% extra alt % % extra alt % % extra alt %

novembre 2015

Condividi questa pagina

Articolo Articolo Video Video Immagini Immagini
Articolo Articolo Video Video Immagini Immagini

Albicocche alpine

Mele o albicocche? Entrambe appartengono alla Val Venosta. Tuttavia i coltivatori venostani di mele sono ben duemila mentre solo centoventi quelli di albicocche.

Martin Innerhofer possiede un meleto a Ciardes, proprio accanto al suo maso, giù in valle, mentre il coltivatore di albicocche Stephan Bachmann vive a 1.100 metri di altitudine. "I meli vanno potati", dice il primo, mentre "gli albicocchi richiedono di essere guidati nella crescita", aggiunge il secondo. Martin a fine agosto raccoglie circa trenta chili di mele per albero, mentre Stephan è felice se ne raccoglie almeno otto chili per albicocco. Li abbiamo fatti sedere allo stesso tavolo al maso Niedermairhof nella zona più alta di Ciardes, in Val Venosta, sospesi a più di mille metri di altitudine. Giù a valle sarebbe stato decisamente più caldo. Forse alle albicocche non avrebbe fatto male. E neanche a noi. In agricoltura le condizioni climatiche fanno la differenza, si sa. E poi, di che altro parlano gli agricoltori? Noi l'abbiamo scoperto.

suedtirol alto adige albicocche 10

discover Due filosofie a confronto

Due filosofie a confronto: l'intervista doppia a due coltivatori venostani presso il maso Niedermairhof.

#1

Signor Bachmann lei coltiva albicocche. Quanti alberi ci sono nel suo frutteto? 
Stephan Bachmann: Tanti. Ne abbiamo 1.500. Abbiamo iniziato otto anni fa e piantato nuovi alberi ogni anno. Qui a 1.100 metri di altitudine non potrebbero mai crescere le mele, anche perché siamo esposti a nord. Le albicocche qui sono al limite, dopodiché non può crescere altro.

Lei, invece, signor Innerhofer, ha un grande meleto. Giusto?
Martin Innerhofer: Sono circa trenta mila meli su una superficie di 8,5 ettari. In parte sono in pendenza, il resto a valle. Abbiamo anche mezzo ettaro di viti, sul lato esposto al sole, perché avere un piccolo vigneto è tipico per la Val Venosta.

Non ha neanche un albero di albicocche?
Innerhofer: Certo che sì, ne ho due nel giardino di casa. Ogni fattoria in Val Venosta deve avere un albero di albicocche.

1.500 albicocchi e 30.000 meli. Siete grandi o piccoli produttori?
Innerhofer: Piuttosto grandi direi. La grandezza media delle piantagioni in Alto Adige è di due ettari, in Val Venosta di 2,5 ettari.
Bachmann: Io sono un produttore di albicocche piuttosto grande. Basta pensare che i meli devono essere piantati a circa cinquanta centimetri di distanza l'uno dall'altro, mentre gli alberi di albicocche a una distanza di circa 2,5 metri. Gli albicocchi necessitano di tanta luce e sole, e quindi di una superficie estesa. Noi li abbiamo piantati su quasi quattro ettari di superficie.

suedtirol alto adige albicocche 14

discover Stephan Bachmann nel suo frutteto

Le albicocche non maturano tutte nello stesso momento. Stephan Bachmann nel suo frutteto.

#2

Cogliere l'attimo

Signor Bachmann, abbiamo notato che i vostri vicini più in basso hanno già cominciato con la raccolta. E voi? 
Bachmann: No, le albicocche sono già colorite ma non ancora mature. In ogni caso non si raccolgono mai tutte insieme. Andiamo in raccolta circa cinque volte durante tutto il periodo, per cui dobbiamo controllare continuamente sugli alberi quali sono mature. Ecco cosa rende difficile coltivare le albicocche venostane. La specie nostrana assolutamente non va colta quando è ancora verde, perché non si potrebbe far altro che gettarla..
Innerhofer:…perché non sviluppa l'aroma…

Quindi le albicocche venostane vanno colte quando sono perfettamente mature? E a quel punto bisogna mangiarle subito…
Bachmann: Esatto. Le albicocche venostane si possono conservare solo per due giorni. Non le mettiamo nelle celle frigorifere, le vendiamo qui direttamente su prenotazione: i clienti ci chiamano e lasciano gli ordini. A quel punto noi le prepariamo, cogliendole apposta per loro.

E in quel periodo lei va ogni giorno a controllare?
Bachmann: Ogni giorno oppure ogni due. Dipende dal tempo. La raccolta è intensa, sebbene controlliamo ogni tanto se ci sono frutti maturi. Certo, quelli più in alto maturano prima rispetto a quelli sui rami più bassi.

 dsc4893

discover "La albicocche sono molto più sensibili delle mele"

La albicocche sono molto più sensibili delle mele; queste sono più resistenti ma in inverno bisogna fare di tutto per proteggere i fiori dal gelo.

Quando saranno mature le albicocche quest'anno?
Bachmann: Penso per il finire della settimana (inizio agosto, ndr). Alcune sono già mature, ma quelle le lasciamo cadere. Per la marmellata è meglio che siano ben mature, quando cadono da sole. Per la vendita il discorso cambia.

