gennaio 2017

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Erbacce salutari

Un corpo più sano grazie alla natura. Quattro erbe portentose (da tenere nella farmacia di casa) spiegate da due ″maghe″.

Folklore, credenze popolari e scienza. Con le erbe di Jutta e Renate non si scherza: dosaggio, effetti, metodi di somministrazione, le due coach della salute altoatesine insegnano a rinunciare ai farmaci (di tanto in tanto). E a ficcare più spesso il naso nei segreti della natura.

″Ci troviamo in un luogo magico in un giorno ancora più magico″, annuncia Jutta Tappeiner Ebner quando ci incontriamo. È il 20 giugno e siamo sulla collina di S. Ippolito, a qualche chilometro appena da Merano. La cittadina altoatesina e i suoi suoni e rumori si lasciano ammirare dall’alto: le sensazioni che si hanno in cima alla piccola rupe di S.Ippolito sono ben diverse da quelle della movida meranese. Il tran-tran cittadino è lontano. Qui domina la natura. È il luogo perfetto per Renate e Jutta, due coach della salute che da anni si impegnano a tramandare la medicina tradizionale e la fitoterapia attraverso corsi e workshop.  

La loro agenda è così fitta di impegni che per poterle incontrare ci si è dati appuntamento di sabato. Non un sabato qualunque, ma il giorno del solstizio d’estate. ″Abbiamo scelto apposta di vederci qui proprio oggi, perché in questo luogo c’è un’energia palpabile, infatti anche già prima dell’avvento del Cristianesimo era un luogo in cui si tenevano riti pagani. In più è il solstizio″, continua Jutta Tappeiner Ebner.  E mentre parla con quel suo sorriso argentino, dei turisti di passaggio si girano incuriositi a guardare.  

Jutta si aggira e si affaccenda insieme a Renate De Mario Gamper. Sono entrambe vestite in Tracht (il costume tradizionale dell’Alto Adige) e tengono tra le mani erbe e fiori portati in un cestino. Streghe: così qualcuno in Alto Adige ha scherzosamente etichettato le due amiche unite dalla passione per la fitoterapia. Loro di questo epiteto ridono. ″In realtà la parola strega non è un’offesa, è la storia che le ha dato un connotato negativo″. Jutta e Renate negli anni sono diventate depositarie di saperi tramandati di madre in figlia, conoscenze e tradizioni legate alle erbe.

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Quattro erbe officinali. Da sinistra: iperico, gallio, artemisia, podagraria.

Quattro erbacce buone

Al di là del nome, le erbacce non sono affatto cattive. ″Le erbe sono state i primi metodi curativi per gli uomini. E se pensiamo ad esempio che l’erba cacciadiavoli era diffusa e usata da popolazioni lontanissime tra loro, come celti e indiani d’america, allora ci si accorge che un fondo di verità nell’uso di queste erbe deve esserci per forza″.

Abbandoniamo per un attimo lo scetticismo e la convinzione che solo un’aspirina può calmare il mal di testa e avventuriamoci alla scoperta delle erbe selvatiche con le due altoatesine. Di seguito un piccolo vademecum per le vostre passeggiate in campagna: quattro erbacce, come riconoscerle e come usarle.

#1 Aegopodium Podagraria: diuretica, depurativa, antinfiammatoria

″I Romani conoscevano molto bene gli effetti curativi della podagraria, infatti se quest’erba è diffusa in tutta Europa lo si deve proprio a loro. È un vero toccasana: contiene, zinco e ferro, inoltre è disacidificante″ afferma Jutta. ″Bisogna solo cercare di non confonderla con erbacce molto simili ma velenose″, continua Renate. Come fare allora a non confonderla con le sorelle cattive? Basta guardare lo stelo: se è di forma triangolare è quella giusta″.  Gli usi della podagraria sono infiniti: applicata sulla pelle si usa fin dall’antichità per curare gotta ed artrite. Ingerita è saporitissima; così buona che è stata per secoli la sostituta degli spinaci, arrivati solo in seguito. “Io la metto sempre negli smoothies. Tra l’altro nel nostro frigo non manca mai un frullato dal colore verde. Una bomba vitaminica che mia figlia beve continuamente”, racconta Jutta.

Dove trovarla: con un po’ di pazienza (e l’occhio giusto) potrete raccoglierla ai lati delle strade che percorrete ogni giorno.

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Podagraria: ricca di zinco e ferro. Ha molteplici proprietà curative ed è perfetta anche negli smoothies.

