno di altro". Oggi, di certo non per caso, la vita di Armin è all’aria aperta, facendo ciò che più gli piace: arrampicata, parapendio, sci. Ma soprattutto highlining, questa disciplina estrema per cui Armin è noto in Italia e all'estero.

A lezione da Armin Holzer

1. Stendete due funi, una in basso e una in alto, come guida cui aggrapparvi.
2. Inizialmente allenatevi su due slackline parallele (è molto più facile che su una). Scommettiamo che poi vi sembrerà un gioco da ragazzi andare su una singola slackline?
3. Ricordate di tenere le spalle abbassate e rilassate.
4. Prima di iniziare l'allenamento, fate muovere la striscia elastica, così che non sia troppo rigida.
5. Ridete e sorridete anche se va male!

Una passeggiata tra le vette

L’highline è un percorso, una fettuccia elastica spessa appena 2,5 cm tesa tra due vette. È una passeggiata sospesi sul vuoto tra due montagne. Per Armin Holzer "si tratta di una disciplina in cui la meditazione, la concentrazione e il controllo del tuo corpo sono tutto". Certo, a giudicare dalla sua forma fisica neanche la preparazione atletica è da trascurare. "Bisogna essere concentrati durante tutto il tragitto ma anche rilassati nel corpo", spiega lui con semplicità. Quando percorre la slackline (la striscetta in poliestere), Armin sembra quasi danzare. Tutto il corpo asseconda i suoi passi, con morbidezza. Eppure in quei momenti lui è attento a "sentire" ogni singolo muscolo del suo corpo. Dalla testa ai piedi. "A differenza di altri sport, durante l’esercizio la tensione non si allenta mai perché non rilasci mai il tuo corpo. Lo slacklining non è uno sfogo di forza o atleticità, ma di concentrazione. L’impegno maggiore è nella tua testa".

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Slackliner per caso

"Alla slackline, e quindi alla highline, che è venuta dopo, sono approdato per caso" racconta Armin. Facciamo un passo indietro nel suo passato, quando era un giovane professionista dello sci. "A diciotto anni ho subito una brutta frattura. Mi è crollato il mondo addosso, perché tecnicamente non avrei potuto fare nessuna attività sportiva. Invece, ho cominciato a poco a poco a potenziare la coordinazione intramuscolare e dopo qualche mese ho provato la slackline. Poi, per paura di cadere a terra dalla slackline e farmi male sono passato all’highline" (ossia la slackline tesa tra due vette). L’incidente, che aveva segnato una svolta nella sua vita, è stato per Armin anche l’inizio della ricerca del suo nuovo equilibrio. Un equilibrio che oggi lo accompagna nella vita e nello sport, che passa per la slackline ma anche per l’uncinetto: entrambi momenti in cui Armin esplica se stesso, le sue passioni. "Quando andavo a scuola e praticavo sci agonistico, mi sentivo perso. Senza guida. Poi con la slackline è cambiato tutto". Quella sottile striscia in poliestere è diventata l’asse del suo equilibrio.

Armin andava, e va ancora oggi, da solo ad allenarsi sulla slackline nel bosco. La solitudine è la compagna ideale per la ricerca dell’equilibrio. "Gli allenamenti mi servono per conoscere il mio corpo. Per capire se sono in equilibrio". Quando si tratta di highline, ovvero la slackline tesa tra due montagne, la situazione è diversa: Armin in questo caso preferisce nettamente la compagnia. Nello slacklining cadere è una componente da accettare, è un rischio intrinseco e certamente significa confrontarsi con le proprie paure. In realtà, come lui spiega, "durante tutto il tragitto sulla linea elastica, la paura non ti abbandona mai. Nello sport di solito si dice che l’importante è partire, poi la tensione cala. Sulla highline non è così, ad ogni passo la paura di cadere non diminuisce e la tensione è sempre costante". E allora ecco che andare su quella sottile striscia sospesa tra cielo e terra per Armin non significa superare la paura, ma imparare a gestirla. Contenerla o controllarla. "Bisogna pensare che andare sulla highline è come camminare sulla terra, devi procedere come sai, per questo a volte faccio pratica al buio o bendato, per imparare a fidarmi del mio istinto". Come a dire: non si può esercitare l’equilibrio, bisogna trovarlo.

