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settembre 2015

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Un hotel per il bene comune

Michil Costa, albergatore filantropo di Corvara, ha proclamato il Bene Comune come modello di gestione del suo hotel.

L'uomo al centro. Questo il motto dell’Economia del Bene Comune, un sistema economico alternativo. Michil Costa non ha dubbi, non possono essere solo i valori finanziari a farci uscire dalla crisi. Bisogna dare spazio ai valori umani. In Alto Adige tutti conoscono Michil Costa. Di primo acchito si direbbe che dipenda dal suo abbigliamento stravagante. L’albergatore di Corvara, infatti, indossa con disinvoltura giacche vistose e sgargianti e porta sempre alcune matite colorate nella tasca da pochette. Eppure non è per questo che è famoso.

Il cinquantaduenne è semplicemente uno spirito eclettico. È il volto dell’hotel a conduzione familiare La Perla, promuove una politica sostenibile e ha trasformato la Maratona dles Dolomites in uno degli eventi sportivi più celebri dell’arco alpino. E adesso punta tutto su una nuova filosofia economica, che d’impatto non sembrerebbe essere l’ideale per l’industria alberghiera. Dal 2011 Michil Costa aderisce pienamente all’Economia del Bene Comune, un modello economico, fondato dall’austriaco Christian Felber, che segue un principio interessante: al centro non è il profitto immediato dell’impresa ma l’uomo. Questo modello, alternativo a quello capitalistico, viene misurato concretamente attraverso un sistema a punti. Ogni azienda che vi prende parte può redigere un bilancio del Bene Comune. Obiettivo: che cresca di anno in anno.

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#1

Dipendenti fortunati

Prima che l’Economia del Bene Comune facesse il suo ingresso nelle sale arredate in maniera tradizionale dell’hotel La Perla, qui regnava un’organizzazione classica. Nella conduzione dell’hotel sono coinvolti anche i fratelli di Michil Costa. Ci è voluto un po’ di tempo prima che Michil potesse convincere la sua famiglia a cambiare sistema. Il cambiamento ha anche comportato che i dipendenti potessero utilizzare la piscina dell’hotel. "Mia madre era del tutto contraria e la cosa non deve destare stupore. Lei viene da una generazione del tutto diversa. Ma io sono un testardo. Quando voglio qualcosa non mi fermo finché non la ottengo".
Ma perché è stato persuaso a tal punto dall’Economia del Bene Comune, visto che la sua azienda era già ben avviata?"Never miss a good crisis" afferma con sguardo sincero. "La nostra società sta attraversando una crisi non solo economica, ma anche spirituale e crediamo di poterla superare col denaro. Io, però, non sono d’accordo. L’economia non è tutto. Per questo ho cercato un’alternativa".

#2

Punti o cifre in nero?

Anche una persona come Michil Costa sa di certo che ogni azienda deve scrivere anche qualche cifra in nero per poter avere successo. "L’aspetto finanziario è importante", dice, "eppure non è quello decisivo. Nell’Economia del Bene Comune contano di più valori come solidarietà, dignità umana e sostenibilità". Si punta su prodotti regionali e a km zero. E sulla democrazia interna. Per questo da un po’ di tempo nell’hotel La Perla sono i collaboratori a decidere come investire i profitti conseguiti. Col risultato che sono state costruite nuove stanze per gli ospiti invece di sostituire la lavanderia ormai logorata. "I collaboratori hanno deciso così" afferma Costa mentre alza le spalle.

Intanto l’albergatore dagli occhiali tondeggianti ha preso posto su una delle sedie bianche in giardino. Si accende un cigarillo e aggiunge dello zucchero di canna al suo caffè. "Questo zucchero ovviamente proviene da agricoltura controllata. Non è il massimo per cocktail alcolici ma anche questi tagli netti vanno accettati" afferma laconico. Il suo sguardo si posa sulla ruota idraulica che gira nello stagno davanti all’hotel. Anche il nuovo giardino dipende dalle decisioni dei dipendenti che, in nome del Bene Comune, hanno rinunciato a qualcos’altro.

#3

Verdure di venerdì

Tutto il clan Costa è dovuto andare a scuola di "Bene Comune". Non solo. Convertire un intero hotel alle regole di un nuovo modello economico non è uno scherzo. Ancora di più se si considera che le conseguenze sono di così ampio raggio. Sul menù dell’hotel La Perla non c’è più foie gras, così come in quello del ristorante La Stüa de Michil, insignito con una stella Michelin. E in estate niente mele, perché Michil Costa è contro le monocolture e le emissioni di CO2 delle celle frigorifere. "È assurdo consumare mele dell’anno precedente". Costa ha persino proclamato un veggie day in hotel: il venerdì la carne è bandita dal menù. Se, tuttavia, un ospite proprio non si lascia convincere, può comunque consumare carne. "Il nostro è un hotel di lusso e non un monastero". Lo chef, che lavorava da venticinque anni in hotel, non è riuscito ad abituarsi al nuovo sistema e si è dimesso. "Il suo rigido metodo di conduzione mal si adattava alla nostra nuova filosofia. Io voglio vedere i nostri collaboratori felici".

Pernottare all’hotel La Perla è una scelta dispendiosa. Alcuni ospiti attraverso il nuovo sistema si sentono messi sotto controllo e non l’accettano. "Alcuni clienti fissi non vengono più", dice Costa con atteggiamento comprensivo. Contemporaneamente è soddisfatto per le numerose reazioni positive e la nuova clientela, che apprezza proprio l’organizzazione alternativa dell’hotel e fa ritorno a casa con la consapevolezza di aver contribuito ad una società più equa.

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#4

Uno con le ali ai piedi

In passato Michil Costa era uno che girava il mondo. Ha vissuto a S. Francisco, Amburgo, Los Angeles, Londra, guadagnandosi da vivere come lavapiatti negli hotel. Sarebbe voluto diventare musicista, ma era troppo pigro per realizzare questo sogno. Finché non è incappato nella filosofia buddista e ha fatto ritorno a casa. "Ne avevo abbastanza del mondo. Volevo godermi le mie montagne" afferma. A causa delle emissioni di CO2, quasi non mette più piede su un aereo. Per gli ospiti provenienti dall’America l’hotel paga un conguaglio. Quando il cinquantaduenne abbraccia un progetto, lo fa completamente. Di recente ha presentato l’Economia del Bene Comune al Parlamento italiano. "È sempre lo stesso: all’inizio le persone ti prendono per matto. Poi però si sviluppa una bella energia". 
Improvvisamente un gallo canta nel pollaio dell’hotel. Michil Costa ride. A volte basta poco e sembra che nel mondo veda tutto bene. Per un attimo. 

Testo: Verena Duregger
Traduzione: Dora Vannetiello
Immagini: Alex Filz