Südtirol Guide App Logo
Vai ai contenuti

aggiunto ai preferiti

rimosso dai preferiti

Oops! C’è stato un problema, prova di nuovo

Il tuo account è in corso di creazione

Il tuo account è stato creato con successo e ora hai effettuato l'accesso.

L'accesso è stato effettuato con successo!

L'account è stato creato con successo, ma non è stato possibile effettuare il login automatico.

Sei stato disconnesso

Filtra
Filtri selezionati
    Livello di difficoltà
    Durata
    Distanza in Km
    Luoghi di interesse
    Negozi
    Golf

    Luoghi da vedere in Alto Adige

    L'Alto Adige è una terra ricca di miti e leggende, nate negli anni intorno a luoghi misteriosi e formazioni naturali insolite che la cultura popolare ha trasformato in posti fantastici, come le “panche“ sullo Sciliar, strane formazioni rocciose che la leggenda vuole sede dei sabba notturni delle streghe. Ma anche luoghi fortemente evocativi come gli “omini di pietra”, cumuli di rocce a guisa di uomini pietrificati, le rovine di Castelvetere, dove si respira un'atmosfera quasi magica, o le piramidi di terra, straordinari fenomeni geologici dal sapore soprannaturale.

    Risultati
    Laghi balneabili
    Lago balneabile Luson
    Luson, Bressanone e dintorni

    ll lago balneabile naturale di Luson è un piccolo tranquillo lago di montagna in Alto Adige. Una volta rientrati a casa dopo una meravigliosa e colorata escursione panoramica – oppure un’indimenticabile gita nel parco naturale, una sosta al lago balneabile naturale si trasforma in grande divertimento: i bambini sfrecciano lungo gli scivoli, i genitori si immergono nell’acqua sorgiva dell’alpeggio di Luson, mentre i contadini lavorano i campi e le mucche, quasi immobili, si concedono una pausa al fresco. I cani non sono ammessi.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Cascate di Stanghe
    Racines, Vipiteno e dintorni
    Il monumento naturale protetto presso Racines Le cascate di Stanghe sono una delle meraviglie naturali più famose dell'Alto Adige. Il monumento naturale protetto si snoda da Ponte Giovo alla Val Racines verso Stanghe. Attraverso sentieri e ponti di legno, gli avventurieri vagano per la gola e scoprono il potere seducente delle cascate. Incorporate in puro marmo bianco, che brilla sulla superficie in tutte le possibili sfumature di verde, il torrente Racines si trasforma in una furia. La forza dell'acqua è chiaramente visibile tra le impressionanti rocce scavate.
    Nello spruzzo delle cascate, i raggi del sole, milioni di volte spezzati, danzano nei colori più belli dell'arcobaleno. E nella "chiesa", un enorme imbuto di roccia, l'acqua precipita verticalmente nelle profondità. La nebbia d'acqua sottile che si forma, non seduce solo i sensi, ma secondo la naturopatia aiuta nella guarigione di infiammazioni esterne e ha un effetto positivo sull'asma e sulla respirazione.

    Una visita alla Gola di Stanghe è un'occasione davvero unica per assistere dal vivo al fascino selvaggio della natura. E’ l’unica gola al mondo scavata profondamente in un gigantesco blocco di purissimo marmo bianco. A 100 anni dalla sua inaugurazione, quando portò ancora il nome dell’imperatore Francesco Giuseppe, la gola non ha perso nulla del suo fascino.

    Importante per i proprietari di cani: i nuovi ponti di ferro lungo nelle cascate potrebbero causare lesioni alle zampe del cane. Il gestore non si assume alcuna responsabilità in merito.

    Non è necessaria la prenotazione. Si raccomanda tuttavia di evitare gli orari di visita principali (tra le ore 10.00 e 12.30).
    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Patrimonio naturale castagno Happichl
    Parcines, Merano e dintorni

    Registrato come monumento naturale dal 1979 presso la Provincia Autonoma di Bolzano Dipartimento Natura, Paesaggio e Sviluppo del Territorio.