Con le mele è più semplice perché non bisogna coglierle da un momento all'altro…
Innerhofer: Non così da un momento all'altro, ma l'organizzazione che si occupa di venderle ci indica un periodo, che dura dai quattordici ai diciotto giorni, in cui effettuare la raccolta. Poi c’è la questione delle diverse tipologie. Quelle monocromatiche, come la Golden Delicious, vengono raccolte in un solo turno, mentre le altre vanno raccolte spesso anche fino a tre volte, perché bisogna prendere solo i frutti maturi.

#3

Ad ogni frutto il suo momento

"Nulla nuoce alle mele, eccetto la grandine". Lo dice il venostano Martin Fliri Dane, soprannominato il papa delle albicocche. Le mele sono davvero così forti e le albicocche così delicate?
Innerhofer: Le mele non sono così sensibili ai cambiamenti climatici come la albicocche. Se piove prima della raccolta, allora è un problema. Per le mele non è così tragica. Ma se ripenso alla cura che ci vuole durante l’anno, allora mi rendo conto che le mele richiedono almeno tanto lavoro quanto le albicocche, se non di più… Bachmann: Albicocche o mele, bisogna sempre aver cura degli alberi, controllare lo stato delle foglie e poi dei frutti…è una regola per la frutticoltura. E per l'agricoltura in generale. Non è che si può piantare qualcosa e poi andarsene in vacanza, pretendendo di tornare solo per la raccolta. I consumatori sono molto esigenti. Se un frutto non è "immacolato" viene rifiutato dall’industria di selezione. Per le mele la cosa è ancora più estrema che per le albicocche, che sono un prodotto di nicchia. Con le albicocche i consumatori sono più indulgenti e dicono, ma sì...è solo una piccola imperfezione.

suedtirol alto adige albicocche 18

discover Monika Bachmann cerca le albicocche mature

Verdi e arancio. Le albicocche venostane si colgono solo se perfettamente mature. Nella foto Monika Bachmann.

#4

Questione di temperature

È un discorso che vale per i prodotti di nicchia in genere…
Bachmann: Verissimo. Ma con le mele non si hanno molte chance…
Innerhofer: …già, devono essere senza segni e perfette anche nella forma.

Ci sarà un buon raccolto quest'anno?
Innerhofer: Sì.
Bachmann: Ottimo. Certo, potrebbero ancora esserci temporali... e questo non sarebbe un bene..

Le mele e le albiccoche richiedono le stesse condizioni climatiche?
Innerhofer: All'incirca. È decisivo il luogo. Montagna o valle, questa è la differenza. Se qui c’è un temporale è probabile che anche da me in valle sia brutto, oppure il contrario che qui da Stephan avvenga una catastrofe mentre da me è sereno..
 
Fino a quindici anni fa le albicocche erano quasi scomparse. Ora ci sono centoventi agricoltori a coltivarle. Da cosa dipende questa tendenza?
Bachmann: Molto semplice. Le mele non crescono più a queste altezze. A valle nessuno coltiverebbe mai albicocche, perché lì ci sono già le mele. Quassù invece ho solo una possibilità, o coltivo frutti rossi, che richiedono tantissimo lavoro, oppure albicocche. Tre anni fa il prezzo delle albicocche era crollato. Poi un'annata è andato tutto in rovina perché l'intera fioritura si è bruciata. Da allora il prezzo delle albicocche è triplicato ed è rimasto invariato fino a oggi. Penso che sia giusto, perché prima era sottostimato.

suedtirol alto adige albicocche 23

discover Nel meleto

Anche le mele vanno controllate ogni giorno prima della raccolta.

#5

Grano, mele o albicocche?

La Val d'Adige è la più grande area ininterrotta coltivata a mele in Europa, qui in Val Venosta quasi una monocoltura. Il prezzo è ancora così alto da valerne la pena?
Innerhofer: Il prezzo delle mele è buono. Ma non è un caso. La Val Venosta, poi, è predestinata per la frutticoltura. È secca, abbiamo pochi rovesci, molto vento e poche patologie legate ai funghi. L'oscillazione tra temperature notturne e diurne dà aroma ai frutti. Le aziende agricole sono relativamente piccole, il che significa che il contadino in persona è ogni giorno in campo per controllare e curare personalmente i suoi alberi. In aggiunta attraverso la Cooperativa siamo abbastanza forti sul mercato, tanto da poter richiedere un certo prezzo per le mele venostane.

Quindi lei in questo momento non vorrebbe mai cambiare?
Innerhofer: Adesso no. Se avessi una piccola azienda e dovessi decidere come trarre profitto dalla mia superficie coltivabile, allora sceglierei una coltura intensiva come le albicocche o le ciliegie. Ma le ciliegie crescono dove non crescono le mele. E le ciliegie a loro volta non crescono dove ci sono le albicocche.
Bachmann: Avevamo dei ciliegi fino a tre anni fa. Ma le ciliegie sono troppo delicate. Bisognerebbe coprire l'intera coltivazione con teli. Per un solo ettaro mi costerebbe 80.000 €. Come si fa a ottenerne un ricavo decente? Una volta abbiamo avuto dei temporali così forti, che persino alcuni alberi sono stati danneggiati. Allora ho tolto i ciliegi e piantato ovunque albicocchi.

Intervista: Gabriele Crepaz e Dora Vannetiello
Immagini: Alex Filz
Video: Andreas Pichler