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Culturonda®: 12 proposte per vivere l'Alto Adige e la sua cultura

Lo stile di vita alpino e quello mediterraneo hanno trovato in Alto Adige una nuova sintonia, contrasti paesaggistici e culturali mantengono vivo il microcosmo altoatesino: la cultura qui è vita. Culturonda® Alto Adige vuole diffondere quest’originale vissuto culturale e, per farlo, ha scelto dodici proposte tra le più significative da vivere sul territorio. La cultura, afferma Culturonda® Alto Adige, non è un elenco da spuntare, è piuttosto una realtà da scoprire.

Novità

Ötzi

Culturonda®Ötzi-Tour

Mettetevi sulle tracce di Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio e scoprite due dei punti di interesse Culturonda©. leggi...


Castelli

Castel Tirolo

Altri interessanti castelli

Castel Tirolo: il maniero più imponente dell’Alto Adige

Castel Tirolo è il castello avito dei conti del Tirolo che diede il nome al territorio unificato nel XII secolo sotto il conte Mainardo II. Da allora la storia dell’Alto Adige (Südtirol) è legata al nome del castello, che da lungo tempo ha perso il suo potere politico. Un percorso interattivo guida oggi i visitatori all’interno del maniero restaurato e illustra i momenti salienti della storia del territorio e dell’arte locale. Una mostra permanente racconta il cammino fino all’autonomia altoatesina. leggi...

Tra penne e piume

Vicino a Castel Tirolo si trova una clinica per la cura dei rapaci feriti o in difficoltà. Quelli che non riescono a guarire vengono ospitati nelle enormi voliere del Centro. Ogni giorno si tiene una dimostrazione di volo di aquile, avvoltoi, falchi, gufi e poiane.

Centro avifauna

Giardini botanici

I giardini di Castel Trauttmansdorff

Non troppo calda, non troppo fredda: l’aria di Merano è perfetta. Fin dal 1850 visitatori da tutta Europa cercavano nella mondana Merano benessere e relax. La principessa Elisabetta d’Austria (Sissi) trascorse due inverni a Castel Trauttmansdorff, ai cui piedi si sviluppa oggi un grande giardino, più volte premiato per la sua bellezza, con 80 ambienti botanici, piante originarie di ogni angolo del mondo e 11 padiglioni realizzati da altrettanti artisti. All’interno del castello vi è una mostra permanente sul turismo nelle Alpi. leggi...

Sulle tracce della principessa Sissi

La passeggiata della principessa Sissi parte dai Giardini di Castel Trauttmansdorff e arriva alle Terme Merano. A Sissi piacevano le lunghe passeggiate. Fece costruire “ameni sentieri coperti di ghiaino” nel bosco di roverella presso il castello “per poter passeggiare indisturbata dal trambusto del mondo”.

Sentiero di Sissi

Trilinguismo

Un cartello bilingue nella piazza principale di Bolzano

Da una lingua all'altra

Italiano, tedesco, ladino

Italiani, tedeschi e ladini vivono in Alto Adige. Le persone di madre lingua tedesca parlano più di 40 dialetti molto simili al bavarese. Gli italiani sono per lo più presenti nelle città di Bolzano, Merano e nella parte meridionale della regione. La lingua originaria dell’Alto Adige resta comunque il Ladino, parlato più di 1000 anni fa e ancora oggi tenuto in vita da circa 18.000 persone della Val Badia e della Val Gardena. Tutti e tre i gruppi linguistici hanno le loro tradizioni che con il tempo si sono amalgamate creando un unico stile di vita altoatesino. leggi...

Una passeggiata a Bolzano

Partendo dal municipio di Bolzano potrete scoprire la mescolanza armonica delle tre culture e lingue passando sotto i portici medievali, attraversando il ponte Talvera e raggiungendo Piazza Mazzini. Noterete anche il cambiamento degli stili architettonici e degli stili di vita.