    La ragione della protezione è la grande età dell'albero e la sua peculiarità estetica. Il castagno si trova direttamente al maso Happichlhof (trattoria Happichl) a Rablà nella Via Gerold e può essere visitato durante un'escursione lungo il sentiero della roggia di Rablà.

    Secondo il proprietario, le radici arrivano sotto il fienile adiacente del maso Happichlhof (distanza 10 m).

    Come risultato della sua posizione libera ha potuto svilupparsi senza costrizioni.
    Il tronco si divide in due rami principali ad un'altezza di 6 m.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Vista panoramica Golderskofel
    Parcines, Merano e dintorni

    Questo spettacolare punto panoramico lungo il famoso "sentiero delle leggende" si trova ad un’altitudine di 960 m direttamente su un tornante che porta alla frazione di Tablà. Su questa roccia si possono ammirare diverse coppelle e croci (incavi di diversa grandezza creati dalla mano dell'uomo - si discute ancora molto sulla loro funzione e sul loro utilizzo). A nord del monte si erge un piccolo promontorio ricoperto da un bosco misto e cespugli in mezzo ai quali l’osservatore più attento noterà dei resti di mura e pietre, ciò che rimane di un piccolo insediamento preistorico del Neolitico.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Cascata di Rio Nero
    Valle Aurina, Valle Aurina

    Cascata del Rio Nero – quando la natura incontra l’arte

    Sopra Lutago, il Rio Nero si tuffa con forza per 15 metri attraverso una stretta fenditura nella roccia, creando una suggestiva laguna blu – uno spettacolo naturale da non perdere!

    Godetevi il microclima rinfrescante, sentite sulla pelle le goccioline d’acqua e lasciatevi incantare dai riflessi colorati del sole.

    Il sentiero che porta alla cascata è decorato da sculture in legno realizzate da artisti internazionali durante il Simposio di Scultura che si tiene ogni anno in Valle Aurina. Natura e arte in perfetta armonia.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Fortezze e castelli
    Cappella S. Katharina (Hocheppan)
    Appiano sulla Strada del Vino, Strada del Vino

    La capella del maniero di Hocheppan con i preziosi affreschi è una delle più importanti testimonianze dell' periodo romanico in Alto Adige. Gli affreschi della capella, per vari secoli quasi interamente inbiancati tornano alla luce nel 1926. Oltre i motivi religiosi è di particolare interesse una scena di caccia, rarità nel Tirolo di un tempo. Gli affreschi risalgono al primo decennio del tredicesimo secolo, e riportano la storia biblica e le rinomate vergini "saggie" e "stolte", cosi come la mangiatrice di canederli - testimonianza della cultura culinaria dei canederli in Alto Adige.

    Avviso: Il Castel d’Appiano sarà chiuso per pausa invernale dall’11 novembre 2025 fino al 27 marzo 2026 compreso. Da sabato 28 marzo 2026 vi diamo nuovamente il benvenuto e non vediamo l’ora di iniziare una nuova stagione ricca di storia, cultura e piaceri al Castel d’Appiano!

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Pietra miliare romana della Via Claudia Augusta
    Parcines, Merano e dintorni

    Con la scoperta di una preziosa pietra miliare a Rablà è stato dimostrato che la famosa Via Claudia Augusta, una strada imperiale romana che valicava le Alpi, passava proprio sopra l'abitato di Tel.
    La famosa colonna miliare, monumento dell'Imperatore Claudio (14-54 d.C.) è di circa 80 cm di altzezza e 72 cm di larghezza ed è in marmo (cavato a Quadrato/Tel). L'originale è esposto al Museo Civico di Bolzano. Una copia della pietra miliare si trova presso il Hotel Ristorante Hanswirt a Rablà. Vicino alla portra d'entrata del Ristorante si può vedere una tappa originale della Via Claudia Augusta sotto vetro.

