febbraio 2017

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Francesca Arra e Anton Hofer non si sono mai conosciuti, ma è come se li legasse un filo che va oltre il tempo.

Quasi un secolo di storia separa i due designer di tessuti Anton Hofer (1888-1979) e Francesca Arra (1962-), entrambi trasferitisi in Alto Adige dopo aver vissuto in una grande metropoli, il primo a Vienna, la seconda a Milano.

Tuttavia, i due designer di tessuti hanno molto in comune. Entrambi amano la decorazione, ma non a mero scopo estetico. Detestano il folclore vogliono dare nuova vita ai bellissimi tessuti prodotti tipicamente dalle tessiture artigiane dell'Alto Adige; ma si lasciano comunque ispirare dai disegni tramandati di generazione in generazione, riprendendo forme geometriche e linee curve, Anton in uno stile più serio, Francesca più giocoso. E anche gli elementi della natura prendono vita nei disegni stilizzati dei tessuti. Così facendo, Anton e Francesca portano l'arte nella nostra quotidianità.

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Anton Hofer e Francesca Arra.

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Anton Hofer

Per l'adolescente Anton Hofer, bolzanino, fu una vera fortuna che la madre lo mandasse a studiare a Innsbruck nel 1905. Grazie a una borsa di studio statale, si trasferì poi a Vienna per studiare alla Scuola di Arti Applicate. Muovendosi nell'orbita della Secessione Viennese, un movimento di artisti il cui obiettivo era quello di valorizzare l'artigianato artistico, divenne in breve uno studente modello.

Nel 1920 Anton Hofer, divenuto architetto, pittore e innovativo designer tornò e si stabilì a Bolzano, cercando successo con le sue nuove idee nel provinciale contesto altoatesino da poco divenuto italiano. Ricevette numerosi e celebri incarichi da parte di imprese tessili in Tirolo, Voralberg, Baden-Württemberg, dal produttore di vetro Lobmeyr di Vienna e dalla ditta di porcellane Ginori di Milano. In breve Hofer divenne un asso del mestiere. Tutto ciò che poteva essere modellato era per lui oggetto di lavoro: stoffe, vetro, grafia, mobili e tanto altro.

Intorno al 1923 cominciò la cooperazione di Anton Hofer con la Tessitura Artistica Ulbrich di Brunico, dalla quale derivano numerosi lavori tessili, tra i quali una tovaglia in damasco per la Casa Reale italiana. Hofer non si è mai soffermato troppo sul puro fattore estetico: le sue decorazioni nascono dalla stuttura della stoffa utilizzata e ricavano la loro bellezza dalla funzionalità dell'oggetto. "Certo che abbiamo ancora i design di Hofer", ci rassicura Markus Frenes della Tessitura Artistica Ulbrich. I motivi realizzati da Hofer non vengono più prodotti in serie, ma possono essere comunque ordinati appositamente.

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Possono sembrare corna, come anche tronchi d'albero o foglie. Gli elementi della natura sono spesso ripresi in soavi forme geometriche nei disegni di Anton Hofer. I motivi acquistano la loro forza caratteristica grazie alla ripetizione seriale degli elementi.

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Francesca Arra

È successo 17 anni fa. Dopo aver trascorso qualche giorno a S. Vigilio di Marebbe, un piccolo paesino incastonato tra i monti della Val Badia e a due passi da Plan de Corones dove aveva già passato tante vacanze felici, Francesca ha deciso di non tornare a Milano e di trasferirsi, per rigenerarsi nel lavoro e nella vita.
"In città non mi sentivo mai felice", così si racconta la designer d’interni. Non è la prima volta che Francesca dà una svolta alla sua vita. Prima arredava barche a vela, per esempio. Da quando vive in Alto Adige, Francesca ha trovato un nuovo spazio per la sua creatività: la natura dell’Alto Adige, che trasforma in splendide stoffe da interni.  

E anche in questo ambito non smette mai di sorprendere: i suoi disegni si ispirano sia ai modelli in ferro battuto del XX secolo, come anche a motivi di diversi periodi culturali e artistici, il tutto meravigliosamente combinato alle tematiche del paesaggio altoatesino. Tra fronzoli, arabeschi e disegni in serie, da Francesca è possibile ordinare qualsiasi tessuto, che viene realizzato e personalizzato appositamente.

"Quando ho iniziato non sapevo nulla del mondo della tessitura. Solo una cosa mi era chiara fin dal principio: la volontà di dare nuova vita ai bellissimi tessuti tipici prodotti dalle tessiture artigiane dell’Alto Adige." Francesca Arra, designer di tessuti

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Francesca Arra vende i suoi tessuti con il marchio "D'OO Tessuti", nome nato mentre coccolava i suoi gatti. Dal vezzeggiativo "gatto d'oro" è nato con la creatività che contraddistingue Francesca il nomignolo "D'OO". I tessuti nascono sulle Dolomiti ma si adattano a ogni ambiente. In città o al mare...stanno bene persino in mezzo ai boschi!

Francesca lascia che sia la natura a scandire il ritmo del suo lavoro. Abitando al limitare del bosco, quando ha una giornata storta le basta una "fuga in montagna", dove si rigenera osservando e fotografando animali, muschi, alberi, fiori e licheni. Quando riceve un ordine e deve indicare una data di consegna, risponde semplicemente: "Dipende se il tessitore deve ancora falciare la sua terra..."
I tessuti di Francesca Arra vengono infatti realizzati da un tessitore di S. Vigilio di Marebbe. Quando ha una nuova idea, Francesca disegna la sagoma a mano. Tocca poi al tessitore produrre lo stesso motivo su tessuto. In media ci vogliono dalle 10 alle 20 ore di lavoro per impostare la macchina con un nuovo disegno. La scelta dei colori, ovviamente, è la parte del lavoro preferita di Francesca.

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I motivi di Francesca Arra sono appariscenti, ma mai eccessivi. Si ispirano a una natura quieta e al contempo immensa. "L’ispirazione arriva nei modi più insoliti: da un libro, un’illustrazione, un’opera d’arte". Francesca trasforma tutto ciò che vede in una tonalità o in un disegno.

I tessuti vengono realizzati con la tecnica Jacquard, che permette di tessere motivi ampi. Sul telaio resta fisso l’ordito bianco di cui vengono intrecciati i fili colorati che creano il disegno. Tutti i tessuti D'OO sono double-face. Lino, cotone, lana, Francesca li ha provati tutti: "I miei tessuti possono essere tutti in cotone, oppure misti". Il risultato? Sorprendente. Ogni stoffa ha una luce e consistenza tutta particolare.
Francesca è altrettanto selettiva per quanto riguarda i colori utilizzati, che sono spesso lo specchio della natura: dal rosso dei geranei, al verde dei prati, al giallo dei denti di leone, al bianco dei masi. I colori del paesaggio altoatesino diventano le righe di una stoffa firmata D’OO. "Mi diverto molto a giocare con i colori", afferma la designer. Il colore più richiesto? Il verde acido.

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Anton Hofer, che di certo non era un nostalgico, si propose di rompere con il tradizionale utilizzo di ornamenti popolari. Anche Francesca ha tagliato i ponti con il passato, specialmente con i colori come il verde loden o il giallo senape e adoperando piuttosto colori sgargianti e moderni.