Culturonda® Dolomythos - 12 proposte culturali fra natura e tradizioni nelle Dolomiti
Quando le Dolomiti ancora non avevano un nome, venivano chiamate “le montagne bianche”. Nel 1788 dei ricercatori scoprirono che le rocce erano composte da una pietra calcarea contenente magnesio. Dopo che il naturalista francese Déodat de Dolomieu studiò il particolare tipo di roccia, le Dolomiti assunsero il loro attuale nome in suo onore. Nel 2009 furono nominate dall’UNESCO Patrimonio Naturale dell’Umanità. Culturonda Dolomythos® vuole illustrare l’esperienza culturale nelle Dolomiti con 12 spedizioni per chi desidera non solo godersi i paesaggi ma anche comprendere la gente e i miti delle Dolomiti.
News e consigli
Culturonda® Dolomythos
È nata la pubblicazione gratuita Culturonda® Dolomythos: 12 modi per avvicinarsi alla cultura ed allo stile di vita delle Dolomiti! leggi...
Sorgere del sole sulle Dolomiti, patrimonio UNESCO
Le Dolomiti, da Giugno 2009 entrate a far parte del Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO, sono tra le più suggestive opere architettoniche naturali al mondo. leggi...
Il museo dell'Orso Ladino
È stato inaugurato il 30 luglio scorso il nuovo Museum Ladin Ursus ladinicus a San Cassiano, in Alta Badia, dedicato all’orso preistorico i cui resti furono ritrovati in una grotta delle Conturines. leggi...
Dolomiti: Patrimonio Naturale dell’Umanità - UNESCO
Coralli sedimentati
Le Dolomiti, definite da Le Corbousier “la più bella architettura al mondo”, sono l’eredità geologica di un mare primordiale. Ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo, un escursionista trovò le impronte di un Prosauropode, passato di lì 220 milioni di anni fa. Tracce ancora più antiche si sono trovate nei dintorni di Braies, con la scoperta dell’antenato dei serpenti e lucertole e con le impronte fossili di felci, cycadee e conifere. Vicino al rio Frötscher, sull’Alpe di Siusi, si trovano interessanti testimonianze del passato geologico delle Dolomiti e lo scheletro integrale di un orso preistorico… leggi...
Il fossile vivente
Nell’acquario del museo di scienze naturali di Bolzano si può ammirare il “fossile vivente”: si chiama Nautilus e sia nella forma che nella biologia è uguale da milioni di anni.
Scopri il NautilusEnrosadira
Le montagne infiammate
Il Giardino delle rose delle Dolomiti appare solo al tramonto: le cime delle montagne si colorano di rosa creando un’atmosfera fiabesca. Il fenomeno dell’“enrosadira”, come la chiamano i ladini, nasce dall’incontro tra i vividi colori del tramonto con la luce scintillante che li amplifica e li rende unici. A queste stupende montagne è legata la leggenda del Re dei Nani, Laurino, e della sua Similde. Una leggenda per rendere ancora più emozionante questo momento in cui le cime s’infuocano e l’atmosfera si fa magica. leggi...
Vista ottimale sul Rosengarten
Vie commerciali
Le vie delle spezie
Già in epoca preistorica le carovane attraversavano le Alpi. I romani costruirono le vie Claudia Augusta, Pustrissa, Alemagna per collegare mondo mediterraneo e germanico: qui sorsero importanti stazioni doganali. Tra le vie “Pustrissa” (antico nome romano della Val Pusteria) ed “Alemagna” si trovava la Marca di San Candido con il più antico mercato pusterese (1303). Pellegrini, mercanti, compratori, arrivavano da ogni dove: nacquero locande, osterie, botteghe e il commercio fiorì grazie ai mercanti tedeschi e veneziani.
Che bella figura
Una volta ogni abitante della Val Gardena, dal nonno al nipote, incideva il legno e si guadagnava il pane quotidiano. Provateci anche voi: le associazioni turistiche organizzano corsi di scultura.
Corsi di sculturaAltoatesini famosi
Itinerario nella vita di Oswald
Oswald il menestrello
Oswald von Wolkenstein nacque intorno al 1377, probabilmente nel castello Schöneck in Val Pusteria. Lasciata la casa paterna ancora ragazzo, si dice abbia perso l’occhio destro a causa di un incidente. Nella sua eclettica vita fu scudiero, cavaliere di ventura, messo, agente diplomatico dell’imperatore Sigismondo. Fu l’ultimo dei trovatori medievali e portò la sua arte nelle corti di tutta Europa. Menestrello dalla vena popolaresca, amante del vino e dell’avventura, morì a Merano nel 1445.
E se adesso tacessi…
Tra il 1425 e il 1426, Oswald si rifugiò nel Castel Neuhaus in Val Pusteria. Compose due raccolte di canti, capolavori linguistici e musicali. Un percorso conduce al castello e ne illustra vita e opere.
Castel NeuhausMito del mito
Dove vivere le leggende dolomitiche
Tra storie fantastiche
Prima che arrivassero gli uomini, le Dolomiti erano abitate da gnomi selvaggi, nani ed elfi, capaci di assumere sembianze diverse. Altri esseri misteriosi abitavano fra le rocce in fondo a laghi e fiumi. Le loro gesta hanno dato origine ad un mondo fantastico, fatto di saghe e leggende, un mondo che testimonia la ricchezza culturale delle Dolomiti ed il fascino della vita montana. Questo immenso tesoro di miti aspetta di essere scoperto. E non è del tutto certo che i Salvans e le Ganes non esistano più … leggi...
