ottobre 2016

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L’acqua dell’Alto Adige

Dovevamo incontrarci al suo ristorante, Tilia, un’oasi di tranquillità nel parco dello storico Gran Hotel di Dobbiaco. Siamo entrati con un certo timore, il Tilia è accogliente, ha solo cinque tavoli circondati da pareti di vetro e verde, ti fa sentire in mezzo alla natura anche se sei seduto comodamente a uno di quei tavoli.

Ci aspettavamo una tranquilla degustazione di acqua: c’erano già le bottiglie allineate, a temperatura perfetta, i bicchieri in ordine, le schede accanto a ogni postazione. Anita Mancini ci ha accolti con un sorriso caldo e cordiale, ci ha guardati dritti negli occhi e ci ha detto: ma se andassimo direttamente a degustare l’acqua alla fonte? Ve la sentite?

Non potevamo certo rifiutare un invito del genere! 

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Anita Mancini.

Anita non è solo una sommelier, ma anche una delle più grandi esperte e degustatrici di acqua. Ha iniziato per un interesse personale e oggi riesce a conquistarti con la sua conoscenza approfondita e puntuale del mondo dell’acqua, con la sua curiosità, con il suo spirito critico. Non avrei mai pensato che il viaggio nel mondo dell’acqua dell’Alto Adige ci portasse a camminare tra i boschi lungo un sentiero scivoloso fino a raggiungere le rovine dei bagni di San Candido.

#1

Le sorgenti, luoghi sacri dell’Alto Adige

L’Alto Adige è una provincia ricca di sorgenti, alle quali le popolazioni locali hanno sempre dato un profondo significato. In passato dove c’era una fonte c’era sempre anche una chiesa o per lo meno una croce. La nascita dell’acqua era associata alla sacralità del luogo.

Ancora oggi alle cascate della Val di Riva, a Campo Tures, si respira un’aria mistica. Pare che nel Medioevo, durante un’epidemia di peste, tutti coloro che si rifugiarono in quel luogo riuscirono a salvarsi. Tuttora molti escursionisti vanno lì, richiamati da una potente forza magica.

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Sorgente d'acqua montana, da cui poter bere direttamente.

#2

I bagni di San Candido nella storia

Le acque minerali di San Candido sono conosciute fin dall’antichità per la loro efficacia terapeutica. Erano usate come cura già in epoca pre-romana e romana.

Nel Medio Evo c’erano numerosi siti balneari in Alto Adige, tra i quali Braies e San Candido. Qui i Benedettini iniziarono la costruzione di una basilica in stile romanico nel 769 d.C. e iniziarono anche a occuparsi delle Terme di San Candido, che gestirono fino al 1500.

Con il passare degli anni queste terme acquisirono così prestigio e importanza che nel 1591 il decano dei Benedettini fece costruire una cappella vicino al luogo dove sgorgano le cinque sorgenti, visibile ancora oggi.

Dal 1600 fino al 1800 i Benedettini appaltarono poi la gestione del complesso termale ai laici. Questi cercarono di mantenere il luogo il più naturale possibile, a dimostrazione che il beneficio terapeutico era dovuto essenzialmente alle acque sorgive e a nient’altro. 

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I bagni termali di San Candido.

Nel 1854 la concessione del parco termale fu acquistata dal conte Schreiber, un medico di origine ungherese, che qui costruì un albergo, il Grand Hotel Termale Wildbad, grandioso, lussuoso e moderno, perfettamente inserito all’interno dello scenario naturale che lo circondava.

I personaggi più importanti del tempo, gli aristocratici, re e regine, incluse le case regnanti di Austria e Germania, venivano qui a passar le acque. Anche la principessa Sissi, uno dei miei personaggi preferiti da bambina, passò qui del tempo. Musicisti, poeti e artisti, con mogli o amanti, fecero di San Candido e dei bagni il loro soggiorno termale: l’alta società Europea della Belle Époque aveva trovato in Alto Adige un luogo perfetto per i loro incontri più o meno segreti.

Con la prima guerra mondiale i bagni subirono pesanti bombardamenti e questo provocò un brusco calo nel turismo austriaco, che fino a pochi anni prima riempiva i bagni termali. Il Grand Hotel pian piano cadde in disuso, trasformandosi poi in un maestoso edificio in rovina, pieno di un fascino d’altri tempi. Ancora oggi mostra quanto grandioso potesse essere. 

#3

Le sorgenti di San Candido

Anche se il Grand Hotel è ormai in rovina e inaccessibile, le cinque fonti che hanno fatto la fortuna di San Candido per secoli e secoli sono ancora perfettamente funzionanti, ben tenute e accessibili: Lavaredo, Imperatore, Sulfurea, Fiera e Candida. 

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Sorgente d'acqua di montagna.

Sulfurea. La sorgente si trova a monte della strada forestale e delle rovine dello stabilimento, era la più nota delle 5 sorgenti dei bagni di San Candido. Si usava soprattutto per semicupi, bagni da seduti, bagni interi e impacchi. Il suo sapore e odore sufureo la rendevano infatti poco gradita come acqua da bere agli ospiti dei bagni. Era usata contro le malattie della pelle, le artriti e nella cura delle affezioni femminili.

Candida. È questa un’acqua lassativa, usata da sempre per cure idropiniche contro le patologie dei reni e dell’apparato urinario. Classificata come acqua minerale, solfata e calcica e contenente fluoro, ferro, litio e iodio, oggi è venduta mescolata insieme all’acqua della sorgente dell’imperatore.

Imperatore. Già dal nome si capisce quanto importanti fossero i Bagni di San Candido tra il XIX e il XX secolo. Questa fonte, conosciuta in passato come fontana di rame, venne rinominata Imperatore in onore dell’Imperatore che spesso qui soggiornava. È un’acqua mediamente mineralizzata, solfata, calcica. Viene confezionata in bottiglia e venduta come acqua minerale.

Lavaredo. È un’acqua mediamente mineralizzata, solfata, fluorata, calcica e magnesica. Anche questa viene imbottigliata e commercializzata come acqua minerale. Molto amata dagli sportivi, ha molto residuo fisso, è ottima da bere e non ha l’odore sgradevole dell’acqua dell’Imperatore.

Testi: Giulia Scarpaleggia
Foto: Tommaso Galli e Giulia Scarpaleggia

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Giulia Scarpaleggia.

L'autrice

Giulia è una food writer e food photographer toscana. Abita nella campagna tra Siena e Firenze, dove tiene anche corsi di cucina toscana per italiani e stranieri. Racconta delle sue passioni e delle ricette tradizionali di casa sul suo blog www.julskitchen.com e sui social dove la potete trovare come @Julskitchen. Insieme a lei il suo compagno Tommaso, @tommyonweb, che si occupa di comunicazione e fotografia.