#2 Galium verum: cicatrizzante, astringente, antispasmodica

È l’erbaccia che fa magie. Piena di profumati fiorellini. La tipica pianta che ci riempie di polline e petali dopo una passeggiata in un campo. Piccoli fiori racchiudono tanta forza. ″In Grecia se ne faceva ampio uso per una sua particolare proprietà: intrecciando rametti di gallio si ricavavano colini in cui far passare il latte che, come per magia, cagliava″. Il gallio lo si riconosce per il profumo che ricorda molto il miele – non a caso Renate e Jutta lo usano come deodorante naturale per il corpo e la casa. Secondo Jutta, ″preparare il deodorante per il corpo è facilissimo, basta mescolare poche gocce di olio essenziale di gallio con dell’alcol puro″.

Il gallio non è contraddistinto solo dall’ammaliante profumo, bensì anche da effetti ben specifici. Nella medicina popolare veniva usato per trattare ulcere e ferite, oppure ad uso interno come diuretico. ″Ci sono ricerche scientifiche che provano le proprietà antiossidanti del galium verum.  In passato diversi libri di cucina riportavano, inoltre, che una zuppa di quest’erba ogni giorno era il segreto per tenersi magri e in forma″, afferma Renate. ″Noi oggi non crediamo a questi effetti miracolosi. Tuttavia, la natura ci aiuta a essere più sani e puliti dentro, quindi anche più belli nell’aspetto″. Il suo sapore amaro in tempi difficili ha reso l’erba zolfina un sostituto del caffè (ovviamente il gallio è privo di caffeina).  

Dove trovarlo: dal livello del mare a 2500 metri d’altitudine, sempre in zone riparate e umide.

Sei erbe da tenere in casa per combattere piccoli malanni

1. Olio di iperico: è efficace per per il trattamento di herpes e altri virus, escoriazioni e infiammazioni
2. Nasturzio: è un antibiotico naturale
3. Succo di bacche di sambuco: rinforza il sistema immunitario
4. Sciroppo di plantago lanceolata: ha proprietà espettoranti, combatte il catarro e libera le vie respiratorie
5. Camomilla o salvia: sono antinfiammatori naturali
6. Lavanda: aiuta a combattere pruriti, impurità cutanee e funghi

#3 Ipericum: antinfiammatoria, antidepressiva, cicatrizzante

Avete presente la sensazione di stare sotto i caldi raggi del sole? Quando il buonumore sembra penetrare attraverso la pelle? Ebbene, questi sono in un certo senso gli effetti dell’iperico, l’erbaccia del buonumore. ″In questo fiorellino giallo sono racchiusi gli effetti del sole. Non a caso, l’iperico, o erba cacciadiavoli, ne riprende anche il colore″, afferma Jutta. Il nome cacciadiavoli, proviene dalla credenza medioevale per cui questa sarebbe la più potente da usare contro i demoni. ″E questo vale ancora oggi. Ciò non significa che nel 2015 crediamo all’esistenza dei demoni″, continua Renate, ″i demoni dei nostri giorni sono la solitudine, la depressione, il burn out″. L’iperico è utile proprio nel trattamento di queste sindromi.  

Il secondo uso più comune dell’erba di S. Giovanni è per curare bruciature, ferite, cicatrici. “Da piccola mia madre applicava spesso l’olio di iperico e mi diceva che era il sangue di San Giovanni”, afferma Jutta mentre tira fuori dal suo cestino in vimini una boccetta in vetro contenente un olio rosso borgogna. “Quest’olio è stato estratto quindici anni fa ed è incredibilmente ancora buono. Se un olio è buono, lo si riconosce non tanto per il colore, ma per l’odore. L’olio di iperico è molto pregiato, perché va estratto solo quando il fiore è stato appena colto. Lo uso spesso per la cura della pelle, diluendolo con olio d’oliva, perchè agisce contro i radicali liberi”. E deve essere un vero portento, a giudicare dalla pelle diafana di Jutta. Una curiosità: nel Medioevo l’iperico era diffuso tra le donne di tutta l’Europa per la cura dei capelli: se ne faceva un impacco con un uovo per renderli morbidi e brillanti.

Dove trovarlo: nei campi e nei boschi. Sempre e comunque al sole (l’iperico odia l’ombra).

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Iperico, l'erba del buonumore. L'olio che si ricava è utile per curare bruciature, ferite, cicatrici e combattere i radicali liberi.