    Testo sulla pietra miliare di Rablà:

    TI CLAVDIVS - CAESAR
    AVGVSTVS - GER (MANICUS)
    PONT - MAX - TRIB - POT - VI
    COS - DESIG - IIII - IMP - XI - P - P
    (VI)AM CLAUVDIAM - AVGVSTAM
    QVAM - DRVSVS - PATER - ALPIBUS
    BELLO - PATEFACTIS - DEREXSERAT
    MVNIT - A - FLVMINE - PADO - AT
    FLVMEN - DANVVIVM - PER
    (M) P - CC (CL)

    Ti(berius) Claudius Caesar
    Augustus German(icus)
    Pont(ifex) max(imus) triv(unicia) pot(estate) VI
    con(n)s(ul) design(natus) III imp(erator) XI p(ater) p(atrie)
    (vi)am Claudiam Augustam
    quam Drusus pater Alpibus
    bello patefactis derexserat
    munit a flumine pado at
    (f)lumen Danuvium per (milia)
    p(assuum) CC(CL)

    Traduzione:
    "Tiberio Claudio Cesar Augusto Germanico, pontefice massimo, insignito della tribunicia potestas per la sesta volta, console designato per la quarta, imperatore per l'undicesima, patre della patria, la via Claudia Augusta, che il padre Druso, aperte le Alpi con la guerra, aveva tracciato, munì dal  fiume Po al fiume Danubio per miglia CCCL".

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Tammerlemoos
    Meltina, Bolzano e dintorni

    Il Tammerlemoos è uno dei biotopi protetti di Meltina.

    I biotopi protetti sono habitat naturali di grande valore, che ospitano numerose specie animali e vegetali, spesso rare o minacciate.
    Essi contribuiscono alla conservazione della biodiversità e all’equilibrio ecologico del territorio.
    In queste aree la natura viene lasciata il più possibile al suo corso, permettendo a flora e fauna di svilupparsi senza disturbo.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Laghetto "Mesner Låcke"
    Funes, Regione dolomitica Val di Funes

    Il laghetto artificiale a Tiso è ideale per rilassarsi. Si trova immerso nei prati e un sentiero (percorribile con carrozzelle e passeggini) corre tutt’attorno allo stagno. Panchine e una fontana con acqua potabile invitano a soffermarsi e alcuni frammenti di roccia raccontano la storia geologica del territorio.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Chiese e abbazie
    Cappella di Santo Stefano
    Laces, Val Venosta

    La cappella di S. Stefano a Morter, considerata la Cappella Sistina della Val Venosta, risale all’anno 1487 ed è sicuramente una delle chiese più belle dell’Alto Adige. Anche se da fuori la chiesa appare semplice e modesta, gli splendidi affreschi all’interno affascinano chiunque è interessato all’arte o alla cultura.

    Aperto ogni venerdì e sabato dalle ore 14.30 alle 17.30 (aprile-fine ottobre).

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Fortezze e castelli
    Le trincee di Tiso
    Funes, Regione dolomitica Val di Funes

    Nel terreno attorno a Tiso, collocate su dieci alture tra la valle e la montagna fino all´altitudine di 1260 slm, si possono trovare vecchi muri, fosse e caverne, in parte dissotterrate o nascoste. Sono testmoni di una vasta linea di fortificazioni campali.

    In previsione dell’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale l’impero Austro-Ungarico fece costruire o rinforzare strutture difensive non solo vicino al confine, ma anche in diversi punti strategicamente importanti dell’entroterra. Una di queste “2° linea di difesa” era lo “Sbarramento di Chiusa“: Questo aveva lo scopo di rallentare o addirittura fermare qualsiasi avanzata delle truppe italiane nella Valle d’Isarco dalla zona di Bolzano o dalle Dolomiti. Al centenario della Grande Guerra si è costituito il “Gruppo di lavoro delle trincee di Tiso” con lo scopo di studiare la storia di queste trincee e di far partecipare gli interessati alle nuove, a volte sorprendenti scoperte.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Faggio sul Colle del Giovo
    Meltina, Bolzano e dintorni

    Il faggio al Tschaufen è uno dei monumenti naturali di Meltina.