Scopri Bolzano

Usanze e tradizioni

Metallo e legno

Le usanze e tradizioni nell’anno contadino sono molto legate alle stagioni, alle feste liturgiche e alla vita di montagna. Il tutto viene spesso accompagnato da una particolare musica folcloristica. 10.000 uomini e donne suonano nelle 211 bande e circa la metà di loro ha meno di 30 anni. Quando indossano i loro costumi tipici, dichiarano la loro provenienza o il loro status: vengono dalla Val Sarentino o dalla Val Pusteria? Sono sposati o celibi? E poi vi sono i celebri intagliatori del legno, i costruttori di presepi, i ricamatori di rachidi di pavone, le lavoratrici al tombolo… leggi...


Masi d'alta montagna

Vivere in alta quota

10.000 persone vivono in Alto Adige in masi d’alta montagna: in condizioni estreme allevano il loro bestiame e coltivano i campi. Più della metà dei masi presenti si trova ad un’altezza superiore ai 1500 metri. Usi, costumi e tradizioni sono qui particolarmente vivi e vengono tramandati con passione. Ma cosa trattiene gli agricoltori quassù? Una capacità di adattarsi di cui essere orgogliosi, di restare legati a quella natura che per il visitatore è un paradiso ma che sa anche essere dura e difficile. leggi...

Benessere dai campi

I contadini si coricavano la sera, dopo un'intensa giornata di lavoro, sul mucchio d'erba appena falciata. Ne traevano grande beneficio per la loro stanchezza e la mattina dopo si svegliavano carichi di energia.

Bagni di fieno

Cucina altoatesina

Knödel e spaghetti

La cucina altoatesina ha saputo sviluppare una simbiosi del tutto peculiare. È l’espressione della cultura gastronomica alpina e della cucina italiana raffinata e leggera. Il grano saraceno e le erbe di montagna vengono utilizzati tanto quanto il rosmarino e il parmigiano. I ristoranti propongono soprattutto prodotti e prelibatezze frutto del territorio e della stagione. Anche per questo molti di essi hanno conquistato i più alti premi delle guide gastronomiche. Una merenda in baita o una cena gourmet in un ristorante stellato? Ad ognuno la sua cucina altoatesina. leggi...

La quinta stagione

Da ottobre all’inizio dell’Avvento è tempo di Törggelen in Alto Adige. Dopo una passeggiata si va ad assaggiare il vino nuovo nei masi, accompagnandolo con piatti sostanziosi come la zuppa d’orzo, i canederli, i crauti, la carne e, per finire, le immancabili caldarroste e i krapfen del contadino.

Tutto sul Törggelen


Miniere

Bergwerk Schneeberg in Südtirol

Leggenda sulle miniere

Le più alte d'Europa

L’oscurità profonda delle gallerie e la luce delle lampade da miniera hanno segnato la vita dei minatori che per secoli si sono addentrati nelle miniere altoatesine per estrarre rame, piombo, zinco e argento. Oggi si può esplorare senza alcun pericolo questo mondo sommerso: muniti di casco e lampada frontale ci si può fare un’idea del lavoro dei minatori. Nella Galleria Climatica di Predoi si può anche respirare l’aria priva di pollini e allergeni di una condotta di ventilazione. A Lasa, paesino della Val Venosta, le strade sono lastricate di bianco. Qui ancora oggi si estrae il pregiato marmo di Lasa, considerato la pietra calcarea più resistente alle intemperie del mondo. I più allenati a camminare possono vedere da vicino il complesso sistema di trasporto del marmo dalla cava allo stabilimento. leggi...


Conventi

Novacella, il più famoso monastero altoatesino

L’abbazia di Novacella presso Bressanone era il più grande complesso monastico tirolese. Fondato nel 1142, è ancora oggi amministrato dai canonici agostiniani. Di particolare fascino l’architettura esterna e la biblioteca abbaziale. Un vero gioiello è il “pozzo delle meraviglie” dove sono raffigurate le 7 meraviglie del mondo antico, alle quali nel 1669 fu aggiunta l’ottava meraviglia: la stessa abbazia di Novacella. I suoi vitigni sono i più settentrionali d’Italia e producono ottimi vini bianchi più volte premiati. leggi...