Le più famose leggende dolomitiche
Grandhotel e bagni termali
Correndo sulle rotaie
Il turismo nelle Dolomiti ha lunghe tradizioni. Le mete frequentate nel Medioevo sono i “bagni rustici”: Maistatt, Altprags, Bagni di Moso, Bagni Salomone ad Anterselva, Bagni Pervalle a Valdaora. Con la “Ferrovia del Sud”, nel novembre del 1871, arrivò un turismo d’elite: collegava Vienna al Lago di Garda e lungo il suo tragitto sorsero grandi alberghi, alcuni ancora esistenti. Lo spirito pionieristico è rappresentato dall’albergatrice di Villabassa Emma Hellensteiner che fece costruire un hotel sulle rive del lago di Braies, o da Theodor Christomannos, promotore della strada della Val d’Ega e costruttore del Grand Hotel Carezza.
Gustav Mahler, l’ospite illustre
Gustav Mahler dimorò per tre estati a Dobbiaco e qui scrisse “Il canto della Terra” e la 9° sinfonia. Gli sono stati dedicati due festival: le settimane musicali Gustav Mahler e Alto Adige Festival.
Mahler a DobbiacoAlpinismo
Il richiamo della montagna
Considerate nel XVIII secolo “monti orribili”, le Dolomiti furono scoperte dagli alpinisti. La fama arrivò grazie a grandi scalatori come John Ball e Paul Grohmann: i loro racconti erano particolarmente affascinanti e i turisti arrivarono a flotte. Nella seconda metà dell’Ottocento anche l’Alta Badia fu scoperta dai pionieri del turismo alpino. La leggendaria figura dell’alpinista Sepp Innerkofler portò un gran movimento nella Valle di Sesto. Un’intera generazione di scalatori fu istruita da lui. leggi...
Scontri storici sulle Dolomiti
Uomini contro
Il 23 maggio 1915 il Regno d’Italia dichiarò guerra all’Impero Austro-Ungarico. L’esercito italiano occupò Cortina, le truppe austro-ungariche si ritirarono sul Lagazuoi. Sulle montagne dolomitiche si snodavano trincee dei due eserciti, teatro di una guerra combattuta ad alta quota. I soldati dovettero costruire sentieri e gallerie per trasportare viveri e munizioni sul fronte. Oggi sono trasformati in vie escursionistiche: una delle più affascinanti è la galleria che attraversa il Monte Paterno. leggi...
Ai luoghi di combattimento
Escursioni
Acque selvagge
Alimentate dalle acque di fusione delle nevi, dalle abbondanti precipitazioni, le sorgenti danno origine a fiumi, laghi e cascate. Sembrano pezzetti di cielo, il lago di Braies e il lago di Carezza, con le loro acque ora di un azzurro intenso, ora di un lieve verdolino, a rispecchiare le nuvole e le crode che li circondano. Lungo il corso di torrenti e fiumi l’uomo ha costruito mulini per sfruttare la spaventosa forza dell’acqua. E quando i torrenti devono superare un salto verticale, nascono le cascate. Precipitando con fragore in una stretta forra, l’acqua solleva una nube di minute goccioline, su cui il sole produce effetti di arcobaleno.
Acqua e mulini
Partendo da Longiarù, seguendo le indicazioni per la Val di Morins, si arriva alla Valle dei Mulini. Nove impianti, restaurati e funzionanti, mostrano come l’acqua fosse usata per le attività umane.
La Valle dei MuliniGens ladina
Gens ladina
Il cuore delle Dolomiti è ladino: nelle valli Gardena, Badia, d’Ampezzo, di Cadore, di Comelico, in Val di Fassa, si conserva viva questa lingua di origine retoromana. Tra gli abitanti, da secoli, si sono coltivate amichevoli convivenze. Si stringevano legami commerciali e parentali, si traversavano spesso i confini per raggiungere in pellegrinaggio i santuari, si partecipava alla vita comunitaria dell’altra valle. Molti sentieri di pellegrinaggio e antiche “vie del contrabbando” sono oggi itinerari escursionistici. leggi...
Cursc de lingaz
L'Istituto Ladino organizza vari corsi di lingua, fra cui anche corsi di ladino, sia nelle due sedi in Val Badia e in Val Gardena, che in vari posti dell’Alto Adige.
Imparare il ladinoDolomiti
Capolavoro della natura
Le Tre Cime sono formate di Dolomia principale stratificata, il gruppo del Sella è invece un castello di roccia dalle forme spettacolari: 230 milioni di anni fa questa zona era solo parzialmente emersa, un piccolo atollo. Sono un centinaio i monumenti naturali tutelati: piante arboree importanti per età, dimensioni, bellezza di forme, rarità di specie oppure fenomeni geomorfologici come piramidi di terra, grotte, cascate, “buche di ghiaccio”, laghetti alpini, sorgenti idrominerali.
Escursioni doloMITICHE
Parchi naturali dell’Alto Adige
Nei parchi dolomitici
I quattro gioielli delle Dolomiti
La maggior parte del territorio dolomitico altoatesino è compresa in quattro parchi naturali, istituiti per proteggere ambienti e paesaggi. L’obiettivo è conservare i valori attraverso la conoscenza diretta, la ricerca e lo studio. Forme tradizionali di utilizzazione del suolo, come l’alpicoltura e la silvicoltura, caratterizzano il paesaggio e sono parte integrante del bagaglio storico e culturale delle rispettive zone. Le attività di svago eco-compatibili all’interno dei parchi favoriscono l’educazione ambientale e l’informazione leggi...
Quattro parchi naturali e un Geoparc
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Cimitero di guerra Val di Landro/Dobbiaco
Il 23 maggio 1915 il Regno d’Italia dichiarò guerra all’Impero Austro-Ungarico. L’esercito italiano ... leggi...
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Culturonda Alto Adige - Südtirol
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