settembre 2015

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Su, al maso

Lui ha scelto di restare. Lei ci si è trasferita. Oggi la famiglia Zöggeler vive felice lassù. Sul maso.

In Alto Adige, c’è chi su un maso ci è nato. Ma ha anche deciso di restarci e di custodirlo, come Sebastian Zöggeler. Per lui ogni giorno da trentatré anni la sveglia suona alle 5.30 del mattino.

Sebastian è diventato contadino a venti anni, quando ha iniziato a portare avanti il maso di famiglia: mungere, portare il latte in paese, pulire la stalla, nutrire gli animali, tenere in ordine la fattoria, coltivare, fare lezioni di equitazione, mungere di nuovo in serata e trovare tempo da dedicare ai propri figli. Questa la quotidianità di Sebastian, che di figli, insieme a sua moglie Sonja, ne ha ben sei: Anna, Julia, Greta, Jakob, Eva, Laurin. Che la famiglia Zöggeler abbia così tante figlie femmine, fino a qualche decennio fa sarebbe stato un problema. Perché il maso Oberfahrerhof è un maso chiuso. E questo comporta non poche complicazioni.

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Pausa pomeridiana: i coniugi Zöggeler e tre dei loro figli.

"Il più piccolo dei nostri figli dice che sarà lui il contadino, sebbene non abbia la più pallida idea di cosa questo comporti. Io mi sono fatto carico della fattoria da giovane perché i miei fratelli avevano tutti intrapreso altre carriere e qualcuno doveva pur prendere il maso. Così a venti anni mi sono ritrovato contadino". In Alto Adige ci sono 12.300 masi classificati come chiusi: questo implica che il maso può essere ereditato solo se non viene suddiviso. Implicitamente questa norma prevede che solo un figlio possa ereditarlo. "Non pensiamo che avremo difficoltà per il futuro. La cosa che più conta per noi al momento è l'istruzione dei nostri figli".

Il maso della famiglia Zöggeler, l’Oberfahrerhof, è un paradiso per chi ama la natura. A 1.500 metri di altezza nel piccolo borgo di Valas a S.Genesio (Bolzano) con verdi prati all’orizzonte, ci si sente liberi. In primavera il cielo è rischiarato dal sole e i prati sono pieni di denti di leone, i caratteristici fiori gialli. Persino i cavalli avelignesi del maso non esitano a pascolare liberi e indisturbati nei prati privi di recinsione di proprietà della famiglia Zöggeler. Ma senza mai allontanarsi.

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La casa e la stalla della famiglia Zöggeler a Valas (Bolzano) a 1.500 metri di altezza.

Incroci di generazioni

Da cinque generazioni la stessa famiglia di mucche grigie e di cavalli avelignesi vive al maso Oberfahrerhof e rappresenta la ricchezza e la sussistenza per la famiglia Zöggeler. La vita in questo maso è aperta anche ai turisti: come membro degli agriturismi del gruppo "Gallo Rosso", l’Oberfahrerhof accoglie nei propri appartamenti turisti da tutto il mondo, che possono così anche sbirciare dietro le quinte nella vita sul maso.

Le mucche dell’Oberfahrerhof hanno un trattamento di lusso: pensione completa e vacanze in alta quota incluse. In estate quasi tutte vengono portate in malga (verso pascoli più alti) dove possono respirare aria più fresca e rinvigorirsi. Sono esseri sensibili e delicati, le mucche: riconoscono Sebastian non appena entra in stalla e rischiano un’insolazione se passano troppo tempo nei prati sotto il sole di agosto. Tutte queste attenzioni finiscono in un latte gustoso e nutriente. "Spesso vengono qui al maso clienti che non bevono latte…finché non assaggiano il nostro! Molti bambini iniziano addirittura ad andare a mungere con Sebastian oppure attendono che lui torni dalla stalla con il latte caldo appena munto", racconta Sonja.

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La famiglia Zöggeler alleva la stessa generazione di mucche e cavalli da cento anni.

Non solo gli animali, anche i valori sono importanti al maso Oberfahrerhof. Tutto si fa attentamente. E con calma. "Teniamo da sempre solo mucche di razza grigia delle Alpi", una razza autoctona. "Rispetto alla razza olandese le nostre producono molto meno latte. Solo 5.000 kg l’anno contro i 10.000 delle olandesi", ci spiega Sebastian. Meno latte prodotto significa meno denaro in entrata. Ma all’Oberfahrerhof i profitti non sono l’unico valore di scambio.

Un contadino non conosce ferie

Gli Zöggeler sono una famiglia multitasking: coltivano, producono latte, organizzano vacanze e tengono lezioni di equitazione. "Tutte queste attività sono importanti perché ci permettono non solo di rientrare nelle spese, ma anche di guadagnare qualcosa in più. Solo attraverso la produzione del latte non potremmo mai vivere".

Ogni giorno, verso le 18.30, bisogna mungere di nuovo. Per circa tre ore. A quel punto la giornata può dirsi davvero finita. Su un maso un contadino non conosce nè orari e nè ferie. "Se andassimo via non ci sarebbe nessuno in grado di badare a tutti gli animali", dice l’allevatore. Insomma, niente vacanze per la famiglia Zöggeler. L’unico giorno di riposo è la domenica – sebbene anche allora Sebastian debba passare un po’ di tempo in stalla per mungere...

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Al maso Oberfahrerhof ci sono venti mucche di cui Sebastian si prende cura personalmente.

Allevatori per convinzione

Ogni giorno alle 7.30 Sebastian porta il latte appena munto a Valas. Da lì il latte viene ritirato e in ventiquattro ore giunge nei nostri supermercati in bottiglia o sotto forma di yogurt, burro o latticini. Tutto prodotto con il latte di Erika, Wilma, Linze e le altre trenta mucche grigie dell’Oberfahrer insieme a quelle di altri 5.500 allevatori e produttori caseari altoatesini. Nella stalla di Sebastian c’è, ovviamente, anche un toro. "Il suo nome è Nimbo", dice con orgoglio l’allevatore. Perché secondo Sebastian "senza un toro non ci si può definire un contadino".

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Non c'è contadino senza toro: qui Sebastian con il suo Nimbo.

Se non c’è contadino senza toro nella stalla, è pur vero che in Alto Adige non c’è maso che funzioni senza una contadina. Mentre Sebastian si è ritrovato contadino, per Sonja è stata una scelta. "Lavoravo in ufficio ma quella vita non mi piaceva. Ho sempre amato la campagna e soprattutto i cavalli". Il lavoro di Sonja al maso non è sempre ben visibile ma è fondamentale: "forse non si vede tutto quello che faccio, ma io mi dedico ogni giorno ai miei compiti con consapevolezza e dedizione. Posso affermare di fare quello che mi piace ogni giorno. Per questo non tornerei mai indietro".

Testo: Dora Vannetiello
Immagini: Alex Filz