Questioni di gusto

Il mio viaggio in Alto Adige attraverso i cinque sensi prosegue nel segno del gusto:

  • giugno 2016

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Questioni di gusto

Il mio viaggio in Alto Adige attraverso i cinque sensi prosegue nel segno del gusto:

quell’insieme di segnali sensoriali dato dalla percezione gustativa, olfattiva e tattile che il cibo trasmette una volta che finisce in bocca.  
E proprio il gusto è uno dei sensi che forse più vengono stimolati in quel fazzoletto di terra verde dove le nuvole si toccano con un dito che è l’Alto Adige. Si tratta infatti di una regione in cui i buongustai come me si sentono davvero in paradiso.

Perché qui gli ingredienti sono genuini grazie al lavoro appassionato di allevatori e agricoltori, ma anche perché la terra qui si sente amata e dunque  è particolarmente generosa. E i prodotti che ne derivano sono buoni in tutti i sensi: di qualità, nel rispetto della tradizione e con prezzi equi.

Che poi è la filosofia di una realtà che ho avuto la fortuna di incontrare durante la mia ultima esperienza in Alto Adige, a Merano per la precisione: Pur Südtirol, una “bottega” che vende prodotti di eccellenza del territorio altoatesino – a prezzi equi per i produttori e i consumatori – e che propone anche merende gustose dolci e salate. Pur Südtirol si trova anche a Bolzano e Brunico e nasce dall'idea di un sommelier, Günther Hölzl – dal 1992 direttore della Casa del vino di Merano – e Ulrich Wallnöfer, esperto di marketing e vendita, da sempre affascinato dal settore alimentare.

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Sono rimasta piacevolmente colpita dalla filosofia e dai valori di questa realtà, ma soprattutto dalle delizie che qui ho potuto assaggiare: formaggi che si sciolgono in bocca rilasciando tutto il sapore del latte di montagna che ricorda le erbe e i fiori di altura, e ancora lo speck, prodotto da maiali allevati in Alto Adige e affinato nella cantina di  Pur Südtirol, che non ha nulla a che fare con lo speck prodotto con maiali da allevamenti intensivi. E poi quel pane fatto con farine del territorio e l’acqua pura di montagna e il vino, grande protagonista qui: in accompagnamento alla merenda di salumi e formaggi del contadino, degustiamo un vino aromatico – per cui io stravedo – come il Gewürztraminer, talmente fresco e profumato che ricordano il suo territorio di provenienza.

Ma non solo. Basta un giro tra gli scaffali e gli espositori di Pur Südtirol e vengo rapita da sciroppi di fiori e frutta selvatica, marmellate, infusi, succhi e ancora frutta e verdura a Km0 e tante altre bontà spesso garantite dal marchio gallo rosso presente solo nelle eccellenze prodotte dai masi altoatesini. 
Impossibile non acquistare qualcosa qui e io mi porto via lo sciroppo di fiori sambuco: ottimo diluito in acqua fresca come bevanda rinfrescante, o aggiunto a prosecco, acqua tonica e foglioline di menta fresca per preparare il mio cocktail preferito: l’Hugo, freschissimo e leggermente alcolico, insomma ideale per un aperitivo estivo.

pur sudtyrol prodotti

Ma il mio viaggio all’insegna del gusto non è certo terminato nella bella cittadina termale di Merano, infatti è proseguito nel grazioso paesino di Fiè allo Sciliar ai piedi dell’omonimo massiccio montuoso delle Dolomiti.

fie allo sciliar

Qui dove è nata la tradizione dei bagni di fieno come trattamenti di benessere e dove ci si può rilassare nel lago naturale di Fiè allo Sciliar – miglior lago balneabile d’Italia per Legambiente – c’è anche un’altra attrazione imperdibile, almeno per chi come me è appassionato di vini: si chiama Blindprobe Sensorium ed è un’esperienza enologica davvero unica ovvero una degustazione di vini nell'oscurità aperta a curiosi e ad appassionati previa iscrizione. Mi spiego…

blindprobe sensorium degustazione

Letteralmente guidati dall'esperto Rainer Delago all'interno di una stanza buia, abbiamo degustato un calice di vino avvolti nella più completa oscurità e utilizzando i quattro sensi restanti: il tatto dato che ci siamo orientati in quello spazio buio tastando pareti, tavolo e sedia su cui sederci e versandoci da soli il vino nel bicchiere; udito perché abbiamo ascoltato le indicazioni e spiegazioni di un esperto; olfatto perché abbiamo provato a identificare i profumi all'interno del nostro calice; infine gusto, perché poi abbiamo assaggiato il vino naturalmente.

Cosa ho provato? È stato stranissimo all’inizio perché ti senti completamente disorientato nell’oscurità, poi una volta che ti abitui, ti rendi conto di quanto peso abbiano nell’interpretazione della realtà anche gli altri sensi, ahimé sempre meno usati rispetto a un senso imperante come quello della vista.

E la degustazione come è andata? Ho versato il vino da sola, senza far cadere una goccia dal calice, il vino si è riscaldato piano e ha sprigionato i suoi profumi più belli che mi hanno fatto già immaginare il gusto che avrei poi ritrovato in bocca. Fruttato e fresco, mi ricorda tanto la susina gialla matura, ma anche la mela golden dalla polpa croccante e dal sapore agrodolce. Solo una volta usciti dalla stanza buia, scopro che nel mio calice c’era un pinot bianco Strahler 2014 della Tenuta Stroblhof e così mi rendo conto dell'esperienza incredibile che ho appena fatto, perché il vino spogliato dalla sua forma (etichetta, colore e apparenza insomma) è diventato solo contenuto: un composto vivo di profumi e gusto che mi ha letteralmente catturato il cuore… e tutti i sensi!

Testo: Valentina Macciotta
Foto e video: Valentina Macciotta e Domenico Cosenza

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L'autrice

Valentina è orgogliosamente sarda, ma vive e lavora a Milano come freelance esperta di comunicazione online. Le sue passioni per i viaggi, la fotografia e l'enogastronomia sono tutte racchiuse nel suo blog www.enogastronovie.it e sui suoi profili social dove è conosciuta come @macciottina.