Parco Naturale Sciliar-Catinaccio

Il Parco Naturale Sciliar-Catinaccio si estende su una superficie complessiva di 6.796 ettari, nelle Dolomiti altoatesine occidentali. Assieme alla Zona di tutela paesaggistica dell'Alpe di Siusi forma un'area naturale unitaria.

Lo Sciliar , con le due cime Punta Santner e Punta Euringer, è considerato uno degli emblemi dell'Alto Adige. Il punto più alto del massiccio è dato dal Monte Pez (2.563 m). Anche i boschi attorno a Tires, a Fiè e a Siusi nonché la Val Ciamin fanno parte del Parco Naturale e dal 2003 anche il Catinaccio è entrato a far parte della zona tutelata.

 

Soltanto in poche zone delle Dolomiti la storia della loro genesi è così viva e tangibile come in quest'area. Il basamento del massiccio è costituito generalmente da rocce di colore rosso scuro che appartengono al complesso porfirico-quarzifero di Bolzano. Su di esso poggia l'arenaria della Val Gardena, il cui contenuto ferroso rende il terreno circostante di colore rosso vivo.

 

L'elevato contenuto in argilla del terreno spiega, in questa zona, l'abbondanza di ruscelli, sorgenti e torbiere (come ad esempio la Palude Grande).

 

La caratteristica sagoma dello Sciliar è da ricondurre proprio alla particolare composizione geologica del massiccio. La dolomia dello Sciliar caratterizza la struttura corallina delle Dolomiti occidentali.

 

La zona di mezza montagna di Fiè, Siusi e Castelrotto è ricca di insediamenti preistorici. I ritrovamenti di Umes e Aica di Fiè testimoniano come queste zone soleggiate siano state sempre abitate fino dall'età del bronzo.

 

Oltre al Centro visite Sciliar-Catinaccio di Tires, il parco offre ora anche un punto informativo posizionato presso una delle porte principali all'area protetta, ovvero il Laghetto di Fiè allo Sciliar. La struttura intende offrire al visitatore una panoramica del parco, degli habitat e delle specie floristiche - faunistiche in cui si imbatterà percorrendo i principali sentieri della zona tutelata. In particolare viene posto l'accento sugli ambienti umidi e sugli uccelli del parco grazie a svariati esemplari e la riproduzione del loro canto