    I monumenti naturali sono elementi della natura di particolare valore scientifico, storico o paesaggistico, come alberi secolari, formazioni rocciose, sorgenti o cascate.
    Sono tutelati per conservarne l’unicità e la bellezza e per sensibilizzare sull’importanza della protezione della natura.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Laghetto Wuhn
    Tires al Catinaccio, Regione dolomitica Alpe di Siusi
    Al Wuhnleger potete ammirare una delle viste più suggestive sul Catinaccio – intensa e ravvicinata come in pochi altri luoghi della zona. Il prato si trova a 1.402 m nel cuore del Parco Naturale Sciliar–Catinaccio ed è abitato da una ricca fauna: nel laghetto e nei dintorni vivono rospi, salamandre, libellule e molte altre piccole creature.
    Anche la storia ha lasciato il suo segno: le cosiddette “buche delle bombe” risalgono alla Seconda Guerra Mondiale e sono il risultato dello sgancio di emergenza di un aereo intorno al 1943.
    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Dolomiti senza confini
    Sesto, Regione dolomitica 3 Cime
    “DOLOMITI SENZA CONFINI” è un’alta via unica nel suo genere, il cui percorso di 108 km, suddiviso in nove tappe a tratti molto impegnative, si sviluppa a cavallo tra due Paesi, passa per dodici vie ferrate e tocca diciassette rifugi alpini. Un itinerario fortemente simbolico, dal punto di vista non solo alpinistico ma anche storico, giacché si snoda in parte lungo trincee e gallerie che sono state scenario della Grande Guerra, tra il Cadore e le Dolomiti di Sesto, dalle Tre Cime di Lavaredo alla valle di Gail, in Austria. L’alta via è accessibile da più punti: in Tirolo Orientale dai paesi di Kartitsch e Obertilliach – entrambi appartenenti alla rete internazionale di Bergsteigerdörfer (villaggi degli alpinisti) –, a Sesto dal Passo Monte Croce, dai prati di Croda Rossa o dal Rifugio Fondovalle e a Belluno dal Rifugio Auronzo, da Misurina o da Valgrande, presso Padola. Un’avvincente avventura per gli scalatori del XXI secolo.
    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    La storica stazione doganale di Tel
    Parcines, Merano e dintorni

    La storica stazione doganale di Tel

    L'imperatore Claudio (41-54. Chr.) stabilì a Tel (> gr. Teloneion = dogana) il confine tra le province romane di Raetia (con capitale Augusta Vindelicorium, Augusta) e Venetia et Histria, ponendo le basi per la stazione doganale e la riscossione del pedaggio per merci e veicoli.

    L'iscrizione latina sul piedistallo della statua di Diana mostra che un certo Aetetus, nel III secolo a capo dell'ufficio doganale di Tel, fece costruire il tempio a questa dea dedicato. A Claudio si deve anche il "dazio doganale gallico" (= dazio sull’esportazione di merci destinate alla Germania, che sostituì il dazio interno denominato “illirico”). Lungo la Via Claudia Augusta, importante via di comunicazione, furono create locande e stazioni di posta per il cambio di cavalli. Dal momento in cui i Romani lasciarono il territorio, verso la fine del V secolo d.C., non si è registrò per secoli l’esistenza di una dogana.

    Si deve attendere il 1160 perché un ufficiale delle dogane venga nuovamente segnalato, mentre risale al 1271 la menzione di una dogana di proprietà dei Conti del Tirolo (Mainardo II). Nel 1388 la stazione doganale di Plars venne trasferita a  Tel (in quella che oggi è la locanda "Roessl", che alcuni anni fa, dopo la sua ristrutturazione, riprese il nome di "Zollwirt"), diventando la più importante del Tirolo. I doganieri dovevano tenere un registro preciso delle entrate, il cosiddetto “registro della dogana”, che veniva trimestralmente consegnato alla Camera del conte. Le entrate della dogana elevarono i doganieri a livello di funzionari di corte. Nel 1808 il governo bavarese vendette l’edificio e nel 1829 la stazione doganale fu completamente abbandonata, perché venne introdotta la "tassa sui consumi". A partire dal 1400 sono 27 i nomi dei doganieri noti. Nell’esercizio della funzione doganale rientrava lo Zollbaur, una locanda con l’ufficio doganale sul lato sinistro della casa, un deposito sulla destra e, un po' più indietro, lo Steidlhof. L'arciduca Ferdinando (1503-1564), imperatore del sacro romano impero, re di Ungheria e Boemia, arciduca d'Austria, visitò una volta il Steidlhof. La sua incoronazione a imperatore (1525) è ricordata da uno degli affreschi rinascimentali presenti nella mescita dei doganieri. Tale opera, certamente precedente al 1530 è oggi meravigliosamente restaurata e conservata.

