Culturonda® Vino: 12 proposte per scoprire la cultura del vino in Alto Adige
Il terreno altoatesino coltivato a vite rappresenta lo 0,7% della superficie vinicola italiana, eppure produce ogni anno vini che ricevono i più alti riconoscimenti. Lagrein, Schiava e Gewürztraminer, i tre vitigni originari dell’Alto Adige, sono gli ambasciatori del vino altoatesino. In Alto Adige il vino è cultura. Culturonda® Vino ha selezionato 12 grandi tematiche, indicando per ognuna 3 punti di rilievo, studiati per chi non vuole limitarsi a bere il vino altoatesino, ma vuole conoscere anche la storia delle vigne e delle cantine da cui proviene.
Vino e paesaggio
Vigne collinari e ripidi vigneti
Il 98,8% della superficie vitata altoatesina è dichiarata DOC, ossia soddisfa rigidi criteri di qualità. E se il 55% dei terreni è coltivato a uva rossa, quello che balza agli occhi è la varietà dei vini bianchi, ritenuta la più grande in Italia. I vitigni altoatesini più rigogliosi si trovano sulla Strada del Vino mentre in Valle Isarco e in Val Venosta i vigneti sono esposti a grandi escursioni termiche tra il giorno e la notte, cosicché i loro vini, soprattutto i bianchi, sono i più briosi in Italia. leggi...
Sulla Strada del Vino
Ogni primo venerdì del mese per un giorno intero un pulmino vi porterà a conoscere antichi masi vinicoli, cantine e monumenti lungo la Strada del Vino dell’Alto Adige.
VinoSafariVino e architettura
Fra tradizione e avanguardia
Da sempre Bolzano è stato un crocevia per il commercio tra nord e sud. Questo si riflette anche nell’architettura della regione vitivinicola a sud di Bolzano, dove tra la metà del 1500 e la metà del 1600 sorsero aziende vinicole e tenute caratterizzate dallo “stile dell’Oltradige”, che coniugava elementi del gotico germanico ad elementi rinascimentali: Erker (bovindi), logge, scalinate, bifore. Particolare interesse destano oggi quelle opere che coniugano le nuove idee con gli edifici d’epoca, e tra di esse figurano anche alcune cantine. leggi...
Mix di antico e moderno
È la nuova grande casa del Gewürztraminer: costantemente pervasa dalla luce, con lo sguardo rivolto alla vallata e le verdi braccia che idealmente cingono le vigne
e vigilano sullo scorrere delle stagioni.
Vino e territorio
Mix fra terreno, clima, posizione
I vigneti si trovano tra i 200 e i 1000 metri in Alto Adige, su tipologie di terreno e microclimi spesso diversi da tenuta a tenuta. L’unico denominatore comune è rappresentato dai 300 giorni di sole l’anno. La grande frammentazione di clima, terreno e posizione garantisce “qualità di vita” a 20 vitigni bianchi e rossi fra cui Schiava, Lagrein e Gewürztraminer che hanno conquistato tutto il mondo. La maggior parte dei vitigni è attualmente coltivata su pendii e colline, su terreni pietrosi formatisi dopo il ritiro dei ghiacciai.
Il Festival del vino altoatesino
La manifestazione, dedicata alle eccellenze vitivinicole italiane ed internazionali e alle squisitezze enogastronomiche, è uno degli eventi del settore più importanti d’Europa.
Schiava, Lagrein, Gewürztraminer
Tre vitigni autoctoni
Schiava, Lagrein e Gewürztraminer sono gli ambasciatori del vino altoatesino fin dal Medioevo. A lungo il vitigno più sfruttato è stato la Schiava, mentre il Lagrein veniva pigiato solo per ricavare il rosè (Kretzer) ed il Gewürztraminer ha rischiato di scomparire attorno al 1900. Il Lagrein è oggi il fiore all’occhiello dei vini rossi, il Gewürztraminer aromatico è il pezzo forte tra i bianchi mentre la Schiava, il rosso leggero. La Schiava rappresenta il 30% della superficie viticola, Lagrein e Gewürztraminer l’8%.
Eventi legati al vino
Vino e vitigno
Sulle tracce del vino
Il calendario dei vignaioli
I vini DOC amano essere coccolati. Già nella fase d’impianto della vite bisogna rispettare protocolli di qualità: in gennaio si pota, a marzo si “lega” ed in maggio spuntano i primi germogli. In estate si sfronda la vite e in agosto si tagliano i grappoli superflui, poiché la resa massima per ettaro di ogni varietà viene stabilita con precisione. A inizio settembre comincia la vendemmia. Le passeggiate didattiche consentono di conoscere il mondo del vino altoatesino, le sue varietà ed i sistemi di coltivazione.
Bollicine altoatesine
Nel paesino di Meltina, a 1.200 metri sul livello del mare, si trova la cantina di spumanti più alta d’Europa, l’Arunda Vivaldi. Bollicine pregiate seguite con cure artigianali e passione.
La cantina Arunda VivaldiVino e cantine
Cantine e produttori
I segreti del cantiniere
Nel 1893 nacquero ad Andriano e Terlano, nelle vicinanze di Bolzano, le prime cantine sociali. Oggi il 70% della produzione vinicola proviene dalle cantine-produttori, il 25% arriva da cantine private e infine c’è un gruppo crescente di vignaioli che produce con successo vino in quantità limitata secondo le proprie filosofie. Da molto tempo ormai la competenza ha preso il posto della pratica e della misura a occhio. Tanto che oggi sono i maestri cantinieri a decidere anche quali uve devono essere consegnate e in che momento.