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Non sport ma equilibrio

Chi concepisce le attività sportive come uno sfogo o uno sforzo fisico in cui rovesciare le tensioni accumulate durante il giorno avrà forse qualche difficoltà a concepire una disciplina come l’highline. Nella highline non ha molte chance chi non riesce ad allontanare da sé i pensieri e concentrarsi solo su quello che sta facendo: essere qui e ora. Qui, in piedi sulla fettuccia di poliestere, cercando di non fermarsi mai, di tenere l’equilibrio passo dopo passo. Ora, ossia avere consapevolezza del proprio corpo, di un braccio troppo basso o addominali troppo contratti. Prendendo contezza di ogni respiro che si emette. Essere qui e ora e proiettati verso la meta. "Quando completo il percorso ho una carica di adrenalina incredibile. Dopo qualche minuto, però, si riparte e bisogna subito ritrovare la concentrazione", racconta il ventottenne di Sesto.

Come è possibile che Armin sia diventato il migliore nella categoria dell’highlining in poco tempo? "Non pensavo a diventare il migliore o a stabilire dei record. Pensavo solo a muovermi e divertirmi. L’interesse poi è cresciuto e per me oggi non è tanto importante la prestazione sportiva ma la meditazione. Non voglio dare spettacolo ma solo sentirmi bene". Il suo benessere passa anche per una serie di eventi legati alla highline. Presto Armin vorrebbe organizzare il quarto highline meeting sul Monte Piana, vicino Sesto.

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Chi più in alto sale più lontano vede. Chi più lontano vede, più a lungo sogna. Walter Bonatti, alpinista

Sospeso nel vento

E a giudicare da quanto dice, Armin sulla slackline si sente bene. Soprattutto se soffia il vento. "Il vento è l’accompagnamento perfetto sulla highline, come un sottofondo musicale. Quando soffia e tu sei lì, a centinaia se non migliaia di metri dal suolo, il vento ti rinfresca la mente, tira via i pensieri. Così non senti niente e cammini più leggero".

In base a quello che Armin ha detto, oppure che non ha detto ma che gli si legge negli occhi, vale la pena fare alcune considerazioni su come trovare il proprio equilibrio.

Smettete di fare quello che pensate faccia per voi e iniziate a fare quello che vi piace davvero.
Non seguite le strade battute dagli altri. Il vostro equilibrio difficilmente corrisponderà a quello altrui. Prendete contezza dei vostri limiti e andate loro incontro.
Fate quello che vi piace. E sarà l’equilibrio a venire a voi.

Se poi volete cimentarvi nella slackline, Armin è pronto a darvi qualche pratico consiglio.

Testo: Dora Vannetiello
Immagini: Manuel Ferrigato

I record di Armin Holzer

•    2011 prima highline tra le Tre Cime di Lavaredo insieme all’austriaco Reinhard Kleindl.
•    2012 highline più lunga in Austria (circa 87 metri).
•    luglio 2012 highline a 5000 metri sul monte Mutztagata in Cina con il partner Alessandro D’Emilia.
•    luglio 2013 highline urbana a Francoforte tra due grattacieli a 185 metri di altezza (dedicata al funambolo Philippe Petit).
•    agosto 2013 highline più alta d’Italia sulla Marmolada, a 3.200 metri di altitudine su un baratro di 1.000 metri.
•    2014 highline sulla cascata più alta della Norvegia
•    Organizzazione del festival di highlining più grande al mondo sul Monte Piana. 
•    Ospite della trasmissione "Che tempo che fa" fa dopo gli altoatesini Gustav Thöni e Reinhold Messner.