    L'ex stazione doganale oggi non esiste più.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Fortezze e castelli
    Castel d'Appiano
    Appiano sulla Strada del Vino, Strada del Vino

    Dopo una breve escursione attraverso il bosco misto fino a Castel d'Appiano, i visitatori vengono accolti da un panorama unico: sopra il capoluogo Bolzano si erge uno dei gruppi montuosi più famosi dell'Alto Adige, il massiccio dello Sciliar e il leggendario Catinaccio. Spingendo lo sguardo oltre il paesaggio, si possono ammirare le Alpi Venoste a nord e la catena del Lagorai nel Trentino a sud.

    Storia:

    Il castello fu costruito dal conte Ulrico II intorno al 1130 ed era già allora una delle fortezze più potenti della regione. Nel 1158 fu distrutto, ma poco dopo venne ricostruito. Nel 1315 passò ai principi territoriali del Tirolo e da allora cambiò più volte proprietario. Dal 2019, il castel d' Appiano  è di proprietà del comune di Appiano. Tra i numerosi castelli conservati in Alto Adige, Castel d'Appiano è senza dubbio uno dei più impressionanti grazie alla sua posizione particolare.

    Stile architettonico e particolarità:

    Castel d'Appiano unisce la bellezza del paesaggio al fascino romantico di una fortezza medievale. Particolarmente suggestivo è il mastio con la sua forma pentagonale, risalente in parte al XVI secolo. Il punto culminante dal punto di vista storico-artistico è la cappella del castello con il suo ciclo di affreschi.

    Visite guidate:

    Castel d'Appiano e la sua cappella possono essere visitati nell'ambito di visite guidate ogni 30 minuti dalle 11:00 alle 16:00 nei seguenti giorni:

    • Aprile – luglio: da giovedì a domenica
    • Agosto: da giovedì a lunedì
    • Settembre – novembre: da giovedì a martedì

    Per maggiori informazioni sulle visite guidate, è possibile contattare l'Associazione Turistica di Appiano all'indirizzo info@eppan.com o telefonicamente al numero +39 0471 662206.

    Percorso di tiro con l'arco Castel d'Appiano:

    Il percorso di tiro con l'arco accanto a Castel d'Appiano è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì e offre ai visitatori emozioni e un'atmosfera medievale durante la "caccia" con arco e frecce.. L'intero percorso richiede circa 3 ore.

    Escursioni:

    L'escursione a Castel d'Appiano è una delle tappe del percorso delle Tre Castelli, che comprende anche le rovine del castello di Boymont e il castello di Korb.

    Avviso: Il Castel d’Appiano sarà chiuso per pausa invernale dall’11 novembre 2025 fino al 27 marzo 2026 compreso. Da sabato 28 marzo 2026 vi diamo nuovamente il benvenuto e non vediamo l’ora di iniziare una nuova stagione ricca di storia, cultura e piaceri al Castel d’Appiano!


     

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Lago di Braies
    Braies, Regione dolomitica 3 Cime
    In estate il lago di Braies brilla color smeraldo, in inverno è coperto da una coltre di ghiaccio e neve. Il lago é comunque punto di partenza per passeggiate, escursioni d'alpinismo, gite con le racchette di neve, ecc. in ogni stagione dell'anno. Anche gli appassionati del nordic walking amano passeggiare in questa zona. E coloro che amano le sfide a Braies possono misurare le proprie capacità in una delle tre palestre roccia.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Piramidi di terra
    Meltina, Bolzano e dintorni
    Le piramidi di terra di Meltina si sono formate grazie all’azione dell’acqua e del tempo.
    Dopo l’ultima era glaciale si depositò del materiale morenico argilloso, che la pioggia e l’erosione hanno progressivamente modellato.
    Dove le pietre più grandi hanno protetto il terreno sottostante, si sono formate le tipiche colonne di terra.
    Esse cambiano continuamente e rappresentano uno straordinario esempio della forza modellatrice della natura.
    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Laghetto di Rablà – L’oasi naturale lungo la ciclabile
    Parcines, Merano e dintorni

    Dopo un accurato intervento di riqualificazione, il laghetto di Rablà torna a splendere – ed è di nuovo accessibile al pubblico!

