febbraio 2017

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Il tempo del sole

Le meridiane dell’Alto Adige contano solo le ore più belle, quelle senza minuti e senza secondi.

Ci troviamo in Val Gardena, di fronte alla casa dei fratelli Roland e Simon Moroder. Alzando lo sguardo non si può non notare la meridiana dal quadrante incredibilmente dettagliato che domina la facciata principale dell'abitazione. Il giardino che circonda la casa presenta invece un susseguirsi di creazioni e sperimentazioni di orologi solari a forma sferica, che riproducono il globo o diventano poligoni in cui l'ora si legge su diversi meridiani. Tutti gli orologi indicano che sono circa le ore 11. "Non importa conoscere l'ora esatta" affermano i due fratelli. Quella solare è più che sufficiente.

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discover Meridiane in famiglia

La passione dei due fratelli Moroder per le meridiane si esprime in meridiane di ogni forma e dimensione. La più grande da loro realizzata è quella sul monte Pana, "la cui complessità permette di mostrare l’ora quasi al secondo di sessanta località del mondo", racconta Simon.

Una volta lo scorrere del tempo veniva misurato in modo molto più approssimativo, scandito dalla luce del giorno, dal calare della notte o dal suono delle campane. Quando i lavoratori nei campi sentivano il rintocco della grande campana della chiesa del paese sapevano che era ora di fare una pausa. A chi interessava se le campane del paese vicino suonavano prima? Faceva giorno e faceva notte e nel mezzo c'era mezzogiorno. Solo questo contava.

Tutto è cambiato 600 anni fa, con l'avvento dell'orologio meccanico. Da allora ogni minuto è diventato essenziale, tanto che oggi è impensabile non avere un orologio a portata di mano.

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discover Tempo in forma solida

A Ortisei la residenza di Simon e Roland Moroder, costruttori di meridiane, si riconosce in un batter d’occhio.

Fratelli in arte

Simon, graphic designer di professione, è astronomo per vocazione e costruttore di meridiane per caso. Suo fratello, che come tanti gardenesi ha animo d’artista, si occupa della parte decorativa nella realizzazione degli orologi solari. "Roland realizza le meridiane con la tecnica dell’affresco. Usa solo colori naturali, che con l’affresco restano brillanti per almeno cinquant’anni", racconta il graphic designer. Il suo amore per le merdiane nasce nel 1983, quando a Roland viene chiesto di realizzare una meridiana. Con spirito da imprenditore, Simon decide di cimentarsi nella parte tecnica. "Molto presto ho scoperto che era più complesso di quanto pensassi. Infatti al primo tentativo ho fallito, ma non ho gettato la spugna. Un modo doveva pur esserci". 

Come un apprendista pittore che segue il maestro in bottega e ne apprende i segreti, Simon Moroder si è recato a San Genesio, sopra Bolzano, presso un esperto costruttore di meridiane dell’Alto Adige. "Ora so esattamente dove posizionare il quadrante e come calcolare il tempo vero e quello convenzionale". Sono ormai lontani i tempi in cui la gente lo prendeva in giro mentre passava le giornate appeso alla parete di casa nel tentativo di costruire la meridiana perfetta.

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discover Lana di sotto – orologio del 1763

Nella costruzione di una meridiana, la scelta della facciata è fondamentale. Sulla parete di questo palazzo di Lana, nei pressi di Merano, al tipico quadrante circolare se ne associa uno trasversale, sul lato occidentale della casa (a destra nell’immagine), che segna le ore pomeridiane.

Segni distintivi

Già tra gli antichi egizi, che si cimentavano nella costruzione di obelischi nelle loro piazze, le meridiane erano in voga, mentre i greci, che al discutere del tempo dedicavano spesso la propria esistenza, hanno elaborato un particolare tipo di meridiana chiamata pellekinos.

"Creare meridiane è un’arte e una scienza", afferma Simon Moroder, che ormai crea meridiane non solo in Alto Adige ma in tutta Italia. Esempi dei suoi lavori si trovano a Biella, Verona e Courmayeur. Ma soprattutto nella sua Val Gardena. "C’è stato addirittura un periodo in cui sulla facciata di casa mia c’erano cinque meridiane", racconta l’esperto.

