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gennaio 2016

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Una traccia salvavita

È grazie al duro addestramento, ma soprattutto grazie all'affiatamento che li unisce, che Gottlieb e Benno salvano molte vite.

L’amore di Gottlieb Hellweger per i cani non era certo innato. Da piccolo, un pastore tedesco lo colpì al viso con la zampa. Sembra strano, ma fu proprio allora che iniziò ad avere un gran rispetto per gli amici a quattro zampe.  A 21 anni la moglie gli regalò un piccolo meticcio. Un dono che cambiò tutto. “Da allora ho sempre avuto un cane al mio fianco” spiega Gottlieb, oggi 43enne.  Dopo il meticcio è arrivato un labrador e da sette anni c’è Benno, un labradoodle.

Il rapporto assolutamente speciale tra Hellweger e il suo cane supera la naturale interazione tra padrone e animale. Di professione restauratore, Gottlieb vive a Rasun ed uno dei circa quaranta conduttori cinofili del soccorso alpino altoatesino. E il suo piccolo amico a quattro zampe dal pelo scuro che gironzola instancabile in giardino è un cane da ricerca. 

Un’unità cinofila, quindi una squadra formata da un conduttore e dal suo cane, diventa operativa dopo una formazione di due anni, un percorso minuzioso, fatto di addestramenti e di regolari esami nazionali da superare. Uno sforzo enorme per il cane e per il suo padrone, non solo in termini di tempo. Addestrare il cane al suo difficile compito, non è infatti cosa poco impegnativa.

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Solo dopo anni di addestramento e il superamento di un esame di operatività un’unita cinofila è pronta per intraprendere un’operazione di soccorso.

#1

Una rigida regolamentazione nazionale

I due affiatati amici hanno già alle spalle numerose uscite di soccorso. Benno è un cane di categoria C, la più alta. Un livello che si raggiunge solo se cane e padrone formano una squadra davvero affiatata. La categoria A identifica i cani all’inizio della loro formazione, la B invece, cani pronti all’attività sul campo, ma ancora non pienamente sicuri. “Le classificazioni vengono concesse solo dopo il superamento di un esame di operatività. E le verifiche sono costanti nel tempo, non si esclude la possibilità di retrocessione” spiega Hellweger. Non bisogna mai sentirsi troppo sicuri.

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Uscite quotidiane sia in estate, sia in inverno, sono fondamentali per mantenersi in allenamento e pronti ad affrontare un intervento di soccorso.

#2

L’istinto predatorio

Le unità cinofile contano cani da ricerca e cani da valanga. I primi sono addestrati per ritrovare una persona scomparsa in superficie annusandone l’odore. I cani da valanga invece, come Benno, seguono la traccia di una persona sepolta sotto una valanga. “L’abilità, in un’azione di ricerca, è quella di pensare con la testa del cane – spiega Hellweger, è un lavoro di grande astuzia”. Ogni cane ha un istinto predatorio. Dopo mesi di formazione, Benno ha capito che se segue una traccia ottiene qualcosa di speciale da mangiare. Con un pezzetto di würstel è più che soddisfatto. Altri cani invece preferiscono una ricompensa diversa, una pallina ad esempio. In questo caso, il loro incentivo è il gioco. 

Cambia il rapporto tra i due durante un’operazione di soccorso? “Sì, assolutamente. Nella vita quotidiana Benno è un compagno fedele come ogni altro cane. Gli piace farsi coccolare, gioca, trotterella in giro e fa divertire tutta la famiglia – racconta Hellweger –. Quando il gioco si fa duro, siamo invece entrambi concentratissimi. Appena gli indosso il suo piccolo mantello, capisce che il clima è cambiato”. Durante un'operazione di ricerca Hellweger deve prestare molta attenzione ad ogni piccolo segnale e leggere le espressioni sul muso di Benno. Ha un’aria interrogativa? Scodinzola convinto di aver trovato qualcosa? È stanco e demotivato e ha bisogno di una pausa? Siamo a favore di vento? Il cane è condotto nel modo corretto? Dopo un’operazione di ricerca, cane e conduttore hanno entrambi bisogno di una bella pausa.

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Gottlieb dedica il suo tempo e le sue energie al soccorso alpino in modo assolutamente volontario. Desidera solo aiutare chi si trova in difficoltà.

Niente è un dato di fatto

● Ogni conduttore, impegnato con il suo cane nella ricerca di persone scomparse, deve appartenere ad un gruppo di soccorso e deve frequentare la formazione da soccorritore alpino.   ● La formazione del conduttore dura due anni e termina con un esame. ● Superato l’esame, inizia l’addestramento con il cane ● L’unità cinofila deve prendere parte ad esercitazioni sia estive, sia invernali e superare progressivamente degli esami di abilità.  ● Allenamenti settimanali mantengono in forma cani e conduttori. Durante i corsi annuali i cani vengono costantemente monitorati e ne vengono testate le capacità.  

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Gottlieb non potrebbe più immaginare la sua vita senza un cane accanto.

#3

Tempismo e preparazione che salvano la vita

Durante l’estate Hellweger trascorre molti giorni della settimana lontano da casa per lavoro. “Nel weekend come prima cosa accendo il cercapersone” spiega il conduttore cinofilo. Se arriva una chiamata di emergenza, non c’è tempo da perdere: Hellweger indossa la sua giacca rossa e blu, prende lo zaino ed esce di corsa con Benno. E quando inizia a cadere la prima neve, le chiamate si moltiplicano.  Durante alcuni inverni capita frequentemente che gruppi di alpinisti vengano sorpresi da una valanga. Spesso Gottlieb e Benno raggiungono il luogo dell’incidente in elicottero. Ogni secondo può fare la differenza. È un lavoro davvero impegnativo. “Naturalmente ci auguriamo di trovare ancora vive le persone che rimangono sepolte da una valanga – racconta Hellweger –, quando il cane riesce dell’impresa, è un vero e proprio sogno”.  Un sogno che per Gottlieb non si è ancora mai realizzato. Ma per altri conduttori cinofili che conosce, si.

Solo i migliori

“Un cane per la ricerca deve essere addestrato fin da piccolo, più passano gli anni, più farà fatica ad imparare qualcosa di nuovo. E anche la taglia del cane è fondamentale, non deve essere né troppo piccolo, né troppo grande”.

#4

Quando un “Grazie” è sufficiente

Il motivo per cui Gottlieb Hellweger fa tutto ciò, da volontario, nel suo tempo libero, è umile e molto semplice: “Desidero aiutare le persone che si trovano in difficoltà” spiega. Non ottiene alcuna ricompensa. “Un grazie per me è sufficiente” racconta.

C’è un’operazione di soccorso a cui ripensa volentieri? “Qualche anno fa un’anziana turista si è persa nel bosco. Un cane ha iniziato a fiutare la sua traccia. L’abbiamo trovata giusto in tempo, non sarebbe sopravvissuta alla notte all’addiaccio.  L’albergatore presso cui alloggiava la signora, era così felice che ha spontaneamente organizzato una festa per noi. Un gesto che ha fatto bene a tutti” racconta Gottlieb.

Benno, vivace incrocio tra un Labrador e un Doodle oggi ha sette anni ed è nel pieno della sua attività cinofila. E quando non sarà più in grado di svolgere questo importante lavoro? Hellweger ci pensa un attimo e poi indica deciso verso il giardino esterno. Vedo Ilse, la giovane figlia di Benno. Non fa altro che annusare in continuazione in giro. La mela non cade mai troppo lontano dall’albero.

Testo: Verena Duregger
Traduzione: Valentina Casale
Foto: Ivo Corrà
Video: Martin Hanni