    A pochi minuti a piedi dalla stazione di Rablà, direttamente sulla popolare pista ciclabile Via Claudia Augusta, questo piccolo specchio d’acqua invita di nuovo a fermarsi, respirare profondamente e godersi la natura.

    Negli scorsi anni, questo luogo idilliaco era chiuso: una pianta acquatica invasiva – Elodea nuttallii, originaria del Nord America e nota come peste d’acqua – si era diffusa in modo incontrollato, compromettendo l’equilibrio ecologico del laghetto. Il risultato: acque torbide e una drastica riduzione della biodiversità.

    Per salvare questo angolo prezioso di natura, è stato avviato un intervento congiunto tra gli uffici provinciali, il Comune di Parcines e l’associazione pescatori locale: il livello dell’acqua è stato abbassato, le piante rimosse e il fondale riempito con materiale pulito. È seguita una rinaturalizzazione attenta e rispettosa.

    Oggi il laghetto si presenta di nuovo in tutta la sua bellezza: limpido, accogliente e immerso nel verde. Alimentato dal Rio Ziel e circondato da rive rigogliose, ospita numerose specie animali locali: germani reali, folaghe, aironi cenerini, merli acquaioli, ballerine, rane, pesci e libellule come la mosaico verde o la maestosa libellula imperatore.

    Una panchina con vista sull’acqua invita a una pausa – che sia durante una pedalata, una passeggiata o semplicemente come piccola fuga nella natura. Chi osserva con attenzione, potrà scoprire la bellezza autentica di questo luogo.

    Bentornati al laghetto di Rablà – un cuore silenzioso tra ciclabile, stazione e natura!

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Pietra votiva romana di Montelbon
    Parcines, Merano e dintorni

    Situata nel centro di Parcines, Casa Montelbon si distingue per l'affresco di Maria Ausiliatrice sulla facciata e per l'arco a tutto sesto che corona il passo carrabile.

    Sul lato che dà verso le montagne, si conserva il muro di cinta medievale con portone sormontato da arco a tutto sesto. L'edificio è sottoposto a tutela monumentale.

    Durante i lavori di riparazione delle finestre al primo piano, un giorno fu ritrovata la parte superiore di un blocco di marmo bianco su cui figurava un'iscrizione. Poiché non se ne riusciva a chiarire il significato, la pietra rimase a lungo dimenticata in un angolo della casa. Nel 1954, tuttavia, nella latteria di fronte fu rinvenuta una seconda pietra: si trattava della parte mancante del blocco di marmo, il cui bordo superiore combaciava alla perfezione con quello inferiore del pezzo trovato in Casa Montelbon. 

    Quella che è risultata essere una pietra votiva del periodo romano porta un'epigrafe incompleta e difficile da leggere. Ogni ipotesi sul suo contenuto, dunque, è frutto di interpretazione. È possibile che parli del caporale di un procurator preposto ai servizi finanziari o doganali. Allo stesso modo, potrebbe fare riferimento a un beneficiarius procuratoris. Nell'Impero romano, i beneficiarii assolvevano a funzioni di polizia. Può darsi che il beneficiarius, che sottostava al governatore della Rezia, fosse di stanza a Parcines e fosse incaricato del controllo del traffico e della manutenzione della Via Claudia Augusta. Ciò proverebbe che il confine italo-retico correva a sud/est di Parcines. Ogni interpretazione è, tuttavia, dubbia (cfr. Kaufmann, 2018, p. 50).