Noi siamo andati a trovarlo nel tentativo di comprendere non solo le spiegazioni fisiche e astronomiche, bensì anche quale segreto si nasconda dietro al fascino di questi meravigliosi strumenti misura-tempo. Simon paragona la costruzione di una meridiana a un momento di meditazione: "Fai una linea sul muro, attendi il trascorrere di un'ora e fai la seconda linea." Ogni meridiana è unica ed incomparabile, viene costruita appositamente per un luogo preciso e non può essere spostata. La parte più complicata del processo di costruzione consiste nel raccogliere i dati e calcolare il percorso dei raggi solari. Il quadrante viene poi disegnato sotto forma di linee che seguono l'ombra della lancetta, un alfabeto di segni, segmenti e curve, difficile da decifrare. 
La direzione dell'ombra per esempio indica le ore, solitamente sotto forma di numeri romani, mentre la lunghezza dell'ombra è indice del mese, in quanto le ombre sono più corte in estate e più lunghe in inverno. 
L'unico difetto? Se il sole è coperto, il tempo si ferma.

Il volto del tempo

La maggior parte delle meridiane in Alto Adige si trova in Val d'Adige, nella Bassa Atesina, dove molti anni fa i commercianti si stanziavano per gestire i loro affari a Bolzano. Qui costruirono imponenti edifici. Tra le più antiche meridiane, troviamo quella della parrocchia di S. Paolo, della quale rimane purtroppo quasi solo la lancetta. Ogni giorno il suo quadrante viene ridisegnato dai raggi del sole.

La terra della meridiana

In Alto Adige c’è un'altissima concentrazione di meridiane. Si trovano soprattutto sui palazzi signorili posti lungo quelle che erano le principali arterie di comunicazione del territorio. Ne consegue un patrimonio artistico ampio, con meridiane rinascimentali, barocche e moderne. Purtroppo esse non sempre sono adeguatamente tutelate, perché il loro valore non viene valutato correttamente. La meridiana più vecchia dell'Alto Adige si trova nel cortile interno del Convento dei Benedettini di Muri-Gries a Bolzano e fu costruita nel 1492, mentre Colombo scopriva l'America. 

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discover Casa Fröhlich-Glorenza

Motivi secolari si ritrovano nelle meridiane dei palazzi signorili. Dalle decorazioni di alcuni quadranti si può risalire all’attività principale del maso o della località. Questo orologio solare proviene da Glorenza e rappresenta grappoli d’uva, mele (in alto) e un paesaggio venostano (in basso).

Cime che contano

Ma gli orologi solari non sono i soli a misurare il tempo. In Alto Adige, complici i monti, esistono diverse meridiane naturali. Le genti di montagna, infatti, hanno presto imparato a utilizzare le vette alpine come sistema di riferimento per misurare lo scorrere del tempo. La tradizione vuole che i primi a notare la meridiana naturale di Sesto, sulle Dolomiti dell’Alta Pusteria, siano stati i romani, i quali, con una diversa concezione del tempo rispetto a noi, contavano le ore a partire dal sorgere del sole. Pertanto la loro "hora sexta" corrispondeva alle nostre ore dodici. Durante il solstizio d’inverno, a mezzogiorno a Sesto il sole si posiziona esattamente su una precisa cima, conosciuta oggi con il nome di Cima Dodici. Gli storici suppongono che proprio per tale ragione l’intera località porti il nome di Sexten - Sesto, riferito alla cima della hora sexta.

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discover Meridiana di Sesto

Le cime che circondano Sesto, in Val Pusteria, portano i nomi delle ore a cui corrisponde la posizione del sole: cima Nove, cima Dieci (altrimenti detta Croda rossa), cima Undici, cima Dodici e cima Una. In occasione del solstizio d’inverno infatti il percorso del sole coincide con la sequenza delle cime.