Di monastero in monastero

Il sentiero delle ore collega il Monastero di San Giovanni (Val Monastero-Svizzera) e l'Abbazia di Monte Maria (Val Venosta/Malles). Le 6 ore necessarie per percorrere tutto il sentiero offrono una pausa per lasciare alle spalle le preoccupazioni di sempre.


Città medievali

Glorenza, la più piccola delle Alpi

Con i suoi 850 abitanti circa, è la città più piccola dell’arco alpino. Intorno al 1290 il conte Mainardo II del Tirolo le concesse il diritto di tenere mercato e nel 1304 fu citata per la prima volta come città in un documento ufficiale. L’abitato ha mantenuto quasi immutate le proprie caratteristiche storiche ed è considerato un gioiello architettonico: l’intatta cinta muraria del XVI secolo, con le sue porte turrite e le torri di difesa, racchiude vicoli e scorci pittoreschi, case patrizie e portici dal particolare fascino. leggi...


Vino

Schiava, Lagrein e Gewürztraminer

L’Alto Adige è la più piccola zona vitivinicola d’Italia ma anche la più premiata. Il 98,8% dei vitigni è protetto dal marchio DOC, che ne certifica la qualità. Soprattutto i vini bianchi sono particolarmente apprezzati e pregiati, grazie alla presenza di giornate calde e notti fredde. Da 2.500 anni si coltiva la vite in Alto Adige, ossia da quando nel 15 a.C. i Romani arrivarono su questo territorio e vi trovarono una cultura del vino intatta. Le qualità Lagrein, Schiava e Gewürztraminer sono nate qui e venivano già molto apprezzate nel Medioevo. leggi...

Caldaro: il paese vinicolo col punto

wein.kaltern è il nome del consorzio istituito per promuovere la viticoltura e la cultura enologica a Caldaro. Organizza una serie di iniziative per conoscere il concetto, la viticoltura, il paese, la cultura e la qualità del vino.

wein.kaltern

Storia

Ötzi: l'uomo venuto dal ghiaccio

Occhi blu, capelli scuri, altezza 1 metro e 60, muscoloso: era questo Ötzi, quando 5300 anni fa morì sul ghiacciaio del Similaun. Accadde probabilmente in primavera o inizio estate, forse nevicò subito dopo e, sotto quella neve, il suo corpo rimase intatto per secoli. Dal suo ritrovamento nel 1991, la ricerca su Ötzi ha fatto passi da gigante. Oggi riposa al Museo Archeologico dell’Alto Adige a Bolzano, in una cella fatta di ghiaccio a meno 6° e con il 98% di umidità relativa. Tutto il suo equipaggiamento e i suoi vestiti ci danno una chiara visione di come si vivesse nella preistoria in questo territorio. leggi...

Ötzi 2.0

Da vent’anni illustri scienziati studiano l’Uomo venuto dal ghiaccio sotto ogni possibile aspetto. Molte loro scoperte sono presentate per la prima volta in questo bel volume illustrato.

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Dolomiti, le montagne bianche

Patrimonio Mondiale UNESCO

Quando le Dolomiti ancora non avevano un nome, la gente le chiamava "le montagne bianche" essendo più chiare delle altre cime circostanti. Questo miracolo della natura è il frutto di oltre 200 milioni di anni di storia: le rocce dolomitiche si compongono in gran parte di alghe e barriere pietrificate, emerse dal ritirarsi del caldo mare della Tetide. È davvero unica questa combinazione di pallidi picchi rocciosi, scure pietre laviche e prati di un verde intenso. Attorno alle Dolomiti sono nate numerose saghe e leggende. leggi...


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