    La pietra votiva di Montelbonè esposta nel Museo Civico di Merano. L'edificio è di proprietà privata e gli interni non possono essere visitati.

    Fonte: Kaufmann, Günther (2018): Der Meraner Raum zwischen Spätantike und Frühmittelalter. In: Gustav Pfeifer (a cura di), 1317 – Merano nel Medioevo (pp. 39–116). Bolzano: casa editrice Athesia Tappeiner

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Bunker23 a Tarces
    Malles, Val Venosta

    Immerso nel pittoresco paesaggio della Val Venosta, il Bunker23 a Tarces cela una storia affascinante sotto la superficie. Quello che dall'esterno appare come un modesto relitto del passato, un tempo era una parte strategicamente importante del cosiddetto "Vallo Alpino" – un vasto sistema di difesa militare.

    Oggi, questo bunker si è trasformato in un luogo d'incontro unico. Il Bunker23 funge da spazio culturale che unisce arte, storia e memoria. Nelle sue fredde gallerie si tengono regolarmente mostre, visite guidate ed eventi che immergono i visitatori in un'atmosfera davvero speciale.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Tschaufer Weiher
    Meltina, Bolzano e dintorni

    Il laghetto di Tschaufen, un tempo realizzato artificialmente come stagno per la pesca, è oggi sotto tutela ambientale.

    I biotopi protetti sono habitat naturali di grande valore, che ospitano numerose specie animali e vegetali, spesso rare o minacciate.
    Essi contribuiscono alla conservazione della biodiversità e all’equilibrio ecologico del territorio.
    In queste aree la natura viene lasciata il più possibile al suo corso, permettendo a flora e fauna di svilupparsi senza disturbo.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Patrimonio naturale castagno maso Oberweirach
    Parcines, Merano e dintorni

    Registrato come monumento naturale dal 1979 presso la Provincia Autonoma di Bolzano Dipartimento Natura, Paesaggio e Sviluppo del Territorio. La ragione della protezione è la sua peculiarità estetica.

    Il castagno si trova direttamente al maso Oberweirachhof a Tel in Via Weirachweg e può essere visitato durante un'escursione lungo il sentiero culturale Peter Mitterhofer. L'Oberweirachhof si trova vicino l'osteria contadina Unterweirachhof (qui si trova il monumento naturale “Vino Bianco Heunischer”).

    La corona del castagno è densamente frondosa e ben formata e domina il vicino maso Talgütl-Hof.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Patrimonio naturale Cascata di Parcines
    Parcines, Merano e dintorni

    Nell'estate del 2015 sono stati effettuati i primi rilevamenti scientifici riguardo alla composizione chimica dell'acqua, dell'igiene e dell'aria presso la cascata di Parcines. Le analisi sono state eseguite dall'Università della Tecnica di Monaco di Baviera, sotto la guida del Prof. Dott. Reinhard Niessner dell'Institute of Hydrochemistry, Chair for Analytical Chemistry. I risultati sono stati rielaborati in una perizia medico-climatologica dalla Prof. Dr. Dr. Angela Schuh dell'istituto per l'elaborazione di informazioni mediche, biometria ed epidemiologia dell'Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera e docente di Public Health & ricerca clinico-assistenziale. Oggetto degli studi erano gli effetti positivi della cascata di Parcines sulla salute e le sue potenzialità nel sostegno del benessere, nella prevenzione e nella terapia.

    L'ampia perizia attesta che “in generale la qualità dell'aria attorno alla cascata di Parcines è ottima” ed è particolarmente salubre nelle ore prima dell’alba e nel tardo pomeriggio e alla sera, quando il sole è sceso dietro le montagne, nonché in caso di cielo coperto. Sono state misurate concentrazioni di particelle tra 800 e 1200/cm³, vicine ai valori delle zone con l'aria più salubre al mondo sopra l'Atlantico nordorientale e sopra l'Artide (meno di 500 particelle/cm³).