365 o qualcuno in meno

Mentre ammiriamo una delle originali meridiane create dai due fratelli e disposte accuratamente intorno alla loro abitazione, una nuvola sottile vela il sole, rendendo invisibili le ombre sui vari orologi. L'assenza di sole non influisce solamente sul nostro buonumore ma anche sulle meridiane, quasi come se le nubi rallentassero il tempo in modo oggettivo.

Ma allora che senso avevano questi strumenti, se spesso e volentieri non potevano svolgere la propria funzione? Con Simon Moroder abbiamo scoperto che quando si parla di meridiane non bisogna soffermarsi su dettagli di pura funzionalità. La meridiana esula infatti dalla sua funzione formale per diventare un simbolo, un decoro, un fregio di valore artistico. Potevano non servire a misurare il tempo nelle giornate uggiose, tuttavia la loro bellezza era in grado di rischiarare anche le giornate più buie.

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discover Motti e decori

Il motto in lingua ladina posto sulla meridiana inferiore recita: "Fai come la meridiana, che conta solo le ore piú belle". Nella provincia di Bolzano non è raro che i quadranti degli orologi solari, oltre che da decorazioni, vengano arricchiti da motti, araldi e saggezze popolari.

Ritorna il sole ma non ritorna il tempo

Una volta perduto, neanche una ricerca proustiana potrebbe mai riportarci indietro nel tempo. Eppure il tempo è uno spirito che da sempre gli uomini cercano in tutti i modi di far palesare e di ridurre a una dimensione fisica e misurabile, di volta in volta sotto forma di quadrante, ombra, acqua o sabbia. Nei secoli abbiamo imparato a incanalare il tempo in diversi machiavellici strumenti, dalle clessidre alle meridiane fino agli orologi, senza mai riuscire, tuttavia, a farlo nostro.

A Ortisei, per esempio, dove risiedono i due fratelli Simon e Roland, l'ora solare è leggermente in ritardo rispetto a quella convenzionale. "Mezzogiorno arriva esattamente 13 minuti e 20 secondi dopo il rintocco delle campane" afferma il costruttore di meridiane. Lanciamo uno sguardo al display dello smartphone. Poi alla meridiana affrescata sulla parete. Una nuvola si sta lentamente dissolvendo e gradualmente l'ombra diventa più netta e scura. Simon Moroder ha proprio ragione: all'improvviso proviamo questa piacevole sensazione di calma e rilassatezza, come se avessimo riguadagnato un quarto d'ora perduto.

L'orario dei nostri orologi è sempre più avanti o indietro rispetto all'ora solare. Solo in quattro giorni all'anno l'ora convenzionale si allinea perfettamente a quella solare. Simon Moroder, costruttore di meridiane

Proprio come quando, rigirando una clessidra tra le mani, interrompiamo lo scorrere dei granelli di sabbia, così anche il tempo sulla meridiana solare si ferma cortesemente un attimo per lasciar passare una nuvola. Dopo tutto questo ragionare sul calcolo dell'ora, la meridiana sembra quasi volerci ricordare che il tempo è un'illusione e che non possiamo certo paragonare un orologio analogico a un orologio solare. Le meridiane portano con sè il valore della tradizione, dell'arte, del tempo legato alla natura, che con la sua andatura, a volte più lenta e a volte più lesta, scandisce il ritmo irregolare delle nostre vite.

Tempo del sole e tempo atomico

Già durante il neolitico l’uomo osservava lo scorrere delle giornate attraverso la rotazione dell’ombra di un paletto.

Le meridiane danno allo scorrere del tempo un sapore che noi moderni non siamo abituati ad apprezzare: è il tempo legato alla natura, piuttosto che al mero calcolo meccanico dei secondi. Dopotutto, cos’è un secondo? Il tempo di un bacio, il battito d’ali di un pettirosso, il momento in cui si scopre cos’è la felicità? Nessuna di queste cose. Un secondo corrisponde alla durata di un numero definito di oscillazioni elettromagnetiche di un atomo di cesio. E quindi come potrà mai combaciare questo valore atomico con il passaggio dei raggi di sole che sereni indugiano sulle meridiane, determinando il giorno e la notte e cosí le nostre ore, i nostri ritmi, i nostri anni?

No, il tempo degli orologi analogici non è affatto quello degli orologi solari.