I poteri delle erbe

2000 a.C.: i Sumeri e gli Egiziani erano profondi conoscitori delle erbe e dei loro effetti benefici. Iscrizioni e geroglifici lo dimostrano ancora oggi.
600 a.C.: i Celti e i Germani sapevano bene che bisogna attendere il momento giusto: le erbe vanno raccolte nella stagione e nel momento giusto affinchè possano dare i loro maggiori effetti benefici.
500 a.C.: i Greci e i Romani possedevano conoscenze tali da essere stati riconosciuti come i padri della medicina moderna. Galeno, medico greco, ha sviluppato la teoria dei “quattro umori corporei” per spiegare malanni e malattie.
500 d.C.: il Cristianesimo bandisce la medicina naturale “pagana”. Le donne si fanno fedeli protrettrici dei rimedi naturali, mentre i chiostri dei monasteri si riempiono di piante officinali. Nel Rinascimento è Paracelso il padre della madicina naturale: rigettata la teoria degli umori, a suo avviso per ogni malattia Dio ha creato un rimedio sotto forma di pianta.
1500 d.C.: il farmacista Friedrich Sertürner scopre la morfina. Con questa scoperta si apre la strada alla medicina moderna e si abbandona l’uso delle erbe. Le piante officinali e i loro effetti benefici sono appannaggio di donne e frati nei monasteri. Tuttavia, le donne che si occupano di rimedi naturali vengono spesso etichettate come streghe e messe al rogo.
XIX e XX secolo: i saperi legati alla medicina naturale vengono riportati a galla e scoprono una nuova popolarità, grazie a preti come Kneipp.

#4 Artemisia vulgaris: sedativa, antisettica, espettorante

Il nome botanico suona così regale e altisonante, quasi si trattasse di una pianta rara. Con il suo nome più comune, l’artemisia è meglio nota per effetti tutt’altro che curativi. Non stiamo parlando altro che di assenzio selvatico. Se vi state chiedendo se potete trovarlo nel prato dietro casa, la risposta è: sì. L’artemisia è una pianta cui venivano attribuite proprietà magiche; particolari e notevoli i suoi effetti sulle donne, “assolutamente da vietare alle donne incinte, perché stimola il ciclo”, avverte seria Jutta.  “L’artemisia è usata e apprezzata in tutto il mondo per le sue numerose proprietà: i romani ponevano una foglia nella suola degli stivali prima delle lunghe marce per alleviare la stanchezza, i cinesi la usavano durante l’agopuntura. Hildegard von Bingen nella Germania medievale non preparava mai un arrosto senza due foglie di assenzio selvatico″, il quale, tra l’altro, ha effetti notevoli nel trattamento dei dolori, anche articolari. ″Ma con le dosi non si scherza!”, avverte Renate.

Dove trovarlo: non al bar, ma semplicemente in campi incolti e ai bordi delle strade.

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Artemisia o assenzio selvatico: è un potente antidolorifico.

...e per il mal di testa?

Parlare con Jutta e Renate è come avere davanti un’enciclopedia di conoscenze fitoterapiche e medicina tradizionale. Ci guardiamo insieme intorno e i loro occhi scandagliano continuamente il suolo alla ricerca di erbe di cui sapranno certamente raccontare qualcosa. Da dove provengono tante conoscenze? “Da bambina quando ero malata mia madre mi cospargeva di unguento a base di salvia. Ogni volta che aveva un momento libero la mamma correva in strada a cercare erbe da usare. Se non avessi imparato da lei le conoscenze sulle piante non ne saprei così tanto”.  

A questo punto la domanda su quanto loro usino i farmaci è oltre che lecita, doverosa. Secondo Jutta e Renate c’è un rimedio naturale per tutto. O quasi. “Non andiamo quasi mai in farmacia, tuttavia per stare bene non ci si può affidare solo alle cure a base di erbe″. Mentre lei parla sospiro: come vorrei un metodo naturale per combattere la tanto odiata emicrania! Detto, fatto: “il metodo c’è e porta il nome scientifico di Spirea Ulmaria, l’antenata dell’aspirina. Una volta trovata va assunta anche come semplice tè”. Parola di Renate.

Artemisiata

La limonata più rinfrescante che ci sia ha un segreto: non è fatta con i limoni. Prendete un rametto di artemisia, pestatelo leggermente e mettetelo in infusione nel succo di mela, in modo che rilasci tutto il suo profumo. Infine, mescolate il tutto con acqua ghiacciata. Questa è l’“artemisiata” di Renate De Mario Gamper. 

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discover Jutta Tappeiner Ebner e Renate De Mario Gamper

Jutta e Renate raccolgono e conservano numerose erbe officinali altoatesine. Conoscono ampiamente le loro proprietà e le sfruttano per mantenersi belle e in salute

Testo: Dora Vannetiello
Immagini: Ivo Corrà

Smoothie aromatico

Ingredienti: podagraria, gallio, erba brusca, alchemilla, succo di mela, limone.
Procedimento: tritare tutti gli ingredienti con il mixer (dosi: 2/3 di erbe, 1/3 di liquidi). Quando si consuma un condensato vitaminico come questo smoothie, “l’importante è bere anche tanta acqua, perchè tutte le sostanze assunte dal nostro corpo devono essere diluite. Parola di Jutta Tappeiner Ebner.

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discover Lo smoothie aromatico

Le erbe aromatiche, e in particolare la podagraria e il gallio, sono gustosissimi ingredienti per frullati energetici