Il labirinto nella tenuta
La tenuta vinicola Kränzel, presso Cermes, invita i visitatori a compiere una stimolante esperienza multisensoriale in un giardino labirinto variegato, rigoglioso e ricco di simbolismi.
Tenuta KränzelVino e storia
Collezionisti d'arte vinicola
Fra Reti, Romani e botti di vino
Nel 2002, nei pressi di Bressanone, furono ritrovate le botti in legno più antiche della storia del vino, risalenti a 2.500 anni fa. Quando i Romani, nel 15 a.C., conquistarono la regione, vi trovarono una cultura enologica molto sviluppata; furono le autorità stesse ad esortare poi i produttori a puntare sulla qualità. Un cambiamento radicale lo provocò l’industrializzazione del 20° secolo. Adesso sono i collezionisti a raccogliere e tramandare gli ultimi frutti dell’antica cultura vinicola.
La più grande e antica vite al mondo
Versoaln è la più grande e probabilmente più antica vite del mondo, monumento naturale e bene culturale altoatesino ai piedi di Castel Katzenzungen a Prissiano.
VersoalnVino e monasteri
I primi cantinieri dell’Alto Adige
Nel Medioevo i monaci usavano bere un litro di vino al giorno. I monasteri a nord delle Alpi acquistavano vigneti nel Tirolo del Sud, per coprire il loro fabbisogno a tavola e per l’altare. Si narra anche di donazioni fatte da tirolesi per comprarsi la salvezza dell’anima. Anche i vescovi di Bressanone e Trento e i monasteri locali investivano nella viticoltura, tanto che a lungo l’arte della vinificazione fu appannaggio dei cantinieri di convento. Ancora oggi le cantine conventuali sono tra le migliori della provincia.
Gocce diVINE
Come un castello circondato da vitigni, il Convento di Sabiona, antica residenza vescovile, troneggia sulla cittadina di Chiusa e si finanzia in parte con la produzione vinicola.
Convento di SabionaVino e arte
Concetto vino-cultura
Rapporto fra estro e arte
Tutto cominciò nell’antichità e anche la Bibbia lo conferma: da sempre il vino ha una sua cultura ed uno status di culto. Nelle sacre Scritture la parola “vino” appare 200 volte e in tantissime occasioni l’arte cristiana si è ispirata alle parabole sul vino. Da secoli le cantine altoatesine sono caratterizzate da affreschi e da botti celebrative di grande rilievo artistico. L’arte contemporanea però non si accontenta di belle immagini, ma vuole sottolineare i processi della viticoltura e contribuire alla conoscenza di temi come la sostenibilità.
Vino da indossare
L’artista e designer bolzanina Sylvia Pichler ha ideato in esclusiva per wein.kaltern la Borsa del vino. Una confezione per i vini di Caldaro e una borsa pensata per donne speciali.
La borsa del vinoVino e gastronomia
La carta dei vini
In Alto Adige la tradizione alpina incontra lo stile di vita mediterraneo anche a tavola: i vigorosi canederli saranno accompagnati da un rosso leggero, mentre è nell’alta gastronomia, caratterizzata per lo più dall’accostamento di sapori alpini e mediterranei, che il vino altoatesino si presenta nella sua veste più raffinata. E in particolari periodi dell’anno, vino e cibo vengono ancor più accostati nella carta: in primavera gli asparagi, in autunno il “Törggelen”.
Eventi per intenditori
Vino e leggende
Paesi e leggende sul vino
Tra Nörggelen e cantine clandestine
Un litro di vino nel Medioevo costava quanto una giornata di un lavoratore occasionale. Vignaioli, proprietari terrieri e cantinieri facevano la guardia al proprio vino: ovunque v’erano ladri assetati. Nelle saghe locali si tratta di gnomi che nel periodo della vendemmia rubavano il vino e andavano a gustarselo in santa pace. Altre storie raccontano di vini che non finivano mai o di cantine clandestine, ma il peggio capitava a chi annacquava il vino: veniva smascherato e punito dai Nörggelen. leggi...
Le più belle saghe altoatesine sul vino
Il vino e i cinque sensi
Un'esperienza a 360°
Per gli esperti di vino la degustazione è un vero e proprio cerimoniale. Il bicchiere viene messo in controluce e roteato, poi si annusa il vino, se ne mette in bocca un sorso che viene lasciato sulla lingua e “masticato” e, infine, si riflette sul bouquet. Di fatto una degustazione sollecita tutti i sensi. Si comincia con la vista, poi l’olfatto e il gusto, ma anche l’udito e il tatto forniscono informazioni al degustatore, per esempio al momento di stappare una bottiglia oppure per sentire la temperatura del bicchiere.
Benessere & uva
Gli ospiti di Merano conoscevano già nell’antichità le potenzialità benefiche della cura dell’uva. Le Terme di Merano tengono viva questa tradizione ed offrono trattamenti e bagni a base d’uva.
Trattamenti e bagni alle Terme MeranoVi potrebbero anche interessare
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