    Al momento si stanno studiando i risultati delle ricerche e delle misurazioni al fine di individuare un'offerta mirata per ospiti e popolazione locale.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Lapide sepolcrale Romana - Via Claudia Augusta
    Parcines, Merano e dintorni

    Il Hochhuebenhof a Parcines è stato un feudo dei vescovi di Salisburgo del 14°sec. Vicino alla porta d’ingresso, nella parete esterna del muro di cinta, è inserita una lapide sepolcrale romana con la quale un ufficiale romano della stazione doganale di Tel ha commemorato la morte di suo figlio Quintus Caecililus Eutropius avvenuta a soli 21 anni e 11 mesi. Di fronte a questo feudo sono stati trovati resti di tombe e delle monete romane.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Patrimonio naturale Pozze di Tablà / Tablander Lacken
    Parcines, Merano e dintorni
    I laghetti “Tablander Lacken” sono due laghi di alta montagna nel Parco Naturale Gruppo di Tessa e si trovano sotto il giogo “l'Halsljoch” a circa 2.650 m s.l.m. Sono vicini ai laghi di Sopranes e sono circondati dalle cime “Tschigat”, “Lazinser Rötelspitz”, “Plattenspitz” e “Stacklwand”.

    Il toponimo “Tabland” si riferisce alla piccola frazione di Tablà a Parcines. Il nome “Lacke” deriva dal dialetto altoatesino - in Alto Adige, i piccoli laghi sono generalmente chiamati "Lacke". 

    Il grande lago è lungo 160 m, largo 90 m e profondo circa 8 m. Il piccolo lago è lungo 50 m e largo 40 m. Entrambi si trovano in un bacino poco profondo formato da ghiacciai dell'era glaciale. L'acqua dei “Tablander Lacken” proviene dai pendii delle cime circostanti e scorre sottoterra nel rio Zielbach nella valle Zieltal di Parcines. 

    I laghi di montagna solitari possono essere raggiunti attraverso impegnative escursioni in alta montagna nel Parco Naturale Gruppo di Tessa.

    (fonte: Ewald Lassnig - Dorfbuch Partschins)
    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Geocaching
    Lana, Merano e dintorni

    Il geocaching: la caccia al tesoro col GPS

    Il geocaching (composto di geo-, "terra", e -cache, "nascondiglio") è una sorta di caccia al tesoro hi tech nata nel 2004 e diffusa ormai in tutto il mondo.

    Il principio è semplice: data la posizione di un oggetto, il cosiddetto geocache, i partecipanti si lanciano alla sua ricerca, mettendo alla prova la propria capacità di orientamento e scoprendo luoghi nuovi in un modo originale e divertente.

    Anche nell’area di Merano e dintorni sono nascosti geocache, le cui coordinate geografiche sono pubblicate on line e raccolte in un database ufficiale. In collaborazione con MGM, l'Associazione Turistica Lana e dintorni si è unita al gioco e sfida chiunque a munirsi di ricevitore GPS e a cimentarsi nella ricerca dei "tesori". (Cannocchiali)

    Ma in cosa consiste esattamente un geocache? Non è altro che un contenitore impermeabile nascosto in un luogo d'interesse al cui interno si cela un logbook, ossia un quadernino su cui è possibile scrivere i propri dati per documentare il ritrovamento.

    Ciò fatto, il contenitore va richiuso e riposto dov'era. Il successo della ricerca va poi riportato anche su Internet, magari con l'aggiunta di qualche foto o commento, in modo da informarne gli altri partecipanti al gioco e soprattutto colui che ha nascosto il geocache.

    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    Arte e cultura
    Monte Pana - Panaraida/3. stazione - Naturnal World Heritage Cinema
    Santa Cristina Val Gardena, Regione dolomitica Val Gardena
    Il Cinema Unesco offre uno straordinario punto panoramico sull’incantevole scenario montano delle Dolomiti, patrimonio naturale dell’umanità, sul parco naturale Puez Odle o sugli imponenti Sassolungo e Sassopiatto. A occhio nudo o con l’aiuto di un cannocchiale panoramico, è possibile ammirare ogni vetta montana e confrontarla con quelle intagliate dagli artigiani di Santa Cristina su una parete lignea.
    Difficoltà: null
    0 m di dislivello
    0h:00 min durata
    1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17